Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 19249 del 02/08/2017


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Cassazione civile, sez. trib., 02/08/2017, (ud. 19/07/2017, dep.02/08/2017),  n. 19249

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. DI IASI Camilla – Presidente –

Dott. DE MASI Oronzo – Consigliere –

Dott. ZOSO Liana M.T. – Consigliere –

Dott. CARBONE Enrico – rel. Consigliere –

Dott. NOCERA Andrea – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso iscritto al n. 13548/2012 R.G. proposto da:

Agenzia del territorio, rappresentata e difesa dall’Avvocatura

generale dello Stato, presso i cui uffici in Roma alla via dei

Portoghesi n. 12 è domiciliata;

– ricorrente –

contro

Villaggio Almar di V.D. & C. s.n.c., rappresentata e

difesa dall’Avv. Giampiero Balena, elettivamente domiciliata in Roma

al viale Regina Margherita n. 290 presso lo studio dell’Avv. Paolo

Carbone, per procura in calce al controricorso;

– controricorrente –

avverso la sentenza della Commissione tributaria regionale della

Puglia n. 221/25/11 depositata il 31 maggio 2011.

Udita la relazione svolta nella camera di consiglio del 19 luglio

2017 dal Consigliere Carbone Enrico.

Lette le conclusioni del Pubblico Ministero, in persona del Sostituto

Procuratore generale Sorrentino Federico, che ha chiesto dichiararsi

inammissibile il ricorso.

Fatto

FATTO E DIRITTO

CHE:

In relazione all’atto di classamento di unità immobiliare di proprietà della Villaggio Almar s.n.c. (avente causa di D.V.F.), l’Agenzia del territorio impugna per cassazione con due motivi la sentenza che ha respinto il suo appello contro l’annullamento di primo grado.

I motivi di ricorso sono inammissibili: l’omessa impugnazione anche di una sola tra le plurime autonome ragioni che sorreggono la decisione rende inammissibile per difetto di interesse la censura delle altre, la quale, essendo divenuta definitiva la ratio decidendi non impugnata, non può più condurre all’annullamento della sentenza (Cass., sez. un., 29 marzo 2013, n. 7931, Rv. 625631; Cass. 4 marzo 2016, n. 4293, Rv. 639158; Cass. 18 aprile 2017, n. 9752, Rv. 643802); nella specie, il ricorso censura ragioni decisorie sulla validità dell’atto di classamento, in rapporto alla necessità del sopralluogo (primo motivo) e all’idoneità della motivazione (secondo motivo), ma, come esattamente ha rilevato il Pubblico Ministero nelle conclusioni, omette di impugnare la declaratoria di inammissibilità dell’appello, pronunciata dal giudice del gravame per l’esistenza di un giudicato interno.

PQM

 

Rigetta il ricorso e condanna la ricorrente a rifondere alla controricorrente le spese di questo giudizio, che liquida in Euro 4.500,00 per compensi, oltre spese generali al 15% e accessori di legge.

Così deciso in Roma, nell’Adunanza Camerale, il 19 luglio 2017.

Depositato in Cancelleria il 2 agosto 2017

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