Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 19495 del 04/08/2017


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Cassazione civile, sez. III, 04/08/2017, (ud. 07/04/2017, dep.04/08/2017),  n. 19495

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TERZA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. VIVALDI Roberta – Presidente –

Dott. SESTINI Danilo – Consigliere –

Dott. POSITANO Gabriele – Consigliere –

Dott. MOSCARINI Anna – Consigliere –

Dott. D’ARRIGO Cosimo – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso iscritto al n. 16462/2015 R.G. proposto da:

C.M.R., elettivamente domiciliata in Roma, piazza

Bainsizza n. 1, presso lo studio dell’avv. Francesco Elia che lo

rappresenta e difende unitamente agli avv.ti Anna Maria Colaci e

Filippo Ferrara;

– ricorrente –

contro

Zurich Insurance Company S.A.;

– intimata –

avverso la sentenza del Tribunale di Lecce, sede distaccata di

Maglie, depositata il 10 giugno 2014.

Udita la relazione svolta in Camera di consiglio dal Consigliere

Dott. Cosimo D’Arrigo;

letta la sentenza impugnata che ha rigettato l’appello proposto da

C.M.R. nei confronti di Zurich Insurance Company s.a. per

l’annullamento della sentenza del giudice di pace di Otranto del 12

gennaio 2010;

letto il ricorso e le memorie depositate ai sensi dell’art. 380-bis

c.p.c., n. 1.

Fatto

RITENUTO

La motivazione del presente provvedimento può essere redatta in forma semplificata.

C.M.R., assicurata con la Zurich Insurance Company s.a. per eventuali danni alla casa e al suo contenuto anche derivanti anche da eventi naturali e fenomeni atmosferici, ha chiesto il risarcimento dei danni cagionati ad alcuni elettrodomestici da un fulmine, per un totale di Euro 7.614,94. Avendo ricevuto dalla compagnia assicurativa l’importo di Euro 6.000,00, lo incassava a titolo di acconto, agendo in sede giudiziale per il saldo (Euro 1.614,94).

Il giudice di pace di Otranto dichiarava la domanda improponibile, ritenendo che il contratto assicurativo contenesse una clausola arbitrale. Il Tribunale di Lecce, adito in funzione di giudice d’appello dalla C., ha diversamente qualificato la clausola come avente ad oggetto una perizia contrattuale e, ritenendo che pure tale specie di clausola determina una temporanea rinunzia alla tutela giurisdizionale, ha comunque rigettato l’appello.

La C. ricorre per quattro motivi. La Zurich Insurance Company s.a. non ha svolto attività difensiva.

Diritto

CONSIDERATO

Il ricorrente deduce, con plurimi motivi che possono essere trattati congiuntamente, l’erroneità dell’interpretazione della clausola contrattuale che testualmente recita: “L’ammontare del danno e la determinazione dell’indennizzo è concordato con le seguenti modalità: a) direttamente dalla Compagnia, o da persona da questa incaricata, con il Contraente/Assicurato o persona da lui designata; oppure, a richiesta di una delle parti, b) tra due periti nominati uno dalla Compagnia ed uno dal Contraente/Assicurato con apposito atto unico”.

Il ricorso è fondato.

Tale clausola prevede, in effetti, una perizia contrattuale, ma prevede pure che, in alternativa, la Compagnia assicurativa possa pure liquidare da sè il danno. La soluzione della perizia contrattuale, in particolare, poteva essere attivata solamente a istanza di parte (“a richiesta di una delle parti…”). Consegue che, se nessuna delle due parti ha chiesto che si procedesse alla nomina dei periti, non vi era alcun impedimento all’immediato accesso alla tutela giudiziaria.

Nella specie, non risulta che nè l’assicurata nè la Compagnia assicurativa abbiano inteso avvalersi della facoltà di procedere ad una perizia contrattuale. Piuttosto, l’assicurazione ha liquidato l’acconto secondo l’ipotesi di cui alla lett. a) della clausola, ossia determinandone l’importo da sè, senza ricorrere all’alternativa della perizia contrattuale.

L’esame di tale questione è stata del tutto omessa dal giudice d’appello. La sentenza impugnata, pertanto, deve essere cassata.

PQM

 

accoglie il ricorso nei termini di cui in motivazione; cassa la sentenza impugnata; rinvia al Tribunale di Lecce in persona di diverso magistrato, cui demanda di provvedere anche sulle spese del giudizio di legittimità.

Motivazione semplificata.

Così deciso in Roma, il 7 aprile 2017.

Depositato in Cancelleria il 4 agosto 2017

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