Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 19252 del 19/07/2018


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Civile Ord. Sez. 6 Num. 19252 Anno 2018
Presidente: AMENDOLA ADELAIDE
Relatore: POSITANO GABRIELE

ORDINANZA
sul ricorso 7332-2017 proposto da:
PUCCI j ESSICA, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA POLIBIO
15, presso lo studio dell’avvocato GIUSEPPE LEPORE,
rappresentata e difesa dall’avvocato, ROBERTO MARGARA;

– ricorrente contro
ASMIU AZIENDA SPECIALE MUNICIPALIZZATA IGIENE
URBANA SPA, in persona del legale rappresentante pro tempore,
elettivamente domiciliata in ROMA, VIA ENNIO QUIRINO

visama- I

20, presso lo studio dell’avvocato NICOLA

DONIENICO PETRACCA, che la rappresenta e difende unitamente
agli avvocati RICCARDO DIAMANTI, LAURA MARCHIO’;

– controricorrente contro

Data pubblicazione: 19/07/2018

UNIPOI, SAI ASSICURAZIONI;

intimata

avverso la sentenza n. 878/2016 del TRIBUNALE di MASSA,
depositata il 20/09/2016;

partecipata del 30/01/2018 dal Consigliere Dott. GABRIELE 44
POSITANO.

Ric. 2017 n. 07332 sez. M3 – ud. 30-01-2018
-2-

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

Rilevato che:
Jessica Pucci evocava in giudizio, davanti al Giudice di Pace di Massa,
l’Azienda Speciale Municipalizzata di Igiene Urbana e la compagnia Axa Ass.ni
S.p.A. chiedendone la condanna al risarcimento dei danni subiti in occasione
del sinistro del 14 gennaio 2006 verificatosi quando, a bordo del ciclomotore di
proprietà del padre, a causa del manto stradale reso scivoloso dal passaggio
della macchina operatrice della Azienda Speciale aveva perso il controllo del

Igiene Urbana eccependo preliminarmente il difetto di legittimazione attiva
dell’attrice riguardo ai danni subiti dal ciclomotore di proprietà del padre,
Armando Pucci, la prescrizione del diritto di credito e, nel merito, chiedendo il
rigetto delle domande. Si costituiva anche la compagnia di assicurazione
eccependo il difetto di legittimazione passiva perchè il veicolo di proprietà della
Azienda Speciale non era assicurato per la responsabilità civile, eccependo la
prescrizione del diritto e deducendo l’infondatezza, nel merito, della domanda;
con sentenza parziale del 7 febbraio 2013 il Giudice di Pace di Massa
dichiarava la legittimazione attiva dell’attrice, in ordine alla domanda di
risarcimento del danno biologico e la legittimazione passiva di Axa Ass.ni
S.p.A. Successivamente, con sentenza definitiva del 30 dicembre 2014,
rigettava le domande articolate da parte attrice;
avverso tale decisione Jessica Pucci proponeva appello per la mancata
ammissione delle prove orali articolate e per l’errata valutazione di quelle
espletate. Si costituiva in giudizio l’Azienda Speciale Municipalizzata di Igiene
Urbana reiterando l’eccezione di difetto di legittimazione attiva e di
prescrizione e concludendo per il rigetto delle domande attore. Si costituiva in
giudizio Axa Ass.ni S.p.A. eccependo l’inammissibilità dell’appello e, nel merito,
la sua infondatezza;
con sentenza del 20 settembre 2016 il Tribunale di Massa rigettava
l’impugnazione confermando, con una diversa motivazione, la sentenza
impugnata, rilevando l’intervenuta prescrizione del diritto di credito azionato
dalla danneggiata in quanto l’effetto interruttivo poteva riferirsi solo alla prima,
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mezzo, cadendo in terra. Si costituiva l’Azienda Speciale Municipalizzata di

raccomandata di messa in mora, mentre le successive missive erano state
contestate dall’Azienda Speciale che aveva rilevato di non averle mai ricevute e
l’attrice non aveva dimostrato, né l’invio, né la ricezione di tali atti interruttivi;
avverso tale decisione propone ricorso per cassazione Jessica Pucci
affidandosi a due motivi. Resiste in giudizio, con controricorso, l’Azienda
Speciale Municipalizzata di Igiene Urbana che deposita memoria ex art. 380 bis

