Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 19335 del 20/07/2018


Clicca qui per richiedere la rimozione dei dati personali dalla sentenza

Civile Ord. Sez. 6 Num. 19335 Anno 2018
Presidente: DORONZO ADRIANA
Relatore: DE MARINIS NICOLA

ORDINANZA
sul ricorso 5125-2017 proposto da:
TOSCANI FRANCESCO, elettivamente domiciliato in ROMA,
VIALE DELLE PROVINCIE 114/B/23, presso lo studio
dell’avvocato PAOLA D’AMICO, rappresentato e difeso dall’avvocato
RAFFAELLO MANFELLOTTO;

– ricorrente contro
TRUCK & LOG SRL IN LIQUIDAZIONE, in persona del legale
rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA
FLAMINIA 195, presso lo studio dell’avvocato LAURA BACCHINI,
rappresentata e difesa dall’avvocato RODOLFO BOZZO;

– controricorrente avverso la sentenza n. 325/2016 della CORTE D’APPELLO di
GENOVA, depositata il 05/08/2016;

Data pubblicazione: 20/07/2018

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non
partecipata del 18/04/2018 dal Consigliere Dott. NICOLA DE
MARINIS.
RILEVATO

che con sentenza del 5 agosto 2016, la Corte d’Appello di

decisioni rese dal Tribunale di Genova relativamente alle
domande proposte da Francesco Toscani, da un lato nei
confronti della GSG Global Shipping Group S.r.l., relative alla
condanna della Società, quale debitore solidale in virtù della
cessione in suo favore del compendio aziendale cui era addetto
il Toscani, delle differenze retributive da questi rivendicate a
titolo di trattamento di malattia, straordinario, trasferte e
rimborsi spese di viaggio e, dall’altro, nei confronti della Truck
and Log S.r.l. in liquidazione, relative alla condanna di questa al
pagamento delle predette differenze retributive e dell’indennità
di preavviso, dichiarava inammissibile l’appello proposto avverso
la GSG S.r.l. ed, in parziale riforma della sentenza di prime
cure, con specifico riguardo al rigetto della domanda
riconvenzionale proposta dalla Truck and Log S.r.l. in
liquidazione e accolta dal primo giudice, avente ad oggetto il
risarcimento del danno per la mancata restituzione, all’atto
dell’intimato licenziamento, del mezzo aziendale affidato
(bisarca), condannava la Truck and Log S.r.l. in liquidazione a
corrispondere al Toscani la maggior somma erroneamente
imputatagli a titolo di risarcimento del danno;
che la decisione della Corte territoriale discende dall’aver questa
ritenuto non tempestivamente proposto il gravame avverso la
decisione che aveva definito la controversia tra il Toscani e la
GSG e dovute da parte della Truck and Log S.r.l. in liquidazione
le somme liquidate dal primo giudice a titolo di indennità di
Ric. 2017 n. 05125 sez. ML – ud. 18-04-2018
-2-

Genova, chiamata a pronunziarsi sul gravame avverso le

preavviso e differenze sullo straordinario incrementate della
somma derivante dalla quantificazione in diminuzione del
risarcimento del danno dovuto alla medesima Società dal
Toscani per la mancata consegna del mezzo all’atto del
licenziamento;

Toscani, affidando l’impugnazione a cinque motivi, cui resiste,
con controricorso, la sola intimata Truck and Log S.r.l. in
liquidazione;
che la proposta del relatore, ai sensi dell’art. 380 bis c.p.c., è
stata comunicata alle parti, unitamente al decreto di fissazione
dell’adunanza in camera di consiglio non partecipata;
CONSIDERATO
che, con il primo motivo, così rubricato “Illogicità manifesta.
Mancato riconoscimento di voce contrattuale. In relazione
all’art. 360, n. 4, c.p.c.”, il ricorrente, lamenta l’incongruità
dell’iter logico argomentativo in base al quale la Corte
territoriale è giunta a ritenere convenuto nel contratto tra le
parti il pagamento della trasferta sulla base di un compenso
mensile da imputarsi esclusivamente a rimborso spese per ogni
giorno lavorato, in contrasto, dunque, con il dettato del CCNL
che ai rimborsi spese espressamente cumulerebbe una ulteriore
voce denominata indennità di trasferta, tanto più che la Corte
stessa aveva ritenuto di doversi discostare dall’interpretazione
della predetta clausola contrattuale accolta dal primo giudice
(definita errata ma logicamente più plausibile) per la quale il
compenso indicato nel contratto individuale era da intendersi
comprensiva di entrambe le voci contemplate dalla norma
collettiva;
che, con il secondo motivo, la medesima censura è prospettata
sotto il profilo della violazione dei canoni di ermeneutica
Ric. 2017 n. 05125 sez. ML – ud. 18-04-2018
-3-

