Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 1928 del 29/01/2014


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Civile Sent. Sez. L Num. 1928 Anno 2014
Presidente: MIANI CANEVARI FABRIZIO
Relatore: NOBILE VITTORIO

SENTENZA

sul ricorso 23110-2008 proposto da:
CASTALDO GIUSEPPE C.F. CSTGPP72S03L219H, elettivamente
domiciliato in ROMA, PIAZZA SS. APOSTOLI 81, presso lo
studio

dell’avvocato

TIZIANA,

CRUSCUMAGNA

rappresentato e difeso dagli avvocati TORTORELLI RINO,
GIROMINI ROBERTO, giusta delega in atti;
– ricorrente –

2013
contro

3671
v

POSTE

ITALIANE

S.P.A.,

in persona

del

legale

rappresentante pro tempore, domiciliata in ROMA,
PIAZZA MAZZINI 27, presso lo studio dell’avvocato

Data pubblicazione: 29/01/2014

STUDIO TRIFIRO’ & PARTNERS, rappresentata e difesa
dall’avvocato TRIFIRO’ SALVATORE, giusta delega in
atti,
– controrícorrente

avverso la sentenza n. 352/2007 della CORTE D’APPELLO

l;
udita la relazione della causa svolta nella pubblica
udienza del 12/12/2013 dal Consigliere Dott. VITTORIO
NOBILE;
udito l’Avvocato GIUA LORENZO per delega TRIFIRO’
SALVATORE;
udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore
Generale Dott. ENNIO ATTILIO SEPE, che ha concluso per
il rigetto del ricorso.

di BRESCIA, depositata il 03/10/2007 r.g.n. 292/2006 +

R.G. 23110/2008
SVOLGIMENTO DEL PROCESSO
Con sentenza n. 5/2006 il Giudice del lavoro del Tribunale di Cremona
respingeva la domanda proposta da Giuseppe Castaldo nei confronti della s.p.a.

al contratto di lavoro concluso tra le parti, per il periodo 1-7-2003/30-9-2003,
“ai sensi dell’alt 1 del d.lgs. n. 368/2001, per ragioni di carattere sostitutivo
correlate alla specifica esigenza di provvedere alla sostituzione del personale
inquadrato nell’area operativa e addetto al servizio di recapito presso la
Regione Lombardia, assente con diritto alla conservazione del posto di lavoro”,
con le pronunce consequenziali.
Il Castaldo proponeva appello avverso la detta sentenza, chiedendone la
riforma con l’accoglimento della domanda.
La società si costituiva e resisteva al gravame del Castaldo.
La Corte d’Appello di Brescia, con sentenza depositata il 3-10-2007,
rigettava l’appello.
Per la cassazione di tale sentenza il Castaldo ha proposto ricorso con tre
motivi.
La società ha resistito con controricorso ed ha depositato memoria ex art.
378 c.p.c..
MOTIVI DELLA DECISIONE
Con il primo motivo il ricorrente lamenta violazione dell’art. 1 d.lgs. n.
368/2001 per la mancata indicazione nominativa o per funzioni del lavoratore
sostituito e per la mancanza di specifica correlazione causale tra assunzione a

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Poste Italiane, diretta ad ottenere la declaratoria di nullità del termine apposto

termine e sostituzione del lavoratore assente con diritto alla conservazione del
posto.
In particolare il ricorrente deduce in sostanza che la mancanza delle dette
specificazioni delle ragioni legittimanti l’apposizione del termine ha consentito

solo dopo emersa dall’istruttoria la circostanza della sostituzione della
dipendente Conzadori.
Con il secondo motivo il ricorrente denuncia vizio di motivazione in
ordine alla dimostrazione della correlazione causale tra la detta sostituzione e
la apposizione del termine al contratto de quo, non avendo la Corte di merito
considerato il fatto rilevante relativo alla posizione che la Conzadori è andata
ad assumere con il decorso del tempo per il periodo di prova o per
assegnazione temporanea a mansioni diverse e superiori (avendo la stessa
iniziato le mansioni di sportelleria il 7-4-2003, per cui il periodo di prova
avrebbe dovuto concludersi il 7-7-2003, ossia solo dopo sei giorni dalla data di
assunzione a termine de qua).
Con il terzo motivo il Castaldo, denunciando parimenti vizio di
motivazione, lamenta illogicità della assunzione a termine de qua sia perché
conclusa per tre mesi a fronte della necessità della sostituzione della
Conzadori assentatasi per circa dieci mesi, sia in quanto effettuata non soltanto
nel luogo indicato di Ostiano, bensì anche in altre zone (San Giovanni in Croce
e Vescovato), in sostituzione, quindi, anche di altri dipendenti.
Tali motivi, che possono essere trattati congiuntamente in quanto
strettamente connessi tra loro, risultano infondati.

