Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 19238 del 02/08/2017


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Cassazione civile, sez. trib., 02/08/2017, (ud. 13/07/2017, dep.02/08/2017),  n. 19238

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. DI IASI Camilla – Presidente –

Dott. ZOSO Liana Maria Teresa – Consigliere –

Dott. CARBONE Enrico – rel. Consigliere –

Dott. FASANO Anna Maria – Consigliere –

Dott. GIORDANO Luigi – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso iscritto al n. 15938/2012 R.G. proposto da Agenzia delle

entrate, rappresentata e difesa dall’Avvocatura generale dello

Stato, presso i cui uffici in Roma alla via dei Portoghesi n. 12 è

domiciliata;

– ricorrente –

contro

PLAN 1 HEALTH s.r.l., rappresentata e difesa dagli Avv.ti Salvatore

Capomacchia e Cesare Persichelli, elettivamente domiciliata presso

lo studio di quest’ultimo in Roma alla via Crescenzio n. 20, per

procura in calce al controricorso;

– controricorrente –

avverso la sentenza della Commissione tributaria regionale del Friuli

Venezia Giulia n. 52/8/11 depositata il 9 maggio 2011;

Udita la relazione svolta nella camera di consiglio del 13 luglio

2017 dal Consigliere Enrico Carbone;

Lette le conclusioni del Pubblico Ministero, in persona del Sostituto

Procuratore generale De Renzis Luisa, che ha chiesto accogliersi il

ricorso.

Fatto

FATTO E DIRITTO

ATTESO CHE:

In relazione ad atto di recupero emesso contro PLAN 1 HEALTH s.r.l. per crediti d’imposta per ricerca scientifica utilizzati in compensazione negli anni 2003/2004, l’Agenzia delle entrate impugna per cassazione la sentenza che ha respinto l’appello erariale avverso l’annullamento di primo grado.

Il ricorso denuncia violazione del D.P.R. n. 322 del 1998, art. 2, commi 8 e 8-bis: pur non contestando i requisiti sostanziali del beneficio fiscale, l’Agenzia delle entrate si duole che il giudice d’appello non abbia rilevato la decadenza conseguente all’omessa indicazione dei crediti d’imposta nel quadro RU delle dichiarazioni dei redditi dell’anno di concessione (2002/2003) e che abbia viceversa riconosciuto effetto sanante a dichiarazioni integrative tardivamente presentate.

Il ricorso è infondato: sviluppando le indicazioni delle Sezioni Unite circa la non estensibilità delle decadenze tributarie dalla fase amministrativa alla giudiziaria (Cass., sez. un., 30 giugno 2016, n. 13378; Cass., sez. un., 8 settembre 2016, n. 17757), s’è acquisito che il credito d’imposta per ricerca scientifica L. n. 449 del 1997, ex art. 5 può essere opposto in giudizio alla maggiore pretesa erariale dal contribuente pur incorso nella decadenza D.M. n. 275 del 1998, ex art. 6 per omessa indicazione nella pertinente dichiarazione dei redditi o in tempestiva dichiarazione integrativa, semprechè del beneficio siano provati o incontestati i requisiti sostanziali (Cass. 21 dicembre 2016, n. 26550; Cass. 6 aprile 2017, n. 9004).

La novità della soluzione giurisprudenziale impone di compensare le spese di giudizio.

PQM

 

Rigetta il ricorso e compensa le spese.

Così deciso in Roma, nella adunanza camerale, il 13 luglio 2017.

Depositato in Cancelleria il 2 agosto 2017

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