Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 19497 del 08/07/2021

Cassazione civile sez. I, 08/07/2021, (ud. 22/03/2021, dep. 08/07/2021), n.19497

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE PRIMA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. SCOTTI Umberto Luigi Cesare Giuseppe – Presidente –

Dott. PARISE Clotilde – Consigliere –

Dott. PAZZI Alberto – Consigliere –

Dott. DOLMETTA Aldo Angelo – rel. Consigliere –

Dott. OLIVA Stefano – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 7422/2019 proposto da:

M.M., elettivamente domiciliato in Napoli, piazza Cavour n.

139, presso l’avv. Luigi Migliaccio, che lo rappresenta e difende;

– ricorrente –

contro

Ministero dell’Interno, (OMISSIS);

– intimato –

avverso il decreto del TRIBUNALE di BARI, depositata il 05/02/2019;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio del

22/03/2021 dal Cons. Dott. ALDO ANGELO DOLMETTA.

 

Fatto

FATTI DI CAUSA

1.- M.M., di origine pakistana (Punjab), ha presentato ricorso avverso la decisione della Commissione territoriale di Bari, di diniego del riconoscimento delle protezioni internazionali, come pure della protezione umanitaria.

Con decreto depositato in data 5 febbraio 2019, il Tribunale di Bari ha respinto il ricorso.

2.- Il Tribunale ha rilevato che “non sono state neppure dedotte situazioni di persecuzione intesa quale vessazione o repressione violenta e implacabile”. “Considerazioni analoghe” – si è proseguito valgono per la fattispecie previste del D.Lgs. n. 251 del 2007, art. 14, lett. a) e b). Del resto – si è anche aggiunto – il “pericolo” assunto a ragione dell’espatrio nel racconto del richiedente non è più attuale: quest’ultimo ha dichiarato di “avere da tempo interrotto la relazione e di non avere più notizie della stessa, tanto da non sapere nemmeno se nel frattempo si sia sposata”.

Per quanto riguarda la protezione sussidiaria di cui del D.Lgs. n. 251 del 2007, art. 14, lett. c), il Tribunale ha aggiunto che nella zona di provenienza del richiedente non vi sono allo stato, come indicato dal più recente report European Asylum Support Office, delle situazioni di conflitto armato o di violenza generalizzata.

Quanto poi alla protezione umanitaria, il decreto ha rilevato che non sono emerse situazioni di vulnerabilità specifiche alla persona del ricorrente, pure sottolineando che nulla è stato “riversato in atti” sotto il profilo dell’integrazione in Italia.

3.- Avverso questo provvedimento ha presentato ricorso M.M., affidandolo a un motivo di cassazione.

Il Ministero non ha svolto difese nel presente grado del giudizio.

Diritto

RAGIONI DELLA DECISIONE

4.- Il ricorso censura la decisione del Tribunale, assumendo la violazione del D.Lgs. n. 251 del 2007, art. 3 commi 3, 4 e 5, nonché del D.Lgs. n. 25 del 2008, art. 8, comma 3 e art. 27, comma 1 bis. Il decreto è viziato – si osserva – perché non ha applicato i criteri fissati dalla legge per valutare la credibilità del richiedente e per integrare le lacune istruttorie.

5.- Il ricorso è inammissibile.

Come già sopra segnalato, il provvedimento emesso dal Tribunale pugliese non si è fermato alla valutazione che il ricorrente ritiene di censurare. Ma ha distintamente rilevato che, nella specie, i fatti dedotti dal ricorrente non integrano gli estremi prescritti per il riconoscimento del diritto di rifugio, né quelli di cui del D.Lgs. n. 251 del 2007, art. 14, lett. a) e b); che nella regione attuale di provenienza del richiedente non vi e’, nell’attuale, una situazione di conflitto armato o di violenza generalizzata; che la fattispecie concreta non manifesta profili di vulnerabilità specifici alla persona del richiedente.

Il ricorso non censura queste ragioni della decisione, che pure risultano in sé stesse assorbenti.

6.- Non ha luogo provvedere alle spese del giudizio di legittimità, stante la mancata costituzione del Ministero.

PQM

La Corte dichiara il ricorso inammissibile,

Dà atto, ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, che sussistono i presupposti per il versamento, a carico della parte ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso a norma dello stesso art. 13, comma 1 bis.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Sezione Prima Civile, il 22 marzo 2021.

Depositato in Cancelleria il 8 luglio 2021

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA