Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 19347 del 20/07/2018


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Civile Ord. Sez. 6 Num. 19347 Anno 2018
Presidente: IACOBELLIS MARCELLO
Relatore: CONTI ROBERTO GIOVANNI

ORDINANZA
sul ricorso 6245-2017 proposto da:

AGENZIA DELLE ENTRATE (C.F. 06363391001), in persona del
Direttore pro tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DEI
PORTOGHESI 12, presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO
STATO, che la rappresenta e difende ope legis;

– ricorrente contro
DI IONACO NICOLA;

– intimato avverso la sentenza n. 8046/1/2016 della COMMISSIONE
TRIBUTARIA REGIONALE di NAPOLI, depositata il 22/09/2016;
udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non
partecipata del 20/06/2018 dal Consigliere Dott. ROBERTO
GIOVANNI CONTI.

Data pubblicazione: 20/07/2018

Fatti e ragioni della decisione
L’Agenzia delle entrate propone ricorso per cassazione,
affidato a due motivi, contro Di Monaco Nicola, impugnando la
sentenza resa dalla CTR Campania indicata in epigrafe,
depositata il 22.9.2016 con la quale, in accoglimento

l’avviso di accertamento emesso per la ripresa a tassazione di
redditi di partecipazione ritratta dal predetto quale socio nella
società Edil Centro di Monaco Felice e C s.n.c. per l’anno 2008.
Secondo la CTR non poteva disporsi l’integrazione del
contraddittorio nei confronti della società che aveva
autonomamente impugnato l’accertamento con ricorso già
deciso in grado di appello – con sentenza favorevole alla
società-. Da ciò conseguiva l’impossibilità di provvedere
all’integrazione del contraddittorio nei confronti dell’altro socio
della cessata società, dovendosi adeguare a quanto disposto
dalla sentenza della stessa CTR pronunziata in favore della
società.
La parte intimata non si è costituita in giudizio.
Il procedimento può essere definito con motivazione
semplificata
Il secondo motivo di ricorso, con il quale si prospetta la
nullità della sentenza, nella parte in cui la CTR si sarebbe
limitata ad un rinvio per relationem alla sentenza resa nei
confronti della società, omettendo la riproduzione dei contenuti
della medesima decisione, è fondato ed assorbe l’esame del
primo motivo.
Va premesso che si ha motivazione

per relationem

c.d.esterna, quando il contenuto motivatorio di una decisione
non riguarda punti della decisione che hanno affrontato alcune
delle questioni in controversia per deciderne altre ma attinge
Ric. 2017 n. 06245 sez. MT – ud. 20-06-2018
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dell’appello proposto dal contribuente, è stato annullato

ad elementi estranei al giudizio definito rinviando al contenuto:
a) di un’altra decisione giurisdizionale interna al processo; b) di
una sentenza esterna al processo, resa dalla Corte di
Cassazione o dallo stesso o altro giudice di merito; c) di un
elemento processuale raccolto o disponibile all’interno del

giudizio; e) di un’altra decisione giurisdizionale che non viene
però in gioco in ragione di ciò che dice la pronunzia
richiamata, ma in relazione all’esistenza di quella decisione.
Orbene, Cass.S.U. n.14814/2008, ha avuto modo di
chiarire che nel procedimento tributario, allorchè il medesimo
organo giudicante si trovi a pronunciare contestualmente più
decisioni in rapporto di consequenzialità necessaria, ed in
particolare di pregiudizialità reciproca – come nel caso della
controversia concernente l’obbligazione tributaria per reddito
da capitale derivante da fondi all’estero non dichiarati e della
controversia concernente le sanzioni previste per la violazione
dell’obbligo di dichiarazione, in relazione ai suddetti fondi – la
motivazione utilizzata può essere redatta

“per relationem”

rispetto ad altra sentenza assunta simultaneamente, purchè la
motivazione stessa non si limiti alla mera indicazione della
fonte di riferimento occorrendo, invece, che vengano riprodotti
i contenuti mutuati, e che questi diventino oggetto di
autonoma valutazione critica nel contesto della diversa – anche
se connessa – causa “sub iudice”, in modo da consentire, poi,
anche la verifica della compatibilità logico-giuridica dell’innesto
motivazionale.
A tali principi non si è uniformato il giudice di appello,
essendosi questi limitato a ritenere ineluttabile che il giudizio
innanzi ad esso dovesse essere adeguato, quanto all’esito
favorevole al contribuente, alla decisione resa nei confronti
Ric. 2017 n. 06245 sez. MT – ud. 20-06-2018
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processo; d) di una difesa esposta da una delle parti in

della società, giustificando tale conclusione in ragione
dell’impossibilità di integrare il contraddittorio nei confronti
dell’altro socio proprio a cagione della sentenza della stessa
CTR resa nei confronti del sodalizio.
Orbene, risulta evidente che, così operando, la CTR non si

unite, per di più esprimendo una motivazione che non solo non
ha esplicitato il contenuto della sentenza richiamata, ma
nemmeno consente di comprendere le ragioni poste a base
dell’adeguamento che il giudice di appello ha ritenuto
necessitato.
Sulla base delle superiori considerazioni, in accoglimento
del secondo motivo di ricorso, assorbito il primo, la sentenza
impugnata va cassata con rinvio ad altra sezione della CTR
Campania, anche per la liquidazione delle spese del
giudizio di legittimità.
PQM
Accoglie il secondo motivo di ricorso, assorbito il primo.
Cassa la sentenza impugnata e rinvia ad altra sezione della
CTR Campania, anche per la liquidazione delle spese del
giudizio di legittimità.
Così deciso il 20.6.2018 in Roma.
Il P

ente

è uniformata ai principi espressi da questa Corte a Sezioni

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