Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 19274 del 10/09/2010

Cassazione civile sez. III, 10/09/2010, (ud. 16/06/2010, dep. 10/09/2010), n.19274

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TERZA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. MORELLI Mario Rosario – Presidente –

Dott. FINOCCHIARO Mario – Consigliere –

Dott. AMATUCCI Alfonso – rel. Consigliere –

Dott. AMENDOLA Adelaide – Consigliere –

Dott. AMBROSIO Annamaria – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

sentenza

sul ricorso 19426/2008 proposto da:

I VIAGGI DEL VENTAGLIO SPA (OMISSIS) in persona del Presidente

del Consiglio di Amministrazione e legale rappresentante B.

V.C., elettivamente domiciliata in ROMA, VIA OVIDIO 20,

presso lo studio dell’avvocato DELFINI Francesca, che la rappresenta

e difende unitamente agli avvocati ARDITO Paolo, LUCIA MANLIO giusta

delega in calce al ricorso;

– ricorrente –

contro

ACCREDO AG;

– intimato –

nonchè da:

LISTOS AG IN LIQUIDAZIONE già ADINOS AG in persona del liquidatore

Sig. B.W., ACCREDO AG in persona dei suoi amministratori

Sig. H.J.L. e Sig.ra Z.L., elettivamente

domiciliati in ROMA, VIALE LIEGI 42, presso lo studio dell’avvocato

ALOISIO ROBERTO GIOVANNI, che li rappresenta e difende unitamente

agli avvocati RENATTI FRANCESCO, BRAGGION ANTONIO giusta procura

speciale del Dott. Notaio LEUPOLO DI FREISING 9/0/2008;

– ricorrenti incidentali –

contro

I VIAGGI DEL VENTAGLIO SPA (OMISSIS) in persona del Presidente

del Consiglio di Amministrazione e legale rappresentante B.

V.C., elettivamente domiciliata in ROMA, VIA OVIDIO 20,

presso lo studio dell’avvocato DELFINI ERANCESCA, che la rappresenta

e difende unitamente agii avvocati ARDITO PAOLO, LUCIA MANLIO giusta

delega in calce al ricorso principale;

– controricorrente all’incidentale –

avverso la sentenza n. 1816/2008 della CORTE D’APPELLO di MILANO,

Sezione Terza Civile, emessa il 27/5/2008, depositata il 19/06/2008,

R.G.N. 1710/2005;

udita la relazione della causa svolta nella Pubblica udienza del

16/06/2010 dal Consigliere Dott. ALFONSO AMATUCCI;

udito l’Avvocato ANTONIO BRAGGION;

udito il P.M., in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

SGROI Carmelo, che ha chiesto la riunione dei ricorsi, rigetto

principale, inammissibilità incidentale.

 

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

1.- Il 10.11.2000 la s.p.a. I Viaggi dei Ventaglio (in seguito IVV) concluse tre contratti relativi ad un complesso alberghiero delle isole (OMISSIS) denominato “(OMISSIS)”: il primo intercorse con la società svizzera Adinos AG (d’ora innanzi Adinos), azionista di maggioranza della società isolana Seichelles Beauvallon Prcperties Ltd., proprietari a dell’hotel (OMISSIS), e concesse alla IVV la gestione e lo sfruttamento commerciale dell’azienda per sei anni; il secondo ed il terzo contratto, conclusi con la Beauvallon ed allegati al primo, previdero per la stessa durata l’assistenza ad IVV nella gestione dell’albergo e la licenza per l’uso di taluni marchi ed il conferimento ad IVV della vendita in esclusiva sul mercato di almeno 30.000 posti letto all’anno per il corrispettivo di Euro 50,00 cadauno.

Si convenne che i contratti avessero effetto dall’1.4.2001. IVV pagò la prima (Euro 412.500) delle tre rate del primo canone nel dicembre del 2000 ed omise di versare le altre due (per complessivi Euro 825.000). Adinos la diffidò a provvedere al pagamento comunicando che, in difetto, il contratto doveva considerarsi risolto dal l’1.11.2001. IVV a sua volta comunicò ad Adinos che avrebbe cessato di vendere sul mercato i posti letto dell’albergo a decorrere dal 5.10.2001.

