Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 19492 del 23/07/2018


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Civile Ord. Sez. 2 Num. 19492 Anno 2018
Presidente: PETITTI STEFANO
Relatore: GORJAN SERGIO

ORDINANZA

sul ricorso 17266-2015 proposto da:
QUALIANO BRUNO, rappresentato e difeso dall’avvocato
SERGIO TREDICINE;
– ricorrente contro

UNIPOLSAI SPA, elettivamente domiciliato in NAPOLI, VIA
SAN TOMMASO D’ACQUINO 15, presso lo studio
dell’avvocato MARIO TUCCILLO, che lo rappresenta e
2018

difende;
– resistente –

1265

D

avverso la sentenza n. 16/808/2014 del TRIBUNALE di
NAPOLI, depositata il 29/12/2014;
udita la relazione della causa svolta nella camera di
consiglio del 22/03/2018 dal Consigliere SERGIO GORJAN;

Data pubblicazione: 23/07/2018

lette le considerazioni del P.M. in persona del
Sostituto Procuratore Generale Dott. CARMELO SGROI, che

ha chiesto il rigetto del ricorso.

Fatti di causa
Bruno Qualiano,dedotto d’aver espletato attività professionale quale perito
assicurativo in favore della spa Milano Ass.ni – oggi incorporata nella spa
UnipolSai – in relazione a specifico incarico,all’epoca ricevuto, ebbe ad evocare la
società assicuratrice avanti il Giudice di Pace di Napoli per ottenere il pagamento
del compenso effettivamente dovuto.

un più ampio rapporto contrattuale,nel cui ambito era da collocare la prestazione
dedotta in causa dal Qualiano,relativamente alla quale per altro lo stesso era già
stato retribuito come da accordi.
Il Giudice di Pace ebbe ad accogliere la domanda dell’attore e la società
assicuratrice propose appello avanti il Tribunale partenopeo, denunziando
l’illegittimo frazionamento del compenso dovuto in ragione di unico rapporto
contrattuale intercorso tra le parti.
Il Tribunale di Napoli,con sentenza

16808/14, accolse il gravame, dichiarando

l’improponibilità della domanda per illegittimo frazionamento del corrispettivo
economico generato da rapporto contrattuale ritenuto unico, che legava il
professionista alla società assicuratrice,siccome dimostrato dai dati fattuali
acquisiti in causa.
Il Qualiano ha proposto ricorso per cassazione fondato su due motivi.
La spa UnipolSai non s’è costituita con controricorso, ma ha depositata procura e
memoria difensiva in prossimità dell’adunanza.
E’ intervenuto il P.G.,nella persona del dott. Sgroi, che ha concluso per il rigetto
del ricorso.

Ragioni della decisione
Il ricorso proposto dai Qualiano non ha pregio giuridico e va rigettato.
Con il primo mezzo d’impugnazione il ricorrente denunzia violazione del disposto
ex art 2697 cod. civ. e 115 cod. proc. civ. in quanto il Giudice partenopeo non ha
I

Resistette la spa Milano Ass.ni rilevando come in effetti tra le parti era intercorso

tenuto conto della documentazione depositata nel giudizio d’appello lumeggiante
l’intervenuta,nelle more del procedimento d’appello, della cessazione della
materia del contendere avendo la società assicuratrice pagata la somma pretesa
dal Quiliano e concordato transazione a mezzo colloquio telefonico.
La censura si palesa manifestamente infondata poiché il Tribunale ebbe ad

posizione processuale assunta,nel giudizio d’appello, sul punto dalle parti – la
società assicuratrice negava fosse intercorsa transazione -.
Difatti appare evidente,anche dal solo frammento della corrispondenza
scambiata tra le parti al riguardo citato in ricorso,come la spa Milano Ass.ni ebbe
a pagare solamente sulla scorta della provvisoria esecutività della decisione di
condanna emessa dal Giudice di Pace.
Inoltre l’affermazione di parte ricorrente che la transazione ebbe forma orale si
scontra con la prescrizione di legge che richiede la forma scritta ad probationem,
sicché la contestazione al riguardo sollevata dalla controparte avanti il Giudice
d’appello preclude ogni rilievo al cenno del ricorrente ad intervenuta transazione
legittimante la declaratoria chiesta.
Con la seconda doglianza il Qualiano deduce violazione delle norme in artt. 1175
e 1375 cod. civ., nonché del principio nomofilattico posto dalle sezioni unite di
questa Suprema Corte con la sentenza n° 23276/07,poiché il Giudice napoletano
ha ritenuto erroneamente applicabile alla specie l’insegnamento giurisprudenziale
ricordato, che invece regola fattispecie diversa.
In particolare il ricorrente ricorda come l’arresto giurisprudenziale richiamato si
riferisca esclusivamente al frazionamento di un credito generato da unico
rapporto contrattuale mentre nella specie più furono gli incarichi a lui, quale
perito assicurativo libero professionista, affidati dall’Assicuratore.
Inoltre malamente il Giudice partenopeo ha ritenuto di individuare nelle
procedure di pagamento, proprie del solo Assicuratore, indice fattuale

