Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 19328 del 22/09/2011

Cassazione civile sez. trib., 22/09/2011, (ud. 17/05/2011, dep. 22/09/2011), n.19328

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. PIVETTI Marco – Presidente –

Dott. FERRARA Ettore – Consigliere –

Dott. VIRGILIO Biagio – Consigliere –

Dott. CIRILLO Ettore – rel. Consigliere –

Dott. TERRUSI Francesco – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

sentenza

sul ricorso proposto da:

AGENZIA DELLE ENTRATE in persona del Direttore pro tempore,

elettivamente domiciliato in ROMA VIA DEI PORTOGHESI 12, presso

l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che lo rappresenta e difende ope

legis;

– ricorrente –

contro

M.E.;

– intimato –

avverso la decisione n. 5858/2005 della COMM. TRIBUTARIA CENTRALE di

ROMA, depositata il 24/06/2005;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del

17/05/2011 dal Consigliere Dott. ETTORE CIRILLO;

udito per il ricorrente l’Avvocato ZERMAN, che ha chiesto

l’accoglimento;

udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

BASILE Tommaso, che ha concluso per l’accoglimento del ricorso.

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

Il 24 giugno 2005 la Commissione tributaria centrale del Lazio ha accolto il ricorso proposto dalla s.r.l. CIMA e, in riforma della sentenza della Commissione tributaria di secondo grado di Rieti n. 10202/03/1994, ha dichiarato inammissibile l’appello proposto dall’Ufficio IVA di Terni.

Ha motivato la decisione ritenendo che la notificazione dell’impugnazione e dell’avviso di fissazione dell’udienza, essendo stata fatta all’originario difensore della soc. contribuente e non al nuovo difensore della curatela fallimentare subentrata in prime cure, non era stata sanata dalla spontanea costituzione di quest’ultimo in secondo grado, atteso che era stato precluso alla controparte il completo esercizio dei diritti difesa e in particolare di quello di proporre appello incidentale D.P.R. n. 636 del 1972, ex art. 22. Con atto presentato all’ufficiale giudiziario il 2 5 settembre 2006 e notificato il 28 settembre 2006, l’Agenzia delle entrate ha proposto ricorso per cassazione affidato a un solo motivo; la controparte non si è costituita.

Diritto

MOTIVI DELLA DECISIONE

Il ricorso è fondato.

01. Con l’unico motivo, l’avvocatura erariale denuncia la violazione del D.P.R. n. 636 del 1972, art. 32, in relazione agli artt. 156 e 157 c.p.c..

02. Assume che, siccome la norma speciale sul vecchio processo tributario richiama gli artt. 137 e seg. c.p.c., troverebbe applicazione l’art. 160 che, richiamando a sua volta gli artt. 156 e 157 c.p.c., fa salvo il principio che nullità della notifica non può mai essere pronunciata, se l’atto ha raggiunto lo scopo.

03. Da ciò trae la conclusione che, contrariamente all’assunto della commissione centrale, la notificazione dell’impugnazione e dell’avviso di fissazione dell’udienza, pur essendo stata fatta all’originario difensore della soc. contribuente e non al nuovo difensore della curatela fallimentare subentrata in prime cure, era stata sanata dalla spontanea costituzione di quest’ultimo in secondo grado.

04. Il rilievo è condivisibile.

05. La giurisprudenza formatasi sul D.P.R. n. 636, art. 22, ha stabilito che l’omessa notifica dell’atto di appello comporta un vizio non sanabile della costituzione dello stesso appellato, diretta a far valere il predetto vizio, in quanto mancherebbe il raggiungimento dello scopo tipico della notifica dell’atto di gravame di porre il destinatario di essa nelle condizioni di esplicare compiutamente la propria difesa e d’altronde la suindicata omissione incide anche sulla possibilità di proporre appello incidentale (Cass. n. 1834 del 1982 e n. 6027 del 1980).

06. Tuttavia, i giudici centrali, nell’invocare tali precedenti, non colgono nel segno, atteso che essi enfatizzano principi remotamente enunciati in tema di notifica “omessa” e non di notifica semplicemente “nulla”.

