Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 19146 del 28/09/2016


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Cassazione civile sez. VI, 28/09/2016, (ud. 27/06/2016, dep. 28/09/2016), n.19146

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE T

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. CIRILLO Ettore – Presidente –

Dott. CARACCIOLO Giuseppe – Consigliere –

Dott. NAPOLITANO Lucio – Consigliere –

Dott. FEDERICO Guido – Consigliere –

Dott. VELLA Paola – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 14464-2015 proposto da:

AGENZIA DELLE ENTRATE E DEL TERRITORIO (OMISSIS), in persona del

Direttore pro tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DEI

PORTOGHESI 12, presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che la

rappresenta e difende ope legis;

– ricorrente –

contro

COMPUTER SYSTEMS SRL” in persona del legale rappresentante pro

tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA FEDERICO CESI, 21,

presso lo studio dell’avvocato UMBERTO ILARDO, rappresentata e

difesa dall’avvocato ANDREA LIBRANTI giusta procura a margine del

controricorso;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 1143/17/2015 della COMMISSIONE TRIBUTARIA

RIGIONALE di PALERMO SEZIONE DISTACCATA di CATANIA del 18/12/2014,

depositata il 20/03/2015;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

27/06/2016 dal Consigliere Relatore Dott. VELLA Paola.

Fatto

FATTO E DIRITTO

La Corte, costituito il contraddittorio camerale sulla relazione prevista dall’art. 380 bis c.p.c., osserva quanto segue.

1. Con i due motivi di ricorso, entrambi proposti in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3), si deduce la “violazione e/o falsa applicazione”, rispettivamente, “della L. n. 388 del 2000, art. 138, della L. n. 289 del 2002, art. 9, comma 17, della L. n. 156 del 2005, art. 1, comma 5 – bis”, e “degli articoli 115 e 116 c.p.c.”, in entrambi i casi sostenendosi che “i procedimenti di riscossione dei tributi relativi nell’anno (OMISSIS) sono stati sospesi sino al (OMISSIS) per tutti i contribuenti in disparte la circostanza che abbiano o no in precedenza richiesto la proroga dei pagamenti”, avendo perciò errato i giudici di merito nel dichiarare la decadenza dell’amministrazione finanziaria dall’esercizio del potere impositivo esercitato con la cartella (per Euro 3.132,13) notificata in data 8.11.2006.

2. Il ricorso è manifestamente infondato, alla luce del consolidato orientamento di questa Corte per cui “In tema di accertamento e riscossione dei tributi, il nuovo termine decadenziale per l’esercizio dell’azione impositiva di cui alla L. 23 dicembre 2000, n. 388, art. 138, comma 3, è riferito esclusivamente all’omesso adempimento dei pagamenti dovuti dai soggetti coinvolti nel sisma del (OMISSIS) – individuati ai sensi dell’art. 3 dell’ordinanza del Ministro per il coordinamento della protezione civile del (OMISSIS) – che abbiano richiesto la regolarizzazione della propria posizione contributiva relativa agli anni (OMISSIS), mediante rateazione ai sensi del comma 1 della stessa norma, non risultando per ciò solo prorogato il termine per l’esercizio della potestà impositiva da parte dell’Agenzia delle Entrate” (Casa. sez. 6^-5 ord. nn. ord. nn. 956/14, 7274/14, 16074/14, 10069/15).

3. Al rigetto del ricorso segue la condanna dell’amministrazione ricorrente alla rifusione delle spese processuali in favore della controricorrente, nella misura indicata in dispositivo.

PQM

La Corte rigetta il ricorso e condanna l’amministrazione finanziaria ricorrente alla rifusione delle spese del presente giudizio, liquidate in Euro 7.290,00 nonchè Euro 200,00 per esborsi, oltre accessori di legge.

Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, dà atto della non sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso, a norma dell’art. 13, comma 1 – bis.

Così deciso in Roma, il 27 giugno 2016.

Depositato in Cancelleria il 28 settembre 2016

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