Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 19353 del 30/09/2016


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Cassazione civile sez. VI, 30/09/2016, (ud. 18/05/2016, dep. 30/09/2016), n.19353

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 3

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. ARMANO Uliana – Presidente –

Dott. DE STEFANO Franco – Consigliere –

Dott. RUBINO Lina – Consigliere –

Dott. CIRILLO Francesco Maria – Consigliere –

Dott. ROSSETTI Marco – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 2259 – 2015 proposto da:

DELLA MULTISERVICE COMPANY SRL in persona del legale rappresentante

pro tempore, L.N.G., elettivamente domiciliati in ROMA,

VIA GIACOMO BONI 15, presso lo studio dell’avvocato ELENA SAMBATARO,

rappresentati e difesi dall’avvocato SALVATORE MILITELLO giusta

procura in calce)il ricorso;

– ricorrenti –

contro

P.L., P.D., COMPAGNIA DI ASSICURAZIONI GENERALI

ITALIA SPA (OMISSIS);

– intimati –

avverso la sentenza n. 3929/2014 del TRIBUNALE di PALERMO del

9/07/2014, depositata il 16/07/2014;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

18/05/2016 dal Consigliere Relatore Dott. ROSSETTI MARCO.

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

1. Il consigliere relatore ha depositato, ai sensi dell’art. 380 bis c.p.c., la seguente relazione:

“1. E’ impugnata la sentenza del Tribunale di Palermo 16.7.2014 n. 3929, con la quale è stata rigettata la domanda di risarcimento del danno da sinistro stradale proposta dalla Della Multiservice Company s.r.l..

2. Col secondo motivo di ricorso, da esaminare per primo ex art. 276 c.p.c., comma 2, la ricorrente lamenta – tra l’altra – la violazione del D.Lgs. 7 settembre 2005, n. 209, art. 143.

Deduce che il Tribunale, nonostante avesse a disposizione un modulo di “Constatazione amichevole di incidente” firmato da ambedue i conducenti coinvolti, ha rigettato la domanda per difetto di prova, nonostante l’art. 143 cod. ass., attribuisca al suddetto documento il valore di presunzione juris tantum della vetidicità dei fatti ivi descritti.

3. Il ricorso appare fondato.

Il modulo di “constatazione amichevole di incidente”, quando completo in ogni sua parte, fa presumere che il sinistro sia avvenuto con le modalità ivi descritte.

Il giudice di merito, pertanto, può andare in contrario avviso solo ove disponga di prove od indizi (purchè, in questo caso, muniti dei requisiti di cui all’ad. 2729 c.c.) della falsità o della inesattezza di quanto dichiarato per iscritto dai conducenti. Nel caso di specie invece il Tribunale ha ritenuto tout court “non idoneo” il modulo di cui si discorre, e superata la presunzione di ari all’art. 143 cod. ass., non perchè avesse la prova della falsità del modulo, ma sul presupposto che quanto in esso dichiarato non fosse corroborato da altre fonti di prova.

Così giudicando, il Tribunale ha violato l’art. 143 cod. ass., di fatto disapplicandolo e ponendo in non celle la presunzione ivi prevista”.

4. Si propone pertanto l’accoglimento del ricorso e la cassazione con rinvio della sentenza impugnata”.

2. Nessuna delle parti ha depositato memoria ex art. 380 bis c.p.c., comma 2, con la quale ha insistito per l’accoglimento del ricorso.

Diritto

MOTIVI DELLA DECISIONE

3. Il Collegio condivide le osservazioni contenute nella relazione. Il ricorso è dunque accolto.

4. Le spese del presente grado di giudizio saranno liquidate dal giudice del rinvio.

PQM

la Corte di cassazione, visto l’art. 380 c.p.c.:

(-) accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia la causa al Tribunale di Palermo, in persona di altro magistrato;

(-) rimette al giudice di rinvio la liquidazione delle spese del giudizio di legittimità.

Così deciso in Roma, nella Camera di Consiglio della Sesta Sezione civile della Corte di cassazione, il 18 maggio 2016.

Depositato in Cancelleria il 30 settembre 2016

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