Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 19383 del 03/08/2017


Clicca qui per richiedere la rimozione dei dati personali dalla sentenza

Cassazione civile, sez. III, 03/08/2017, (ud. 21/06/2017, dep.03/08/2017),  n. 19383

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TERZA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. VIVALDI Roberta – Presidente –

Dott. RUBINO Lina – Consigliere –

Dott. CIRILLO Francesco Maria – rel. Consigliere –

Dott. DELL’UTRI Marco – Consigliere –

Dott. PELLECCHIA Antonella – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 21001-2015 proposto da:

C.A.M., elettivamente domiciliata in TAVIANO, VIA VITTIME

DI VIA FANI 8, presso lo studio dell’avvocato ANTONIO PASCA, che la

rappresenta e difende giusta procura speciale in calce al ricorso;

– ricorrenti –

contro

COMUNE TAVIANO, in persona del Sindaco CARLO PORTACCIO, elettivamente

domiciliato in ROMA, VIALE GORIZIA, 52, presso lo studio

dell’avvocato ANTONIO LEGGIO, rappresentato e difeso dall’avvocato

FRANCESCO CATALDI giusta procura speciale;

– resistente con procura speciale-

avverso la sentenza n. 276/2015 della CORTE D’APPELLO di LECCE,

depositata il 21/04/2015;

udita la relaziono della causa svolta nella camera di consiglio del

21/06/2017 dal Consigliere Dott. FRANCESCO MARIA CIRILLO;

lette le conclusioni scritte del Pubblico Ministero, in persona del

Sostituto Procuratore generale MISTRI Corrado, che ha chiesto il

rigetto del ricorso.

Fatto

RILEVATO

che l’ing. C.A.M. ha proposto ricorso per cassazione, nei confronti del Comune di Taviano, avverso la sentenza della Corte d’appello di Lecce del 21 aprile 2015 con la quale, in riforma della sentenza del Tribunale di Lecce, Sezione distaccata di Casarano, è stata rigettata la domanda da lei proposta, con condanna al pagamento delle spese del doppio grado di giudizio;

che il Comune di Taviano si è costituito tramite il proprio difensore;

che, successivamente alla proposizione del ricorso, la ricorrente ha dichiarato di rinunciarvi, essendo stato raggiunto tra le parti un accordo transattivo.

Diritto

CONSIDERATO

che, in conseguenza di tale rinuncia, il giudizio di cassazione deve essere dichiarato estinto, ai sensi degli artt. 390 e 391 c.p.c.;

che le spese del giudizio di cassazione devono essere compensate;

che, pur trattandosi di ricorso soggetto, ratione temporis, al regime di cui al D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater, l’estinzione del giudizio per rinuncia non è equiparabile al rigetto o alla dichiarazione di inammissibilità o improcedibilità dell’impugnazione, per cui la ricorrente non è tenuta a versare l’ulteriore importo, a titolo di contributo unificato, pari a quello dovuto per l’impugnazione medesima.

PQM

 

La Corte dichiara l’estinzione del giudizio di cassazione.

Spese compensate.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Sezione Terza Civile, il 21 giugno 2017.

Depositato in Cancelleria il 3 agosto 2017

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA