Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 1927 del 28/01/2020

Cassazione civile sez. III, 28/01/2020, (ud. 22/10/2019, dep. 28/01/2020), n.1927

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TERZA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. ARMANO Uliana – Presidente –

Dott. SCARANO Luigi Alessandro – Consigliere –

Dott. GRAZIOSI Chiara – rel. Consigliere –

Dott. ROSSETTI Marco – Consigliere –

Dott. POSITANO Gabriele – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 6522-2018 proposto da:

L.R., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA PRINCIPESSA

CLOTILDE 7, presso lo studio dell’avvocato GIORGIO ALTIERI, che lo

rappresenta e difende unitamente all’avvocato GIOVANNI

CRISTOFFANINI;

– ricorrente –

contro

MODULO SAS;

– intimata –

avverso la sentenza n. 1032/2017 della CORTE D’APPELLO di GENOVA,

depositata il 26/07/2017;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

22/10/2019 dal Consigliere Dott. CHIARA GRAZIOSI.

Fatto

RILEVATO

che:

Con citazione notificata il 15-21 dicembre 2010 L.R. conveniva davanti al Tribunale di Chiavari – poi accorpato nel Tribunale di Genova – Modulo SAS per farne valere la sua responsabilità contrattuale e, in subordine, extracontrattuale, riguardo a piastrelle che la convenuta aveva prodotto e che erano state posate in una villa dell’attore dall’appaltatore S., le quali sarebbero risultate macchiate in modo indelebile. Controparte si costituiva resistendo. Il Tribunale di Genova, con sentenza n. 10083/2014, rigettava ogni pretesa.

Il L. proponeva appello, cui controparte resisteva, e che la Corte d’appello di Genova rigettava con sentenza del 26 luglio 2017.

Il L. ha presentato ricorso, da cui non si è difesa l’intimata.

Diritto

CONSIDERATO

che:

1. Il ricorso è articolato in tre motivi, i quali vengono preceduti da una premessa in cui si dichiara di censurare la sentenza impugnata solo nella parte in cui nega la responsabilità extracontrattuale dell’intimata, per la quale l’attuale ricorrente avrebbe lamentato due profili l’imballaggio inadeguato delle piastrelle, senza informare sulle modalità della loro conservazione, e l’invito a collocarle anche se macchiate, sostenendo che si sarebbe potuto pulirle e così generando nell’attuale ricorrente un legittimo affidamento nel senso di una soluzione completa -, di cui la corte territoriale avrebbe esaminato solo il primo, quello dell’imballaggio.

1.1 Il primo motivo denuncia nullità testuale della sentenza, ex art. 360 c.p.c., comma 1, n. 4, per “assoluta incomprensibilità” del percorso logico-giuridico di formazione del convincimento del giudice d’appello in ragione dell'”insanabile contrasto motivazionale emergente dal raffronto tra la ricostruzione del fatto e l’applicazione delle norme di diritto” in ordine alla responsabilità ex art. 2043 c.c.

La motivazione sarebbe manifestamente illogica: dapprima vi si affermerebbe che non vi fu un rapporto contrattuale tra le parti, e poi si riterrebbe infondata la domanda di responsabilità extracontrattuale dichiarando proponibili soltanto le azioni contrattuali. La nullità della sentenza deriverebbe quindi dalla carenza totale di motivazione ai sensi dell’art. 132 c.p.c., comma 1, n. 4.

1.2 Il secondo motivo, presentato in subordine, denuncia, ex art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, omesso esame di fatto discusso e decisivo.

Il primo addebito di responsabilità extracontrattuale si fonderebbe sull’inadeguatezza dell’imballaggio, senza indicare come si sarebbe potuto evitare il danneggiamento. Questo fatto costitutivo di responsabilità sarebbe provato dall’accertamento tecnico preventivo e dalle fotografie in tale sede assunte. Se correttamente valutato, avrebbe portato alla responsabilità extracontrattuale della controparte.

1.3 Il terzo motivo denuncia, ex art. 360 c.p.c., comma 1, n. 4, nullità della sentenza per omessa pronuncia su uno dei motivi d’impugnazione, ovvero il secondo elemento di fondamento della responsabilità contrattuale – l’invito da parte della intimata di collocare comunque le piastrelle, rassicurando che sarebbe stato possibile pulirle -, di cui non sussisterebbe neppure un rigetto implicito.

4. Vagliando allora il primo motivo, emerge che effettivamente il giudice d’appello, per rigettare la domanda extracontrattuale (motivazione della sentenza impugnata, sub b), pagine 4-5), si fonda su due arresti di legittimità riguardanti fattispecie in cui sussisteva anche un contratto tra il danneggiante e il danneggiato (Cass. sez. 3, 13 marzo 1980 n. 1696 – relativa alla responsabilità extracontrattuale del venditore derivante dal suo inadempimento nei confronti del compratore – e Cass. sez. 3, 11 febbraio 2014 n. 3021 – attinente a una fattispecie di duplice titolo di responsabilità, contrattuale ed extracontrattuale, del venditore o comunque dell’obbligato ex contracto), per concludere che i diritti attinenti alla responsabilità extracontrattuale sono “già tutelati dal contratto, come nel caso in esame”. Eppure la corte territoriale, immediatamente prima (motivazione della sentenza impugnata, sub a), pagine 34), si era espressa nel senso dell’inesistenza di un rapporto contrattuale tra i due litiganti, disattendendo sul punto la prospettazione dell’attuale ricorrente.

Sussiste davvero, allora, una contraddittorietà radicale nella costruzione del ragionamento relativo al rigetto della domanda addotta come di responsabilità extracontrattuale, per cui deve ritenersi assente una motivazione costituzionalmente sufficiente in ordine alla responsabilità extracontrattuale (sulla elevata contraddittorietà quale fonte di carenza motivazionale v. S.U. 3 novembre 2016 n. 22232 e Cass. sez. 6-5, ord. 23 maggio 2019 n. 13977).

Si deve pertanto accogliere il primo motivo, che logicamente assorbe non solo il secondo (unico dichiarato espressamente in subordine) ma anche il terzo.

La sentenza deve quindi essere cassata quanto alla esclusione di responsabilità extracontrattuale nel caso in esame, con rinvio, anche per le spese del grado, ad altra sezione della stessa corte territoriale.

PQM

Accoglie il primo motivo del ricorso, assorbiti gli altri, cassa in relazione e rinvia anche per le spese alla Corte d’appello di Genova.

Così deciso in Roma, il 22 ottobre 2019.

Depositato in Cancelleria il 28 gennaio 2020

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