Considerato che:
con il primo motivo la ricorrente deduce la nullità della sentenza per
mancanza di motivazione, ai sensi dell’articolo 360, n. 4 c.p.c. e la violazione
dell’articolo 111, sesto comma, Cost. e 132 c.p.c. e 118 delle disposizioni di
attuazione del medesimo codice. Il Tribunale aveva omesso di rilevare che, con
la sentenza non definitiva del 7 febbraio 2013, il Giudice di Pace di Massa
aveva deciso sull’eccezione di prescrizione, rilevando che il relativo termine era
stato validamente interrotto con la raccomandata ricevuta dall’Azienda speciale
in data 11 gennaio 2008. Poiché tale profilo non era stato immediatamente
appellato e non vi era stata riserva di impugnazione ai sensi dell’articolo 340
c.p.c. il giudice avrebbe dovuto prendere atto del giudicato interno in tema di
prescrizione;
con il secondo motivo lamenta l’omesso esame di un fatto decisivo per il
giudizio ai sensi dell’articolo 360, n. 5 c.p.c, con riferimento al documento
rappresentato dalla lettera raccomandata ricevuta dall’Azienda speciale in data
11 gennaio 2008 con la quale l’odierna ricorrente aveva validamente interrotto
il decorso del termine di prescrizione;
il primo motivo è inammissibile per la mancata trascrizione della decisione
non definitiva, delle conclusioni delle parti e del dispositivo (Sez. L, Sentenza
Cass. n. 160 del 10/01/2006, Rv. 585812 – 01), tenuto conto del principio per
cui l’interpretazione del giudicato va effettuata alla stregua non soltanto del
dispositivo della sentenza, ma anche della sua motivazione (Sez. 6 – 5,
Ordinanza n. 769 del 16/01/2014, Rv. 629285 – 01). Si ricorda, all’uopo, che
sul tema della sentenza non definitiva, per esigenze di salvaguardia della
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c.p.c.

certezza delle situazioni giuridiche e di tutela della parti si è escluso che una
decisione giudiziaria idonea ad assumere la forza del giudicato possa essere
individuata nella sola parte motiva del provvedimento (Sez. 1, Sentenza Cass.
n. 11842 del 25/06/2004, Rv. 573904 – 01). Infatti, se pure costituisce profilo
fisiologico che il giudice, dopo aver provveduto in ordine alle cause in
condizioni di essere immediatamente (e totalmente) decise, risolva anche
questioni (pregiudiziali o preliminari, come ad esempio quella in tema di
prescrizione del diritto) relative alle altre domande, tali statuizioni potranno
tuttavia assumere natura e valore di sentenza (non definitiva) e rilevare ai fini
del giudicato interno, solo se formalmente inserite nel dispositivo, rivestendo in
caso contrario , la portata di statuizioni prive di idoneità al giudicato, destinate
soltanto a dare ingresso alle indagini istruttorie per la decisione del merito
della controversia;
in definitiva, la mancata ottemperanza al principio dell’autosufficienza
impedisce di valutare la portata decisoria della sentenza non definitiva in punto
di eccezione di prescrizione;
il secondo motivo è ai limiti dell’inammissibilità perché è sostanzialmente
prospettata una ipotesi di errore revocatorio. E’ comunque inammissibile per
difetto di autosufficienza. Infatti, la presunzione di conoscenza di un atto, del
quale sia contestato il suo pervenimento a destinazione, non è integrata dalla
sola prova della spedizione della raccomandata, essendo necessaria, attraverso
l’avviso di ricevimento o l’attestazione di compiuta giacenza, la dimostrazione
del perfezionamento del procedimento notificatorio (Sez. L, Sentenza n. 12822
del 21/06/2016, Rv. 640371 – 01). Pertanto, come nel caso di specie, ove
sorga questione in ordine all’effettiva ricezione della lettera raccomandata utile
ai fini della interruzione del termine di prescrizione, il principio di
autosufficienza del ricorso esige la trascrizione integrale di quest’ultima,,che,
se omessa, determina l’inammissibilità del motivo (Sez. 5 – , Sentenza n. 5185
del 28/02/2017, Rv. 643229 – 01 e Sentenza 31 marzo 2017, n. 8433);
ne consegue che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile; le spese
del

presente giudizio di cassazione – liquidate nella misura indicata in

if

dispositivo – seguono la soccombenza, dandosi atto della sussistenza dei
presupposti di cui al D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater,
introdotto dalla L. n. 228 del 2012, art. 1, comma 17: “Quando
l’impugnazione, anche incidentale, e’ respinta integralmente o e’ dichiarata
inammissibile o improcedibile, la parte che l’ha proposta e’ tenuta a versare un
ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per
la stessa impugnazione, principale o incidentale, a norma del comma 1-bis.

periodo precedente e l’obbligo di pagamento sorge al momento del
deposito dello stesso”.
P.T.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna la ricorrente al pagamento
delle spese in favore della controricorrente, liquidandole in C 1.800,00 per
compensi, oltre alle spese forfettarie nella misura del 15 per cento, agli esborsi
liquidati in euro 200,00 ed agli accessori di legge.
Ai sensi dell’art. 13, comma 1 quater del d.p.r. 115 del 2002, da atto della
sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte della ricorrente,
dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il
ricorso, a norma del comma ibis dello stesso articolo 13.
Così deciso nella camera di Consiglio della Sesta Sezione della Corte
Suprema di Cassazione in data 31 gennaio 2018.
Il Presidente

DEPOSITATO IN CANCELLERIA
…………
.
Roma , …………Funzionario
Giudiziario

Il giudice da’ atto nel provvedimento della sussistenza dei presupposti di cui al

72b/

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