Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 19201 del 07/07/2021

Cassazione civile sez. trib., 07/07/2021, (ud. 02/03/2021, dep. 07/07/2021), n.19201

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. ZOSO Liana Maria Teresa – Presidente –

Dott. PAOLITTO Liberato – Consigliere –

Dott. FASANO Anna Maria – Consigliere –

Dott. REGGIANI Eleonora – Consigliere –

Dott. TADDEI Margherita – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 8680-2018 proposto da:

AGENZIA DELLE ENTRATE, in persona del Direttore pro tempore,

elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12, presso

l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che la rappresenta e difende;

– ricorrente –

contro

GEA SISTEMI SRL, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA CRESCENZIO,

2, presso lo studio dell’avvocato GUGLIELMO FRANSONI, rappresentata

e difesa dall’avvocato PASQUALE RUSSO;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 1967/2017 della COMM. TRIB. REG. TOSCANA,

depositata il 19/09/2017;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

02/03/2021 dal Consigliere Dott. MARGHERITA TADDEI.

 

Fatto

RITENUTO

che:

L’Agenzia delle Entrate articola due motivi di ricorso contro la sentenza n. 1967/35/17 della CTR della Toscana che aveva respinto l’appello contro la sentenza della CTP di Firenze, n. 134/1/12, che aveva annullato l’accertamento n. (OMISSIS), IRES, IVA, IRAP anno 2006, nei confronti di GEA Sistemi srl.

La contribuente si è costituita con controricorso.

In vista dell’udienza odierna, l’Ufficio ha depositato memoria.

Diritto

CONSIDERATO

che:

– Con il primo motivo di ricorso l’Ufficio deduce violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n. 546 del 1992, artt. 36 e 61 e dell’art. 132 c.p.c., in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 4;

– Con il secondo motivo di ricorso l’Ufficio deduce violazione e falsa applicazione del D.L. n. 331 del 1993, artt. 62 bis e 62 sexies e dell’art. 2729 c.c., in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3;

Nelle more dell’udienza, l’Agenzia ricorrente ha depositato un’istanza, datata 21.8.2019, con cui dichiara che la Direzione Provinciale di Firenze ha comunicato che il contribuente ha presentato domanda di definizione della controversia ai sensi del D.L. n. 119 del 2018, art. 6 provvedendo al pagamento previsto per il perfezionamento della definizione;

Alla istanza ha allegato la dichiarazione della Direzione Provinciale di Firenze del 29.7.2019 in cui si dà atto di quanto sopra;

-Conseguentemente, l’Agenzia ha chiesto che questa Corte dichiari l’estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere a spese compensate;

– Alla luce della documentazione prodotta e della richiesta proveniente dalla stessa ricorrente, deve quindi ritenersi cessata la materia del contendere, con conseguente dichiarazione di estinzione del giudizio.

– il pagamento del dovuto a seguito di definizione agevolata comprende le spese processuali, atteso che, per espressa previsione di legge, “Le spese del processo estinto restano a carico della parte che le ha anticipate” (D.L. n. 119 del 2018, art. 6, comma 13; conf. art. 46, comma 3, proc. trib.).

P.Q.M.

Dichiara estinto il giudizio. Spese compensate.

Così deciso in Roma, adunanza camerale, in modalità da remoto, il 2 marzo 2021.

Depositato in Cancelleria il 7 luglio 2021

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