07. Di contro, in giurisprudenza, si è sostenuto che la notificazione al fallito in proprio e non al curatore del suo fallimento non è inesistente, ma solo viziata di nullità, essendo stata effettuata nei confronti di persona non priva di relazione con il destinatario dell’atto, e la nullità risulta sanata per y raggiungimento dello scopo a seguito della costituzione della curatela fallimentare (Cass. n. 7012 del 1999).

08. Ad analoghe conclusioni si deve giungere per la similare ipotesi in esame, di notifica che, fatta all’originario difensore della soc. contribuente e non al nuovo difensore della subentrata curatela fallimentare, resta, dunque, sanata dalla spontanea costituzione di quest’ultimo, secondo i principi generali.

09. La notificazione è, infatti, inesistente quando sia stata effettuata in un luogo o con riguardo ad una persona che non presentino alcun riferimento con il destinatario dell’atto, risultando a costui del tutto estranei, mentre è affetta da nullità, sanabile con effetto “ex tunc” attraverso la costituzione della controparte (ovvero attraverso la rinnovazione della notifica cui la parte istante provveda spontaneamente o in esecuzione dell’ordine impartito dal giudice), quando, pur eseguita mediante consegna a persona o in luogo diversi da quello stabilito dalla legge, un simile collegamento risulti tuttavia ravvisabile, così da rendere possibile che l’atto, pervenuto a persona non del tutto estranea al processo, giunga a conoscenza del destinatario cfr. Cass. n. 25350 del 2009: nella fattispecie la S.C. ha confermato la sentenza impugnata che – nel giudizio di merito successivo alla fase cautelare del procedimento di denuncia di nuova opera – aveva ritenuto sanata dalla costituzione del convenuto la nullità della notifica dell’atto di citazione eseguita presso il difensore domiciliatario che aveva assistito le medesime parti nella fase a cognizione sommaria; cfr. anche Cass. n. 621 del 2007: nella fattispecie è stata considerata nulla, e dunque sanata dalla costituzione del convenuto, la notifica dell’atto d’appello al difensore indicato nell’atto di precetto anzichè al procuratore costituito nel giudizio di primo grado.

10. Nè vale richiamare che le formalità prescritte dal D.P.R. n. 636, art. 22 per l’appello alla commissione di secondo grado tendono ad assicurare la regolarità della sua notificazione all’avversario, influente anche al fine del decorso dell’ulteriore termine di sessanta giorni per l’impugnazione incidentale, da proporsi con analoghe formalità (Cass. n. 14693 del 2000 e n. 1117 del 1985).

11. L’argomento, utilizzato dalla commissione centrale, prova troppo atteso che non risulta in alcun modo che, a fronte del gravame principale introdotto dall’amministrazione, la controparte mostrasse di voler realmente proporre un appello incidentale, il cui interesse concreto non è immediatamente percepibile “ex actis” e che comunque è rimasto a livello di enunciazione meramente verbalistica, per quanto emerge dal contenuto della sentenza della CTC. 12. Per configurare una lesione del diritto di difesa non basta affermare, genericamente, che l’error in procedendo dell’appellante ha impedito alla controparte di esercitare al meglio la propria difesa con appello incidentale, ma sarebbe stato necessario indicare quali fossero gli specifici aspetti che l’impugnazione incidentale avrebbe consentito di evidenziare o di approfondire.

13. In conclusione, la decisione impugnata è affetta dalla violazione della legge processuale denunciata e va quindi cassata;

alla pronuncia consegue necessariamente il rinvio della vertenza ad altra sezione della competente commissione tributaria centrale, che dovrà attenersi ai principi innanzi affermati. La regolamentazione delle spese del giudizio di legittimità resta riservata al giudice del rinvio.

P.Q.M.

La Corte accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia, anche per le spese, ad altra sezione della Commissione tributaria centrale del Lazio.

Così deciso in Roma, il 17 maggio 2011.

Depositato in Cancelleria il 22 settembre 2011

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