Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 19361 del 03/08/2017


Clicca qui per richiedere la rimozione dei dati personali dalla sentenza

Cassazione civile, sez. III, 03/08/2017, (ud. 18/05/2017, dep.03/08/2017),  n. 19361

 

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TERZA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. VIVALDI Roberta – Presidente –

Dott. OLIVIERI Stefano – Consigliere –

Dott. BARRECA Giuseppina Luciana – rel. Consigliere –

Dott. DELL’UTRI Marco – Consigliere –

Dott. MOSCARINI Anna – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 20589/2015 proposto da:

P.J., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA G PISANELLI,

presso lo studio dell’avvocato MARCO CIOTOLA, rappresentato e difeso

dall’avvocato UGO MARIA CHIRICO giusta procura in calce al ricorso;

– ricorrente –

contro

COMUNE CASTELNUOVO NAPOLI, in persona del Sindaco p.t., elettivamente

domiciliato in ROMA, VIA G G BELLI 39, presso lo studio

dell’avvocato FRANCESCO MANGAZZO, rappresentato e difeso

dall’avvocato MARIA LUISA ERRICHIELLO giusta procura a margine del

controricorso;

– controricorrente –

e contro

CORSAIR SERVICES LLC, CONSORZXIO GESTIN GESTIONE INTEGRATA SERVIZI;

– intimate –

avverso la sentenza n. 2530/2014 della CORTE D’APPELLO di NAPOLI,

depositata il 04/06/2014;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio del

18/05/2017 dal Consigliere Dott. GIUSEPPINA LUCIANA BARRECA.

Fatto

RILEVATO

che:

– con la sentenza qui impugnata la Corte d’appello di Napoli ha dichiarato inammissibile – ai sensi dell’art. 342 c.p.c., nella formulazione anteriore alla novella di cui alla L. n. 134 del 2012 – l’appello proposto dalla Corsair Service LLC, con sede legale in (OMISSIS), in persona dell’avv. Ugo Maria Chirico, quale procuratore speciale della legale rappresentante Pe.Sa.Lu., nei confronti del Comune di Casalnuovo di Napoli e del Consorzio GEST.In, contro la sentenza del Tribunale di Nola con la quale era stata accolta l’opposizione avanzata dal Comune avverso il decreto ingiuntivo notificato ad istanza del Consorzio e rigettata la domanda riconvenzionale di quest’ultimo;

– il ricorso per cassazione è proposto, con due motivi, da P.J., in proprio;

– si difende con controricorso il Comune di Casalnuovo di Napoli;

– gli altri intimati non si difendono;

– fissata la trattazione del ricorso in Camera di consiglio ai sensi dall’art. 375 c.p.c., comma 2, il pubblico ministero non ha depositato conclusioni scritte;

– il collegio ha raccomandato la motivazione semplificata.

Diritto

CONSIDERATO

Che:

– il ricorrente P.J. non è stato parte in causa nei precedenti gradi di giudizio;

– nel ricorso si qualifica come “cessionario del credito vantato dalla Corsair Service LLC per effetto della cessione effettuata il 24 giu. 2012 in suo favore e comunicata il 15 lug. 2015 a mezzo raccomandata a. r. n. (OMISSIS)”;

– la controricorrente ha eccepito l’inammissibilità del ricorso perchè la cessione è documentata “semplicemente sulla base di una lettera inviata al Comune di Casalnuovo dalla società cedente, Corsair Service LLC”;

– l’eccezione è fondata, avuto riguardo ai seguenti principi di diritto, che qui si ribadiscono:

– “Il successore a titolo particolare nel diritto controverso è legittimato ad impugnare la sentenza resa nei confronti del proprio dante causa allegando il titolo che gli consenta di sostituire quest’ultimo, essendo a tal fine sufficiente la specifica indicazione di tale atto nell’intestazione dell’impugnazione qualora il titolo sia di natura pubblica e, quindi, di contenuto accertabile, e sia rimasto del tutto incontestato o non idoneamente contestato dalla controparte” (così Cass. n. 17470/13 e, di recente, Cass. n. 9250/17);

– “Il ricorrente per cassazione, che, nel giudizio di merito, non abbia formalmente assunto la veste di parte, è tenuto, a pena di inammissibilità dell’impugnazione, a depositare in cancelleria, ai sensi dell’art. 372 c.p.c. (ed anche oltre il termine previsto dall’art. 369 c.p.c., purchè il relativo elenco sia notificato alle altre parti), la documentazione diretta a provare la sua legittimazione, nonchè ad indicare specificamente detti documenti nel ricorso, ai sensi dell’art. 366 c.p.c., comma 1, n. 6, nel testo modificato dal D.Lgs. 2 febbraio 2006, n. 40, così da realizzare l’assoluta precisa delimitazione del “thema decidendum”” (Cass. n. 15136/14, Cass. ord. n. 23880/16);

– trattasi di principi applicabili in ogni ipotesi di successione a titolo particolare od universale nel diritto controverso (cfr. anche Cass. n. 15352/10 e n. 4116/16) e con riguardo sia alla legittimazione attiva che alla legittimazione passiva (cfr., per quest’ultima, Cass. n. 2131/14);

– dato quanto sopra, il ricorso è inammissibile perchè il titolo della cessione del credito (oggetto dell’originario decreto ingiuntivo e tuttora in contestazione) – individuata solo come “effettuata il 24 giugno 2012” – non è stato indicato nel ricorso (tanto che nemmeno è precisato se si tratti di contratto o di altro atto e quale sia la forma che lo documenta) e non è stato nemmeno prodotto, malgrado sia stato specificamente contestato dal contro ricorrente;

– non è idoneo allo scopo l’unico documento prodotto, contenente soltanto la comunicazione di detta asserita cessione, indirizzata al Comune di Casalnuovo di Napoli e consistente in una dichiarazione unilaterale, recante sottoscrizione non autenticata, apparentemente proveniente dalla legale rappresentante dell’asserita società cedente;

– il ricorso va perciò dichiarato inammissibile;

– le spese seguono la soccombenza e si liquidano come da dispositivo;

– ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, và dato atto della sussistenza dei presupposti per il versamento dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso principale, a norma dello stesso art. 13, comma 1 bis.

PQM

 

La Corte dichiara inammissibile il ricorso. Condanna il ricorrente al pagamento delle spese del giudizio di legittimità, che liquida, in favore del controricorrente Comune di Casalnuovo di Napoli, nell’importo di Euro 10.000,00, per compensi, oltre alle spese forfettarie nella misura del 15 per cento, agli esborsi liquidati in Euro 200,00 ed agli accessori di legge.

Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso principale, a norma dello stesso art. 13, comma 1 bis.

Motivazione semplificata.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Sezione Terza Civile della Corte di Cassazione, il 18 maggio 2017.

Depositato in Cancelleria il 3 agosto 2017

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA