Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 1930 del 25/01/2018


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Civile Ord. Sez. 6 Num. 1930 Anno 2018
Presidente: D’ASCOLA PASQUALE
Relatore: PICARONI ELISA

ORDINANZA
sul ricorso 25351-2014 proposto da:
DE FILIPPI CLAUDIO, in proprio e nella qualità di legale
rappresentante pro tempore dell’Associazione Professionale
“De Filippi e Associati”, elettivamente domiciliato in ROMA,
PIAZZA CAVOUR presso la CANCELLERIA della CORTE di
CASSAZIONE, rappresentato e difeso da se stesso;
– ricorrente contro
COMUNE di LEVANTO;
– intimato avverso la sentenza n. 241/2014 del TRIBUNALE di LA SPEZIA
emessa 1’11/03/2014;
udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio
non partecipata del 26/10/2017 dal Consigliere Dott. ELISA
PICARONI.

Data pubblicazione: 25/01/2018

MOTIVI IN FATTO ED IN DIRITTO DELLA DECISIONE
Ritenuto che Claudio De Filippi ricorre, sulla base di tre
motivi, per la cassazione della sentenza del Tribunale di La
Spezia, depositata in data 11 marzo 2014, che ha rigettato
l’appello proposto dal medesimo De Filippi avverso la sentenza

confronti del Comune di Levanto;
che il giudice di primo grado aveva rigettato l’opposizione
al verbale di contestazione della violazione dell’art. 157 cod.
strada (sosta del veicolo senza attivazione del dispositivo di
controllo), e il Tribunale ha confermato la validità del verbale di
contestazione;
che il Comune di Levanto non ha svolto difese in questa
sede;
che il relatore ha formulato proposta di decisione, ai
sensi dell’art. 380-bis cod. proc. civ., di manifesta infondatezza
del ricorso;
che il ricorrente ha depositato memoria;
che con il primo motivo è denunciata violazione e falsa
applicazione degli artt. 200 cod. strada e 383 d.P.R. n. 495 del
1992, e si contesta la nullità del verbale per inesatta
indicazione della norma violata;
che con il secondo motivo è denunciata violazione e falsa
applicazione degli articoli 200 cod. strada e 383 d.P.R. n. 495
del 1992, e si contesta la nullità del verbale per mancata e
inesatta indicazione dei rimedi attivabili, avuto riguardo
all’autorità competente per materia e territorio ai fini della
presentazione del ricorso;
che con il terzo rinotivo è denunciata violazione e falsa
applicazione dell’articolo 385 d.P.R. n. 495 del 1992 e si
contesta la nullità del verbale per mancata autenticazione del
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Ric. 2014 n. 25351 sez. M2 – ud. 26-10-2017

del Giudice di pace di La Spezia n. 112 del 2013, e nei

medesimo nonché per omessa indicazione della qualifica del
soggetto a ccertato re ;
che il ricorso è manifestamente infondato;
che il Tribunale ha rilevato, sulle medesime censure qui
riproposte, che l’indicazione nel verbale di contestazione

appartenenza (d.lgs. n. 285 del 1992) non era lesiva del diritto
di difesa dell’opponente, in quanto si desumeva agevolmente
dalla intitolazione del verbale stesso, recante “violazione delle
norme del codice della strada”, e dalla descrizione del fatto
(sussumibile nella fattispecie prevista dal comma 6 dell’art.
157);
che non comportava nullità del verbale di contestazione
la mancata indicazione dell’autorità territorialmente
competente per la proposizione del ricorso, costituendo mera
irregolarità che avrebbe potuto essere fatta valere per
superare eventuali preclusioni processuali, nella specie non
denunciate (ex plurimis, Cass. 21/01/2013, n. 1372; Cass.
31/05/2006, n. 12895);
che, trattandosi di verbale redatto con sistema
meccanizzato, ai fini della validità era irrilevante la mancanza
della certificazione di autentica del capo dell’ufficio

(ex

plurimis, Cass. 06/12/2016, n. 24999);
che era altresì irrilevante la mancata indicazione della
qualificazione del soggetto che aveva accertato l’infrazione,
essendo indicate le generalità del predetto;
che la decisione del Tribunale, insindacabile quanto
all’accertamento in fatto, si colloca nel solco dei principi
ripetutamente affermati da questa Corte regolatrice nella
materia in esame (ex plurimis, Cass. 15/01/2010, n. 532),
secondo cui il verbale di contestazione deve specificare, a pena
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Ric. 2014 n. 25351 sez. M2 – ud. 26-10-2017

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dell’articolo 157 senza specificazione del testo normativo di

di nullità, gli elementi indispensabili a garantire la completezza
della contestazione e ad assicurare l’esercizio del diritto di
difesa, nella specie presenti;
che anche la questione prospettata con il terzo motivo di
ricorso è stata risolta dal Tribunale conformemente alla

caso di verbale di contestazione redatto con sistema
meccanizzato o di elaborazione dati, il verbale è notificato al
trasgressore con il modulo prestampato che, pur recando
unicamente l’intestazione dell’ufficio o comando cui appartiene
il verbalizzante, è parificato per legge al secondo originale o
alla copia autentica del verbale ed è, al pari di questi, assistito
da fede privilegiata, con la conseguenza che le sue risultanze
possono essere contestate solo mediante la proposizione della
querela di falso (ex plurimis, Cass. 18/09/2006, n. 20117);
che il ricorso è rigettato senza pronuncia sulle spese, in
mancanza di attività difensiva dell’intimato Comune di Levanto;
che sussistono i presupposti per il raddoppio del
contributo unificato.
PER QUESTI MOTIVI
La Corte rigetta il ricorso.
Ai sensi dell’art. 13, comma 1-quater, del d.P.R. n. 115
del 2002, dichiara la sussistenza dei presupposti per il
versamento, da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a
titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso,
a norma del comma 1-bis dello stesso art. 13.
Così deciso in Roma, nella camera di consiglio della VI-II

consolidata giurisprudenza di questa Corte, secondo cui, in

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