Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 19505 del 23/07/2018


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Civile Ord. Sez. 6 Num. 19505 Anno 2018
Presidente: CURZIO PIETRO
Relatore: GHINOY PAOLA

ORDINANZA

sul ricorso 7024-2017 proposto da:
ALEANDRI BRICOLAGE S.R.L. P.I.01264850668, in persona del
legale rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliata
in ROMA piazza Cavour presso la Cancelleria della Corte di
Cassazione, rappresentata e difesa dall’avvocato GIULIANA
MARTINELLI;
– ricorrente –

contro
MASCIOLETTI ASCANIO, DE BIASI LUIGIA, DE CESARIS
GIAMPIERO, elettivamente domiciliata in ROMA piazza Cavour
presso la Cancelleria della Corte di Cassazione, rappresentata e
difesa dall’avvocato FRANCESCA RAMICONE;
– con troricorrenti –

avverso la sentenza n. 941/2016 della CORTE D’APPELLO di
L’AQUILA, depositata il 10/11/2016;

Data pubblicazione: 23/07/2018

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio
non partecipata del 07/06/2018 dal Consigliere Dott. PAOLA
GHINOY.
Rilevato:

1. che la Aleandri Bricolage Sri ha proposto ricorso per la

aveva rigettato il reclamo proposto dalla società ex art. 1
comma 58 della legge n. 92 del 2012 avverso la sentenza del
Tribunale della stessa città che aveva confermato l’ordinanza
resa in sede di cognizione sommaria con la quale era stata
accolta la domanda dei lavoratori Mascioletti Ascanio, De
Cesaris Giampiero e De Biasi Luigia, tesa alla declaratoria d’
illegittimità dei licenziamenti loro intimati in data 18 giugno
2014 per giustificato motivo oggettivo, con le connesse
statuizioni reintegratorie e risarcitorie parametrate al regime
della tutela reale attenuata di cui all’articolo 18 IV comma della
I. n. 300 del 1970;
2.

che

i

lavoratori

indicati

hanno

resistito con

controricorso.
Considerato

1. che risulta fondata e dev’essere accolta in limine litis
l’eccezione formulata dai controricorrenti d’inammissibilità del
ricorso per superamento del termine di 60 gg. previsto dall’art.
1 comma 62 della legge n. 92 del 9012;

2. che infatti nel caso il ricorso per cassazione è stato
notificato a mezzo pec il 17.2.2017, mentre il provvedimento
della Corte d’appello del 10.11.2016 è stato comunicato a
mezzo pec in pari data a cura della cancelleria della Corte
d’appello ai difensori costituiti (come risulta dalla produzione a
c. 3 del fascicolo di Cassazione dei controricorrenti);

Ric. 2017 n. 07024 sez. ML – ud. 07-06-2018
-2-

cassazione della sentenza della Corte d’appello di L’Aquila che

3. che la disciplina per la comunicazione è dettata dall’ art.
45, comma 2, disp. att. c.p.c., come modificato dall’art. 16,
comma 3, lett. b) e c), del d.l. n. 179 del 2012, conv., con
modi?., dalla I. n. 221 del 2012, che stabilisce che “il biglietto
contiene in ogni caso …. il testo integrale del provvedimento

proceduto la Cancelleria della Corte d’appello di L’Aquila, né la
ricorrente ha prodotto la comunicazione telematica che ha
ricevuto al fine di dimostrare il contrario;
4. che sul tema della specialità delle norme in tema di
effetti della comunicazione nel c.d. rito Fornero ai fini della
decorrenza del termine per impugnare, con specifico
riferimento al ricorso per cassazione, questa Corte ha avuto
modo di affermare che il termine di sessanta giorni per la
proposizione del ricorso per cassazione, di cui all’art. 1, comma
62, della I. n. 92 del 2012,

decorre dalla semplice

comunicazione del provvedimento, trattandosi di previsione
speciale, che in via derogatoria comporta la decorrenza del
termine da detto incombente, su cui non incide la modifica
dell’art. 133, comma 2, c.p.c., nella parte in cui stabilisce che
“la comunicazione non è idonea a far decorrere i termini per le
impugnazioni di cui all’art. 325 c.p.c”, norma attinente al
regime generale della comunicazione dei provvedimenti da
parte della cancelleriap (così Cass. n. 19177 del 23/09/7016 e,

da ultimo, Cass. n. 6059 del 13.3.2018) ;
5. che il Collegio, condividendo la proposta del relatore,
notificata alle parti che non hanno depositato memorie, ritiene
quindi che il ricorso risulti inammissibile ex art. 375 comma 1
n. 1 c.p.c., e debba in tal senso essere deciso con ordinanza in
camera di consiglio;

Ric. 2017 n. 07024 sez. ML ud. 07-06-2018
-3-

comunicato”, sicché deve ritenersi che in tal modo abbia

6. che le spese del giudizio, liquidate come da dispositivo,
seguono la soccombenza, con distrazione ex art. 93 c.p.c. in
virtù della dichiarata anticipazione.
7.

che l’inammissibilità del ricorso determina la

sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte della

pari a quello dovuto per il ricorso, previsto dall’ad:13, comma
1 quater, del d.P.R. 30 maggio 2002 n. 115,

introdotto

dall’art. 1, comma 17, della legge 24 dicembre 2012, n. 228.
P.Q.M.
dichiara inammissibile il ricorso. Condanna la ricorrente al
pagamento delle spese del giudizio di legittimità, che liquida in
C 3.000,00 per compensi, oltre ad C 200,00 per esborsi,
rimborso spese generali nella misura del 15% ed accessori di
legge, con distrazione in favore dell’avv. Francesca Ramicone.
Ai sensi dell’art. 13, co. 1 quater, del d.lgs. n. 115 del
2002 dà atto della sussistenza dei presupposti per il
versamento da parte della ricorrente dell’ulteriore importo a
titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso a
norma del comma 1 bis dello stesso art. 13.
Così deciso in Roma, nella camera di consiglio del
7.6.2018
Pietro Cu zio, Presidente

ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato

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