Il 14.12.2001 Adiros ottenne dal presidente del tribunale di Milano decreto ingiuntivo di pagamento della somma di Euro 825.000, oltre accessori e spese, per la seconda e la terza rata del canone, relative al periodo da luglio a dicembre del 2001. IVV propose opposizione, instando in via riconvenzionale per la risoluzione del contratto per inadempimento della controparte e per la restituzione della già versata somma di Euro 412.500. Adinos a sua volta chiese, in reconventione reconventionis, la condanna di IVV al risarcimento dei danni subiti, corrispondenti al corrispettivo previsto per l’intero sessennio (Euro 8.362.500).

Con sentenza depositata il 9.7.2004 l’adito tribunale accolse l’opposizione, dichiarò risolti i contratti e condannò Adinos alla restituzione della somma di Euro 412.500, nonchè alle spese processuali.

2.- La sentenza fu appellata da Adinos, il cui fallimento non fu dichiarato dal suo procuratore.

Nel giudizio intervenne la società di diritto svizzero Accredo AG, proclamandosi cessionaria del credito di Adinos sin dall’8.6.2005, data antecedente al fallimento dichiarato il (OMISSIS).

La corte d’appello di Milano, accogliendo con sentenza 18160 del 2008 il gravame di Adinos, ha rigettato l’opposizione di IVV e l’ha condannata a rimborsare ad Adinos le spese del doppio grado e ad Accredo AG quelle del grado di appello.

3.- Avverso detta sentenza ricorre per cassazione la s.p.a. I Viaggi de Ventaglio, affidandosi a quattro motivi.

Resistono con unico controricorso Accredo AG e Listcs AG in liquidazione (già Adinos AG, tornata in bonis il 3.10.2008), che propongono ricorso incidentale fondato su un unico motivo, avversato dalla ricorrente principale con controricorso.

Le ricorrenti incidentali hanno depositato memoria illustrativa con la quale i loro difensori, muniti di procura speciale, hanno rinunciato al ricorso incidentale per essere stata la ricorrente principale ammessa al concordato preventivo.

Diritto

MOTIVI DELLA DECISIONE

1.- Va dichiarata l’estinzione, per rinuncia, del giudizio di cassazione relativo al ricorso incidentale ed esaminato il solo ricorso principale, li cui primo motivo investe, sotto più profili, la sentenza impugnata nel suo contenuto sostanziale; il secondo concerne la validità (negata dalla ricorrente) della procura ai fini della costituzione nel giudizio di appello della cessionaria del credito Accredo AG; il terzo ed il quarto attengono alle spese processuali.

2.- Col primo motivo del ricorso principale sono dedotte violazione e falsa applicazione degli artt. 1175, 1375, 1453, 2033, 2041 c.c., e art. 345 c.p.c., per mancata valutazione di elementi determinanti, nonchè omessa, insufficiente e contraddittoria motivazione su punto decisivo.

La ricorrente IVV si duole, anzitutto, che la corte d’appello abbia ritenuto che l’inventario (che IVV sosteneva non essere stato mai redatto da Adinos, prospettandone l’inadempimento in ordine all’obbligazione di cui alla clausola 2.4. del contratto) fosse stato invece fornito, traendo tale convinzione anche dai documenti inammissibilmente prodotti in appello, posto che essi erano anteriori al giudizio di primo – grado ed era mancata la valutazione della loro indispensabilità per giustificare la deroga al divieto di cui all’art. 545 c.p.c.; ne contesta, inoltre, la valenza probatoria.

Nega, poi, che – come invece ritenuto dalla corte di merito – dalla corrispondenza intercorsa tra le parti non emergessero doglianze di IVV in ordine alla mancata fornitura dell’inventario, per la redazione del quale la stessa Adinos aveva chiesto una proroga con missiva del 19.3.2001, che aveva dato luogo alla sospensione del rapporto.