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alla società di “inserire” ex post la motivazione al contratto impugnato, essendo

Osserva il Collegio che, in base al principio più volte affermato da questa
Corte, che va qui ribadito (v. in particolare, fra le altre, Cass. 26 gennaio 2010
n. 1577 e Cass. 26 gennaio 2010 n. 1576), “in tema di assunzione a termine di
lavoratori subordinati per ragioni di carattere sostitutivo, alla luce della

infondata la questione di legittimità costituzionale del D.Lgs. n. 368 del 2001,
art. 1, comma 2, l’onere di specificazione delle predette ragioni è correlato alla
finalità di assicurare la trasparenza e la veridicità della causa dell’apposizione
del termine e l’immodificabilità della stessa nel corso del rapporto. Pertanto,
nelle situazioni aziendali complesse, in cui la sostituzione non è riferita ad una
singola persona, ma ad una funzione produttiva specifica, occasionalmente
scoperta, l’apposizione del termine deve considerarsi legittima se
l’enunciazione dell’esigenza di sostituire lavoratori assenti – da sola
insufficiente ad assolvere l’onere di specificazione delle ragioni stesse – risulti
integrata dall’indicazione di elementi ulteriori (quali l’ambito territoriale di
riferimento, il luogo della prestazione lavorativa, le mansioni dei lavoratori da
sostituire, il diritto degli stessi alla conservazione del posto di lavoro) che
consentano di determinare il numero dei lavoratori da sostituire, ancorché non
identificati nominativamente, ferma restando, in ogni caso, la verificabilità
della sussistenza effettiva del prospettato presupposto di legittimità.”
In particolare, sulla scia di Cass. n. 1576/2010, questa Corte ha
ripetutamente accolto i ricorsi della società avverso le sentenze di merito che,
disattendendo il criterio di elasticità dettato da tale principio, avevano ritenuto
non specifica la causale sostitutiva indicata in contratto (v. fra le altre, Cass.

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sentenza della Corte costituzionale n. 214 del 2009, con cui è stata dichiarata

17-1-2012 n. 565, Cass. 4-6-2012 n. 8966, Cass. 20-4-2012 n. 6216, Cass. 305-2012 n. 8647).

U/A

In base allo stesso principio, d’altro canto, Cass. 1577/2010 (cfr. anche
Cass. 15-12-2011 n. 27052, Cass. 16-12-2012 n. 27217) ha confermato la

specificità con l’indicazione nell’atto scritto della causale sostitutiva, del
termine iniziale e finale del rapporto, del luogo di svolgimento della
prestazione a termine, dell’inquadramento e delle mansioni del personale da
sostituire e, quanto al riscontro fattuale del rispetto della ragione sostitutiva, ha
ritenuto correttamente motivato, e come tale incensurabile, l’accertamento
effettuato dal giudice di merito che, con riferimento all’ambito territoriale
dell’ufficio interessato, aveva accertato la rispondenza della assunzione in
causa alla esigenza sostitutiva indicata, in base al criterio elastico enunciato,
nonché la congruità del numero dei contratti a termine stipulati.
Orbene, nel caso di specie la Corte di merito ha rilevato che dalla
documentazione prodotta è emerso che il Castaldo ha sempre operato in
sostituzione di personale assente ed in specie ha provveduto a sostituire la
portalettere di ruolo Conzadori, la quale (avente diritto alla conservazione del
posto) era stata adibita in prova a mansioni di sportellista, circostanza questa
confermata anche dai testi escussi, di guisa che la motivazione sostitutiva
indicata “è risultata effettiva”, mentre non è emerso alcun collegamento della
assunzione de qua con la dedotta carenza strutturale di organico della società.
Tale accertamento di fatto non solo è conforme al “criterio elastico”
affermato da questa Corte di legittimità, bensì risulta anche congruamente
motivato e resiste alle censure del ricorrente.
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decisione della Corte territoriale che aveva ritenuto esistente il requisito della

Da un lato, infatti, non era necessaria la indicazione nel contratto
individuale del nominativo del lavoratore sostituito, dall’altro, essendo risultata

fr-

effettiva per tutto il periodo del rapporto in esame la sostituzione della
Conzadori, non può assumere rilevanza né il fatto che il Castaldo abbia, poi,

concreto, la assenza della Conzadori (che avrebbe dovuto terminare il periodo
di prova poco dopo l’assunzione a termine del Castaldo) si è protratta in realtà
per circa dieci mesi, trattandosi di circostanze che, in sostanza, per nulla
smentiscono (ed anzi a ben vedere confermano) la veridicità ed effettività della
sussistenza delle ragioni sostitutive indicate.
Il ricorso va pertanto respinto ed il ricorrente, in ragione della
soccombenza, va condannato al pagamento delle spese in favore della società.
P. Q.M.
La Corte rigetta il ricorso e condanna il ricorrente a pagare alla società
controricorrente le spese, liquidate in euro 100,00 per esborsi e euro 3.500,00
per compensi, oltre accessori di legge.
Roma 12 dicembre 2013

talvolta, sostituito anche altro dipendente in altro ufficio, né il fatto che, in

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