Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 19330 del 20/07/2018


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Civile Ord. Sez. 6 Num. 19330 Anno 2018
Presidente: AMENDOLA ADELAIDE
Relatore: D’ARRIGO COSIMO

ORDINANZA
sul ricorso iscritto al n. 1541-2017 R.G. proposto da:
TORRE ANGELO, elettivamente domiciliato in Roma, piazza Cavour,
presso la Corte di Cassazione, rappresentato e difeso dall’avvocato
Vincenzo Torre;
– ricorrente contro
PICOTTO MARIO, PICOTTO EDDA, PICOTTO TOMMASINA, PICOTTO
FLAVIA, elettivamente domiciliati in Roma, piazza Cavour, presso la
Corte di Cassazione, rappresentati e difesi dall’avvocato Luigi Marzi;
– resistenti per regolamento di competenza avverso l’ordinanza del Tribunale di
Messina, depositata il 08/11/2016;
udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non
partecipata del 14/12/2017 dal Consigliere Dott. Cosimo D’Arrigo;
lette le conclusioni scritte del Pubblico Ministero, in persona del
Sostituto Procuratore Generale Alessandro Pepe, che chiede che la
Corte di Cassazione rigetti il ricorso, con le conseguenze di legge;

Data pubblicazione: 20/07/2018

RITENUTO
Angelo Torre ha convenuto in giudizio Mario, Viviana, Edda,
Tommasina, Elisabetta Flavia, Mario ed Elisabetta Picotto chiedendone
la condanna al risarcimento dei danni susseguenti all’asserita
distruzione di un testamento olografo.

dell’art. 2043 cod. civ., ha ritenuto di individuare, quale criterio di
radicazione della competenza territoriale, quello generale delle
persone fisiche posto dall’art. 18 cod. proc. civ., anziché quello
specifico delle cause ereditarie di cui all’art. 22 cod. proc. civ.
Pertanto ha dichiarato la propria incompetenza territoriale,
affermando la competenza dei Tribunali di Torino o Cuneo.
Avverso tale statuizione Angelo Torre ha proposto regolamento
di competenza, sostenendo che la competenza debba radicarsi nel
luogo di apertura della successione del defunto Vincenzo Torre,
essendo la domanda risarcitoria fondata sull’occultamento dell’ultimo
testamento redatto dal predetto. In particolare, la competenza
territoriale dovrebbe radicarsi innanzi al Tribunale di Messina, in
ragione del luogo dove si trovava il testamento occultato (Giardini
Naxos). In alternativa, dovrebbe ritenersi territorialmente
competente il Tribunale di Catania considerando tanto il luogo dove si
è verificato il danno-conseguenza (domicilio e residenza del Torre),
quanto il forum destinatae solutionis, trattandosi di obbligazione di
somma di denaro da adempiere al domicilio del creditore.
Mario, Edda, Tommasina e Flavia Picotto hanno depositato
memorie ai sensi dell’art. 47 cod. proc. civ.
Il Pubblico Ministero ha rassegnato le proprie conclusioni
chiedendo il rigetto del ricorso.
CONSIDERATO
Il ricorso è infondato.

Ric. 2017 n. 01541 sez. M3 – ud. 14-12-2017

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Il Tribunale di Messina, qualificando la domanda ai sensi

Il rinvio al criterio di radicazione della competenza territoriale
previsto dall’art. 22 cod. proc. civ. non è pertinente. Infatti non si è in
presenza di una causa ereditaria, in quanto l’attore non ha richiesto
l’esecuzione di un testamento o l’assegnazione o divisione di beni
ereditari. Il Torre ha agito solamente per il risarcimento dei danni

l’azione da lui proposta ha natura esclusivamente risarcitoria.
Conseguentemente la competenza territoriale deve essere radicata
secondo i criteri generali di cui agli artt. 18 e 20 cod. proc. civ.
Deve, di conseguenza, verificarsi -Facitc-ké la competenza
territoriale possa radicarsi semmai innanzi al Tribunale di Messina in
forza di qualcuno dei criteri di collegamento previsti dall’art. 20 cod.
proc. civ.
Il riferimento a Giardini Naxos quale luogo di occultamento del
testamento

