Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 19154 del 01/08/2017


Clicca qui per richiedere la rimozione dei dati personali dalla sentenza

Cassazione civile, sez. II, 01/08/2017, (ud. 13/06/2017, dep.01/08/2017),  n. 19154

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SECONDA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. MAZZACANE Vincenzo – Presidente –

Dott. ORILIA Lorenzo – rel. Consigliere –

Dott. GIUSTI Alberto – Consigliere –

Dott. SABATO Raffaele – Consigliere –

Dott. CORTESI Francesco – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA INTERLOCUTORIA

sul ricorso 17934-2013 proposto da:

C.M.A., (OMISSIS), M.A. (OMISSIS),

C.L. (OMISSIS), CE.SI. (OMISSIS), elettivamente

domiciliati in ROMA, VIA TUSCOLANA 404, presso lo studio

dell’avvocato MAURO DE CARO, che li rappresenta e difende;

– ricorrenti –

contro

P.A. (DECEDUTO), elettivamente domiciliato in ROMA, VIALE

GIUSEPPE MAZZINI 114/B, presso lo studio dell’avvocato GIUSEPPE

PUCCI, che lo rappresenta e difende;

– controricorrente –

e contro

GENERALI ASSICURAZIONI SPA, CONDOMINIO (OMISSIS);

– intimati –

avverso la sentenza n. 5512/2012 della CORTE D’APPELLO di ROMA,

depositata il 06/11/2012;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

13/06/2017 dal Consigliere Dott. LORENZO ORILIA.

Fatto

FATTO E DIRITTO

1 Nella causa di merito promossa nel 2003 dai condomini M.A., L. e C.M.A., Ma.Te. e Ce.Si. contro il condomino P.A. (proprietario di appartamento soprastante) e contro il Condominio di (OMISSIS), per ottenere, previa conferma del provvedimento cautelare emesso ante causam, la condanna del Patriarca al risarcimento dei danni per infiltrazioni, la Corte d’Appello di Roma con sentenza 6.11.2012 – per quanto ancora interessa in questa sede – in accoglimento dell’appello proposto dal P., ha rigettato le domande contro di lui proposte e ha dichiarato il Condominio tenuto a riparare la “braga” di collegamento degli scarichi, con ripartizione interna della spesa fra i condomini serviti dalla colonna di scarico. La Corte ha condannato gli attori a rimborsare le spese al P. e ha dichiarato il Condominio tenuto a manlevare gli attori del degli effetti della condanna alle spese; ha compensato le spese del grado nei rapporti con le Assicurazioni Generali (pure chiamate in causa) ed ha posto quelle di CTU interamente a carico del Condominio (fissando sempre lo stesso criterio di ripartizione interna).

Per giungere a tale conclusione la Corte d’Appello ha osservato che, come accertato dal CTU, la rottura della braga di ghisa era localizzata nel tratto terminale della stessa con l’innesto della colonna di scarico nel tratto terminale e dunque doveva ritenersi di proprietà comune in base ad una recente sentenza di questa Corte.

2 Contro tale decisione M. e gli altri condomini ricorrono per cassazione con tre motivi a cui resiste con controricorso il P., mentre le altre parti non hanno svolto difese.

3.1 Col primo motivo i ricorrenti deducono, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., n. 3, violazione o falsa applicazione dell’art. 1117 c.c. criticando la Corte d’Appello per avere ritenuto che la “braga” di collegamento tra la condotta condominiale e quella del singolo condomino rientri tra le parti comuni. Si soffermano sulla funzione della stessa, sulle finalità e sul compito, per concludere che trattasi di bene di proprietà esclusiva. Richiamano anche la giurisprudenza in materia.

3.2 Con una seconda censura si denunzia sempre ai sensi dell’art. 360 c.p.c., n. 3, la violazione o falsa applicazione dell’art. 99 c.p.c. e art. 1135 c.c. rimproverando alla Corte d’Appello di avere dettato i criteri per la ripartizione delle spese di riparazione e delle spese di lite tra i condomini in assenza di domanda, così sovrapponendosi alle prerogative dell’assemblea a cui spetterebbe di adottare una apposita delibera che, in caso di mancata opposizione, obbligherà i condomini.

3.3 Col terzo motivo i ricorrenti denunziano infine ai sensi dell’art. 360 c.p.c., nn. 3 e 5, violazione dell’art. 92 c.p.c. in ordine alla condanna della parte attrice al pagamento delle spese del doppio grado, nonchè l’omesso esame di un fatto decisivo. Secondo i ricorrenti la cronistoria dei fatti del processo (riportata in ricorso) avrebbe dovuto essere approfondita dal Tribunale ai fini dell’addebito delle spese di lite.

4 Ritiene il Collegio che la questione di diritto posta dal primo motivo (natura giuridica della “braga” di collegamento degli scarichi) richiede attività nomofilattica e che pertanto si rende necessario rimettere il ricorso alla pubblica udienza.

PQM

 

Rinvia a nuovo ruolo e rimette il ricorso alla pubblica udienza.

Così deciso in Roma, il 13 giugno 2017.

Depositato in Cancelleria il 1 agosto 2017

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA