Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 19372 del 22/09/2011

Cassazione civile sez. I, 22/09/2011, (ud. 20/07/2011, dep. 22/09/2011), n.19372

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE PRIMA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. CARNEVALE Corrado – Presidente –

Dott. PICCININNI Carlo – Consigliere –

Dott. ZANICHELLI Vittorio – Consigliere –

Dott. CULTRERA Maria Rosaria – Consigliere –

Dott. SCALDAFERRI Andrea – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

sentenza

sul ricorso proposto da:

C.S., domiciliato in Roma presso la Corte di

Cassazione, rappresentato e difeso dall’avv. MANCUSO Giovanni, giusta

delega in atti;

– ricorrente –

contro

Fallimento Gi.FA. Mobili s.a.s. in persona del curatore;

– intimato –

avverso il decreto del Tribunale di Crotone emesso nella procedura

fallimentare n. 33/93 in data 15.1.2007.

Udita la relazione della causa svolta nella Pubblica udienza del

20.7.2011 dal Relatore Cons. Dott. Carlo Piccininni;

Udito il P.M., in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

PATRONE Ignazio Juan, che ha concluso per l’inammissibilità del

ricorso.

Fatto

FATTO E DIRITTO

Con decreto del 15.1.2007 il Tribunale di Crotone rigettava l’istanza di liquidazione del compenso proposta da C.S., per l’attività svolta quale curatore del fallimento Gi.FA. Mobili s.a.s.

fino al 15.11.2001, ritenendo il credito prescritto.

Avverso il detto provvedimento C. proponeva ricorso per cassazione basato su due motivi, poi ulteriormente illustrati da memoria, con i quali denunciava violazione di legge con riferimento rispettivamente all’art. 2956 c.c., comma 1, n. 2, e L. Fall., art. 39, sotto i distinti profili che non sarebbe stata applicabile al caso di specie la prescrizione presuntiva e che la liquidazione del compenso avrebbe presupposto la presentazione del rendiconto, che invece non vi era stata.

L’intimato, dal canto suo, non svolgeva attività difensiva. Osserva il Collegio che il motivo di impugnazione non è corredato del prescritto quesito di diritto, e ciò in violazione dell’art. 366 bis c.p.c., all’epoca vigente.

Ne consegue che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile, mentre nulla va disposto in ordine alle spese processuali poichè l’intimato non ha svolto attività difensiva.

P.Q.M.

Dichiara inammissibile il ricorso.

Così deciso in Roma, il 20 luglio 2011.

Depositato in Cancelleria il 22 settembre 2011

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