Sostiene, ancora, che le conclusioni, cui è pervenuta la corte territoriale (in ordine all’insussistenza della mancanza di collaborazione da parte di Adinos, all’irrilevanza della pregressa gestione, alla non addebitabilità ad Adinos del mancato o ritardato rilascio dei permessi di soggiorno al personale di IVV, alle opposizioni che erano state localmente manifestate) sono in contrasto col principio di buona fede oggetti, va che deve presiedere all’esecuzione del contratto, giacchè Adinos aveva negato la collaborazione che aveva promesso e sulla quale IVV aveva fatto affidamento.

In via subordinata afferma infine che, quand’anche non avesse riconosciuto l’inadempimento di Adinos e la risoluzione causala da quest’ultima, la corte d’appello non avrebbe comunque potuto attribuire alla società svizzera il corrispettivo per l’affitto d’azienda per il periodo successivo alla risoluzione, che essa stessa aveva ritenuto verificatasi per muto dissenso il 15.10.2001; sicchè era stata quantomeno riconosciuta in eccesso la somma di Euro 343.750, relativa al periodo da ottobre a dicembre del 2001.

2.1.- La fondatezza del profilo di censura relativo alla produzione di documenti in appello non è idonea (salvo quanto si dirà più avanti in ordine all’ultimo profilo, anch’esso fondato) a travolgere la decisione, sorretta da altre concomitanti ragioni, sicchè la produzione documentale si rivela priva di decisività.

La corte d’appello ha infatti ritenuto che gli inventari fossero stati forniti, “non solo in base ai documenti prodotti dall’appellante” ma per le ulteriori ragioni indicate a cavallo delle pagine 19 e 20 della sentenza, tra le quali si annovera la mancata denuncia di tale omissione da parte dei testi escussi.

Con motivazione congrua e niente allatto contraddittoria ha inoltre chiarito perchè non potessero considerarsi imputabili ad Adinos le difficoltà incontrate da IVV sia a livello locale (quanto al rilasciò di permessi di soggiorno e di lavoro al proprio personale;

ed all’impossibilità di licenziare quello in esubero o inefficiente) sia in ordine ai debiti pregressi dell’azienda ed alla necessità di rispettare onerosi contratti di servizio, che ha ritenuto inadeguatamente e non diligentemente verificati da IVV prima della conclusione del contratto, correlativamente escludendo che Adinos avesse assunto alcuna obbligazione al riguardo. Ed ha infine considerato – con un rilievo di natura logicamente assorbente – che le procedure di gestione evidentemente funzionavano se “a maggio 2001 l’albergo era praticamente pieno, soprattutto di clienti italiani” (pagina 21, capoverso, della sentenza). Si tratta di apprezzamenti di fatto, come detto adeguatamente motivati, sicchè la censura relativa all’escluso inadempimento di Adinos è infondata.

Peraltro, effettivamente la sentenza (a pagina 22) dà atto che con lettera del 17.9.01 Adinos comunicò che, in mancanza di pagamento, avrebbe ritenuto risolto il contratto dall’1.11.2001 e che con lettera del 21.9.2001 IVV a sua volta annunciò che, viste le difficoltà e la situazione, avrebbe cessato di “vendere l’albergò” dal 15.10.2001 in poi, il rapporto deve dunque considerarsi consensualmente risolto dall’1.11.2001, con conseguente venir meno del diritto di Adinos di percepire il corrispettivo dell’affitto di azienda per i mesi di novembre e dicembre del 2001.

3.- Col secondo motivo è dedotta violazione della L. 31 maggio 1995, n. 218, art. 12, art. 2703 c.c., artt. 83, 112 e 91 c.p.c., nella parte in cui la corte d’appello, senza officiosamente rilevare la nullità della procura rilasciata al procuratore di Accredo AG, ha pronunciato anche nei confronti di quest’ultima, inoltre col favore delle spese.

Vi si afferma che risulta documentalmente che il mandato ad litem è stato sottoscritto dal legale rappresentante di Accredo in luogo (Ruggel in Liechtenstein) e data (21.9.2007) diversi da quelli dell’autenticazione della sua firma (Zugo, 25.9.2007).

