Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 19254 del 28/09/2016


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Cassazione civile sez. VI, 28/09/2016, (ud. 16/06/2016, dep. 28/09/2016), n.19254

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE T

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. IACOBELLIS Marcello – Presidente –

Dott. CIGNA Mario – Consigliere –

Dott. IOFRIDA Giulia – Consigliere –

Dott. CRUCITTI Roberta – rel. Consigliere –

Dott. CONTI Roberto – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 8246-2015 proposto da:

EQUITALIA NORD SPA, (OMISSIS), in persona del legale rappresentante

pro tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA ANDREA MILLEVOI

73/81, presso lo studio dell’avvocato GIUSEPPE FIERTLER, che la

rappresenta e difende, giusta procura speciale a margine del

ricorso;

– ricorrente –

contro

G.B.;

– intimata –

avverso la sentenza n. 4579/5/2014 della COMMISSIONE TRIBUTARIA

REGIONALE della LOMBARDIA, depositata il 15/09/2014;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

16/06/2016 dal Consigliere Relatore Dott. ROBERTA CRUCITTI.

Fatto

RITENUTO IN FATTO E CONSIDERATO IN DIRITTO

Nella controversia concernente l’impugnazione da parte di G.B. di cartella di pagamento portante IRPEF ed altro per gli anni di imposta (OMISSIS), la Commissione tributaria regionale della Lombardia, con la sentenza indicata in epigrafe, – rigettando l’appello proposto da Equitalia Nord s.p.a. avverso la decisione di primo grado che aveva dichiarato la nullità della cartella perchè non ritualmente notificata – confermava la sentenza impugnata con diversa motivazione.

In particolare il Giudice di appello riteneva la nullità della cartella impugnata perchè il prodromico avviso di accertamento non era stato, come avrebbe dovuto essere, notificato all’erede.

Avverso la sentenza Equitalia Nord s.p.a. ha proposto ricorso affidato a due motivi.

La contribuente non ha svolto attività difensiva.

A seguito di deposito di relazione ex art. 380 bis c.p.c. è stata fissata l’adunanza della Corte in camera di consiglio, con rituale comunicazione.

La controversia trova soluzione per mete ragioni di rito.

La notificazione del ricorso per cassazione, avvenuta a mezzo posta da parte del difensore L. n. 53 del 1994, ex art. 78 è stata tempestivamente iniziata con spedizione dell’atto in data 14.3.2015.

La prova dell’avvenuto perfezionamento di quest’ultima può essere data anche in un momento successivo, fino all’udienza di discussione di cui all’art. 379 c.p.c., ma prima che abbia inizio la relazione di cui al comma 1, ovvero fino all’adunanza della Corte in camera di consiglio prevista dall’art. 380-bis c.p.c. (Cassazione civile sez. un., 12 maggio 2010, n. 11429).

La ricorrente, malgrado il rilievo già contenuto nella relazione depositata ex art. 380 bis c.p.c. e comunicatele, non ha depositato l’avviso di ricevimento attestante l’avvenuto perfezionamento del procedimento notificatoti, non presente in atti.

Va, pertanto, dichiarata l’inammissibilità del ricorso.

Non vi è pronuncia sulle spese per il mancato svolgimento di attività difensiva da parte dell’intimata.

Ai sensi del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater, si dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento da parte del ricorrente dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato, pari a quello dovuto per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1 bis.

PQM

La Corte dichiara il ricorso inammissibile.

Ai sensi del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento da parte del ricorrente dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato, pari a quello dovuto per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1 bis.

Così deciso in Roma, il 16 giugno 2016.

Depositato in Cancelleria il 28 settembre 2016

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