2

appositamente esaminare la questione e ritenerla infondata sulla scorta della

dell’esistenza di un rapporto continuativo di collaborazione, nel cui ambito venne
affidato l’incarico del cui compenso di dibatteva.
La doglianza appare priva di fondamento giuridico e non attagliata alla più ampia
ratio decidendi esposta dal Giudice del gravame in sentenza impugnata.
Difatti il Giudice partenopeo ha ben messo in evidenza gli elementi fattuali adeguarsi del Qualiano nell’invio delle sue parcelle, riferite all’espletamento dei

dall’Assicuratore negli anni di durata del rapporto di collaborazione – dai quali ha
desunto l’esistenza tra le parti di un più ampio accordo di collaborazione,del
quale il singolo incarico era manifestazione.
Da un tanto anche il Tribunale ha ricavato l’unicità del rapporto contrattuale
intercoso tra le parti ed il conseguente illegittimo frazionamento el credito
conseguente, operato dal Qualiano nel proporre singola lite in relazione al
singolo incarico affidato senza evidenziare, nemmeno il concreto, suo oggettivo
interesse ad agire in siffatto modo.
Quindi, non solo il Giudice napoletano ha operato in ossequio all’insegnamento
desumibile dall’arresto n° 4090/2017,sempre delle Sezioni unite, e n° 31012/17
di questa stessa sezione.
Difatti questa Corte a Sezioni Unite ha, con la cennata sentenza del 2017
precisato come l’indebito frazionamento può riferirsi anche a credito che sorga,
non solo da unico rapporto,ma pure nell’ambito di un più ampio rapporto quando
l’attore non evidenzi interesse oggettivamente valutabile a perseguire una tutela
frazionata del credito,sicché superati appaiono anche gli arresti di questa Corte
del 2016 favorevoli alle tesi del Qualiano,siccome ricorda il P.G.,i1 che permette
di ritenere superata la richiesta di rimessione della questione alle sezioni unite
avanzata dalla difesa
La critica portata alla valutazione del dato fattuale afferente le modalità di
fatturazione,utilizzato dal Tribunale, si rivela quale mera contrapposizione di tesi
difensiva eppertanto non inquadrabile nello schema legale tipico del vizio

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singoli incarichi affidati, allo schema amministrativo di pagamento dettato

denunziato,risolvendosi in critica della motivazione non più possibile ex art 360
n° 5 cod. proc. civ. nuova formulazione.
Al rigetto del ricorso segue,ex art 385 cod. proc. civ.,la condanna del Qualiano
alla rifusione in favore della spa UnipolSai delle spese di lite di questo giudizio di
legittimità tassate in C 710,00 oltre accessori di legge e rimborso forfetario ex

Concorrono in capo al Qualiano le condizioni per il pagamento dell’ulteriore
contributo unificato.

P. Q. M.
Rigetta il ricorso e condanna il ricorrente alla rifusione delle spese di questo
giudizio di legittimità in favore della società resistente, liquidate in C 710,00 oltre
accessori di legge e rimborso forfetario ex tariffa forense nella misura del 15%.
Ai sensi dell’art 13 comma 1 quater dPR 115/02 si dà atto della sussistenza dei
presupposti per il versamento da parte del ricorrente dell’ulteriore importo a
titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso a norma dell’art 13
comma 1 bis dPR 115/02.
Così deciso in Roma nell’adunanza di camera di consiglio del 22 marzo 2018.
Il Presidente
Stefano Petitti

(ut,
Il Funzio

DEPOSITAte

arie

ELLERIA

Roma, 23 LUG. 2018

tariffa forense nella misura die 15%.

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