(forum commissi delicti)

non risulta decisivo. Tale

circostanza, infatti, è stata dedotta per la prima volta nel
regolamento di competenza o, quantomeno, il Torre non ha dato
dimostrazione di aver rappresentato tale elemento fattuale innanzi al
giudice di merito.
In realtà, poiché l’istanza di regolamento di competenza ha la
funzione di investire la Suprema Corte del potere di individuare
definitivamente il giudice competente, onde evitare che la
designazione di quest’ultimo sia ulteriormente posta in discussione
nell’ambito della stessa controversia, deve ritenersi consentita in
questa sede l’indagine, anche in fatto, su ogni elemento utile
acquisito sino a questo momento al processo, senza incontrare limiti
nel contenuto del provvedimento impugnato e nelle difese delle parti
(Sez. 6 – 1, Ordinanza n. 21422 del 24/10/2016, Rv. 642061; Sez. 1,
Ordinanza n. 2591 del 07/02/2006, Rv. 588793).
Tuttavia, nel corso del processo non risulta acquisita l’evidenza
della circostanza che il dedotto illecito si sia davvero consumato in

Ric. 2017 n. 01541 sez. M3 – ud. 14-12-2017

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derivanti dall’occultamento di un asserito testamento e, dunque,

quel di Giardini Naxos. Il fatto, al contrario, è contestato dai
convenuti. Pertanto, non è positivamente valutabile alcun elemento
che consenta, sotto questo profilo, di ancorare la competenza
territoriale della causa innanzi al Tribunale di Messina.
Né può farsi coincidere il forum commissi delitti con il luogo di

nel circondario del Tribunale di Catania). Infatti, il riferimento al
cosiddetto danno-conseguenza come criterio di radicazione della
.
competenza territoriale )QA invocabile solo nei casi di danni collegati
A

alla lesione di diritti di natura strettamente personali (ad esempio, in
materia di diffamazione a mezzo stampa) in cui l’illecito non si
perfeziona nel luogo in cui ha agito il responsabile, bensì in quello in
cui i relativi effetti sono stati percepiti dal danneggiato. Nel caso in
esame non ricorre un’ipotesi del genere, vertendosi in materia di
responsabilità aquiliana per danni patrimoniali di natura non
strettamente personale.
La competenza del Tribunale di Catania non può essere
affermata neppure in riferimento al

forum destinatae solutionis.

Infatti, trattandosi di un’obbligazione risarcitoria

ex art. 2043 cod.

civ., il relativo credito è illiquido; pertanto, si applica l’art. 1182,
quarto comma, cod. civ., che individua il luogo di adempimento
dell’obbligazione nel domicilio del debitore (da ultimo: Sez. 6 – 3,
Ordinanza n. 12599 del 22/05/2018, Rv. 648747).
Consegue che, in relazione a tutti i criteri di collegamento
prospettati dal ricorrente, non risulta configurabile né la competenza
territoriale del Tribunale di Messina, né quella alternativa prospettata ricorso – del Tribunale di Catania. Piuttosto, avuto
riguardo sia al criterio generale del foro delle persone fisiche (art. 18
cod. proc. civ.) sia a quello alternativo del luogo di adempimento
dell’obbligazione (art. 20 cod. proc. civ.), risulta corretta

Ric. 2017 n. 01541 sez. M3 – ud. 14-12-2017

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domicilio o residenza dell’attore (comune di Linguaglossa, ricadente

l’individuazione del Tribunale di Torino o di quello di Cuneo come
uffici giudiziari territorialmente competenti.
Il ricorso deve essere quindi rigettato.
Il ricorrente va condannato al pagamento delle spese del
giudizio, nella misura indicata nel dispositivo.

comma 1-quater, del d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, inserito dall’art.
1, comma 17, della legge 24 dicembre 2012, n. 228, sicché il
ricorrente deve essere condannato al pagamento di un ulteriore
importo a titolo di contributo unificato pari a quello già versato.
P.Q.M.
rigetta il ricorso e dichiara la competenza del Tribunale di Torino o del
Tribunale di Cuneo.
Condanna

il

ricorrente

al

pagamento,

in

favore

dei

controricorrenti, delle spese del giudizio di legittimità, che liquida in
euro 2.800,00 per compensi, oltre alle spese forfettarie nella misura
del 15%, agli esborsi liquidati in euro 200,00 e agli accessori di legge.
Ai sensi dell’art. 13 comma 1-quater del d.P.R. n. 115 del 2002,
inserito dall’art. 1, comma 17 della I. n. 228 del 2012, dà atto della
sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte del ricorrente,
dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello
dovuto per il ricorso, a norma del comma 1-bis, dello stesso art. 13.

Così deciso in Roma, il 14 dicembre 2017.

Ricorrono altresì i presupposti per l’applicazione dell’art. 13,

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