che per la cassazione di tale ultimo capo della decisione ricorre il

contrattuale in relazione all’asserito travisamento della norma
collettiva;
che, con il terzo motivo, il ricorrente lamenta, con riferimento al
riconoscimento dei compensi per le prestazioni eccedenti l’orario
di lavoro, da un lato, la violazione dell’art. 115, dovendosi

registrazioni riportate sui cronotachigrafi e comunque in base a
nozioni di comune esperienza la prova delle stesse, dall’altra

l’error in procedendo dato dalla mancata ammissione della
prova testimoniale sul punto;
che, con il quarto motivo, il ricorrente denuncia il vizio di
omessa esame di un fatto decisivo per il giudizio in relazione
alla mancata valutazione di un insieme di documenti, omesso
esame da cui fa discendere l’incongruità logica e giuridica del
pronunciamento della Corte territoriale sulla domanda
riconvenzionale, che sulla base di quella documentazione,
avrebbe dovuto approdare al totale rigetto della stessa;
che, con il quinto motivo, il ricorrente imputa alla Corte
territoriale la disconosciuta rilevanza nella specie, connotata dal
concorso di colpa nella causazione del danno, dato dalla
lievitazione delle spese di deposito del mezzo aziendale non
consegnato, dell’art. 1227 c.c.;
che i primi due motivi, i quali in quanto strettamente connessi
possono essere qui trattati congiuntamente, devono ritenersi
inammissibili, avendo la Corte territoriale fondato la propria
decisione sulla clausola del contratto individuale di cui il
ricorrente non ha mai dedotto l’illegittimità per contrasto con la
disciplina collettiva invocata, solo presupponendo, senza dar
conto, anche per la mancata trascrizione del testo della
clausola, del canone interpretativo in tesi violato dalla Corte
territoriale, che la clausola stessa dovesse leggersi sulla
Ric. 2017 n. 05125 sez. ML – ud. 18-04-2018
-4-

considerare, in ragione della mancata contestazione delle

falsariga della disposizione collettiva, parimenti qui non
riportata;
che parimenti inammissibile risulta il terzo motivo, per un verso,
risolvendosi le censure mosse in via principale nella mera
confutazione del convincimento espresso dalla Corte territoriale

all’effettivo svolgimento durante l’arco di tempo ivi indicato
come non dedicato alla guida del mezzo delle prestazioni
accessorie di carico e scarico e, per altro verso, non essendo qui
precisata la rilevanza ai predetti fini delle prove testimoniali non
ammesse né contestata la CTU cui la Corte territoriale si è
conformata;
che non diversamente è a dirsi per il quarto e per il quinto
motivo, anch’essi strettamente connessi e pertanto suscettibili
di trattazione congiunta, prescindendo del tutto l’impugnazione
dalla questione che si rinviene al fondo del pronunciamento
della Corte territoriale circa l’accollo al ricorrente delle spese di
deposito del mezzo aziendale sino alla data del sequestro che
interveniva ad impedirgli di provvedere al ritiro e alla consegna,
questione data dall’attribuzione in capo al ricorrente dell’obbligo
di consegna del mezzo;
che, pertanto, parzialmente discostandosi dalla proposta del
relatore, il ricorso va rigettato;
che le spese seguono la soccombenza e sono liquidate come da
dispositivo, fermo restando che per essere stato il ricorrente
ammesso al gratuito patrocinio non si ravvisano allo stato le
condizioni per il raddoppio del contributo unificato.
P.Q.M.
La Corte rigetta il ricorso e condanna parte ricorrente al
pagamento delle spese del presente giudizio di legittimità, che

Ric. 2017 n. 05125 sez. ML – ud. 18-04-2018
-5-

in ordine all’inefficienza probatoria dei cronotachigrafi in ordine

7

liquida in euro 200,00 per esborsi ed euro 1.500,00 per
compensi oltre spese generali al 15% ed altri accessori di legge.
Così deciso in Roma nella camera di consiglio del 18 aprile
2018.
Il Presidente

(hOU(

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA