Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 19278 del 29/09/2016


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Cassazione civile sez. III, 29/09/2016, (ud. 23/06/2016, dep. 29/09/2016), n.19278

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TERZA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. SPIRITO Angelo – Presidente –

Dott. TRAVAGLINO Giacomo – Consigliere –

Dott. SCARANO Luigi Alessandro – Consigliere –

Dott. GRAZIOSI Chiara – Consigliere –

Dott. DEMARCHI ALBENGO Paolo Giovanni – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

SENTENZA

sul ricorso 18932/2013 proposto da:

M.V., (OMISSIS), M.R. (OMISSIS), domiciliati ex

lege in ROMA, presso la CANCELLERIA DELLA CORTE DI CASSAZIONE,

rappresentati e difesi dall’avvocato GIOVANNI INGRASCI’, giusta

procura speciale a margine del ricorso;

– ricorrenti –

contro

CONSORZIO AUTOSTRADE SICILIANE, in persona dell’avvocato

G.A. nella sua qualità di Commissario Straordinario legale

rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA

CAIO MARIO 27, presso lo studio dell’avvocato FRANCESCO ALESSANDRO

MAGNI, che la rappresenta e difende giusta procura speciale a

margine del controricorso;

UNIPOL ASSICURAZIONI SPA, in persona del procuratore Dr.

A.P., domiciliato ex lege in ROMA, presso la CANCELLERIA DELLA CORTE

DI CASSAZIONE, rappresentata e difesa dall’avvocato SALVATORE

CARAGLIANO giusta procura speciale a margine del controricorso;

– controricorrenti –

e contro

C.F.,

– intimato –

avverso la sentenza n. 1889/2012 della CORTE D’APPELLO di CATANIA,

depositata il 27/12/2012;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del

23/06/2016 dal Consigliere Dott. PAOLO GIOVANNI DEMARCHI ALBENGO;

udito l’Avvocato CHIARA SRUBEK TOMASSY per delega;

udito l’Avvocato ANGELO LANZILAO per delega;

udito il P.M., in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

CARDINO Alberto, che ha concluso per il rigetto del ricorso.

Fatto

RITENUTO IN FATTO

1. M.V. e R. propongono ricorso per cassazione contro la sentenza della Corte d’appello di Catania che ha confermato la sentenza del Tribunale di Catania, così rigettando l’appello, nella controversia avente ad oggetto la richiesta di risarcimento per un sinistro occorso il (OMISSIS) sull’autostrada (OMISSIS).

2. La Corte d’appello ha ritenuto che alcuna colpa potesse attribuirsi al conducente dell’autovettura che precedeva quella del M. e dalla quale era fuoriuscito olio per una rottura del radiatore ed ha ritenuto altresì che non vi potesse essere estensione automatica della domanda principale nei confronti del terzo chiamato in garanzia, Consorzio per le Autostrade Siciliane.

3. Il ricorso è affidato a tre motivi; resistono con controricorso la Unipol assicurazioni S.p.A. e il Consorzio per le Autostrade Siciliane, il quale ultimo deposita altresì memoria difensiva, insistendo per la inammissibilità del ricorso.

Diritto

CONSIDERATO IN DIRITTO

1. Con il primo motivo di ricorso deduce violazione degli artt. 106, 156 e 157 c.p.c., per mancata estensione della domanda originariamente formulata dai ricorrenti nei confronti del terzo “Consorzio per le Autostrade Siciliane”.

2. Con il secondo motivo di ricorso deduce omesso esame di un fatto decisivo per la decisione, costituito dalla reale portata delle eccezioni formulate dall’Assicurazione in comparsa di costituzione.

3. Con il terzo motivo deduce violazione degli artt. 345 e 115 c.p.c., con riferimento all’ampiezza ed estensione della macchia d’olio ed alla contiguità temporale tra la perdita d’olio ed il sopraggiungere dell’autovettura del M..

4. Il ricorso è inammissibile in quanto redatto per assemblaggio. Sul punto, sia sufficiente richiamare la giurisprudenza di questa Corte, secondo cui: “Il ricorso per cassazione redatto per assemblaggio, attraverso la pedissequa riproduzione dell’intero, letterale, contenuto degli atti processuali, è carente del requisito di cui all’art. 366 c.p.c., n. 3), che non può, a fronte dell’utilizzo di tale tecnica, neppure essere desunto, per estrapolazione, dall’illustrazione del o dei motivi (Sez. 6-3, Sentenza n. 3385 del 22/02/2016, Rv. 638771). In tema di ricorso per tassazione, ai fini del requisito di cui all’art. 366 c.p.c., n. 3, la pedissequa riproduzione dell’intero, letterale contenuto degli atti processuali è, per un verso, del tutto superflua, non essendo affatto richiesto che si dia meticoloso conto di tutti i momenti nei quali la vicenda processuale si è articolata; per altro verso, è inidonea a soddisfare la necessità della sintetica esposizione dei fatti, in quanto equivale ad affidare alla Corte, dopo averla costretta a leggere tutto (anche quello di cui non occorre sia informata), la scelta di quanto effettivamente rileva in ordine ai motivi di ricorso (Sez. U, Sentenza n. 5698 del 11/04/2012, Rv. 621813).

5. Nel caso di specie è stata effettuata una mera riproduzione di molti atti processuali (intercalata da poche righe in cui unicamente si descriveva il tipo di atto ed il momento processuale in cui era intervenuto), ma è del tutto mancato il momento di sintesi funzionale.

6. Ne consegue che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile; le spese del presente giudizio di cassazione – liquidate nella misura indicata in dispositivo – seguono la soccombenza, dandosi atto della sussistenza dei presupposti di cui al D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, introdotto dalla L. n. 228 del 2012, art. 1, comma 17: “Quando l’impugnazione, anche incidentale, è respinta integralmente o è dichiarata inammissibile o improcedibile, la parte che l’ha proposta è tenuta a versare un ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per la stessa impugnazione, principale o incidentale, a norma del comma 1-bis. Il giudice dà atto nel provvedimento della sussistenza dei presupposti di cui al periodo precedente e l’obbligo di pagamento sorge al momento del deposito dello stesso”.

PQM

dichiara inammissibile il ricorso e condanna i ricorrenti al pagamento delle spese in favore dei controricorrenti Consorzio per le Autostrade Siciliane e Unipol assicurazioni S.p.A., liquidandole per ciascuno di essi in Euro 10.200,00, di cui Euro 200,00 per esborsi, oltre rimborso di spese forfettarie ed accessori di legge.

Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte dei ricorrenti, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso principale, a norma dello stesso art. 13, comma 1 bis.

Così deciso in Roma, il 23 giugno 2016.

Depositato in Cancelleria il 29 settembre 2016

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