3.1.- La controricorrente Accredo rappresenta che in secondo grado la questione non è mai stata posta; sostiene che la contestazione di quanto attestato dal notaio avrebbe dovuto essere effettuata a mezzo di querela di falso; afferma che l’autentica ben può intervenire in epoca successiva, rilevando solo che la sottoscrizione sia apposta m presenza del notaio; nega che la parola Ruggel (che si legge a seguito della firma di Langer) indichi il luogo dove la procura fu firmata (essendo stato “Ruggel” ingenuamente scritto dal Langer solo per indicare la sede legale della società); produce l’originale dell’autentica della firma del Langer (con traduzione giurata ed Apostilla) effettuata dai notaio rogante il 21.9.2007, a Zug.

3.2.- Benchè La produzione di cui s’è appena detto sia inammissibile in quanto non riguardante la nullità cella sentenza impugnata ovvero l’ammissibilità del ricorso e del controricorso (art. 372 c.p.c.), il motivo di censura è nondimeno infondato.

La Corte è richiesta di inferire (in fatto, com’è consentito in relaziono ai vizi in procedendo) dalla circostanza che l’autentica della sottoscrizione sia successiva alla data in cui fu apposta e dal fatte che – accanto alla sottoscrizione sia scritto “Ruggel”, mentre l’autentica è stata effettuata a Zug, che la firma fu apposta dai Langer a Ruggel e non a Zug, dunque non alla presenza del notaio svizzero che la autenticò.

Senonchè, la prima circostanza è irrilevante (Cass., sez. un. n. 1312/06); la seconda trova appagante spiegazione nella versione offerta dalla controricorrente, avallata dal rilievo che la legge svizzera applicabile non prevede che una ti mia possa essere autenticata da un pubblico ufficiale se non quando sia apposta in sua presenza. Sicchè, per contestare l’autenticazione, la ricorrente principale avrebbe dovuto proporre querela di falso.

4.- Col terzo motivo è dedotta contraddittoria ed insufficiente motivazione in punto di addebito ad IVV delle spese processuali di Adinos benchè la domanda di Adinos al pagamento di Euro 8.362.500, corrispondente a corrispettivo dell’intero periodo di durata del rapporto, fosse stata ritenuta inammissibile e fosso di valore enormemente superiore a quella proposta in via monitoria.

4.1.- Col quarto motivo il vizio di omessa e insufficiente motivazione è denunciato in relazione alle spese di Accredo, anch’esse addebitate ad IVV benchè essa non potesse considerarsi costituita in giudizio (per le ragioni di cui al secondo motivo di ricorso) ed inoltre immotivatamente liquidate in misura pressochè corrispondente a quelle riconosciute a favore di Adinos benchè Accredo fosse intervenuta solo in sede di precisazione delle conclusioni.

4.2.- Entrambi i motivi sono assorbiti dalla cassazione della sentenza in relazione all’accoglimento del subordinato profilo di censura di cui al primo motivo di ricorso, con la precisazione che il quarto è infondato nella parte in cui fa censura è correlata all’assunto che Accredo non potesse considerarsi costituita in giudizio per le ragioni prospettate col secondo, disatteso motivo.

5.- Conclusivamente, va accolto per quanto di ragione solo il primo motivo del ricorso principale, con rinvio alla stessa corte d’appello in (diversa composizione perchè ridetermini la (minore) somma dovuta da IVV e liquidi anche le spese del giudizio di cassazione.

PQM

LA CORTE DI CASSAZIONE riunisce i ricorsi, dichiara l’estinzione de giudizio di cassazione relativo al ricorso incidentale, accoglie per quanto di ragione: il primo motivo dei ricorso principale, rigetta il secondo, dichiara assorbiti il terzo ed il quarto, cassa in relazione alla censura accolta e rinvia, anche per le spese del giudizio di cassazione, alla corte d’appello di Milano in diversa composizione.

Così deciso in Roma, il 16 giugno 2010.

Depositato in Cancelleria il 10 settembre 2010

 

 

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