Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 19146 del 07/09/2010

Cassazione civile sez. III, 07/09/2010, (ud. 06/05/2010, dep. 07/09/2010), n.19146

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TERZA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. FINOCCHIARO Mario – Presidente –

Dott. MASSERA Maurizio – Consigliere –

Dott. SEGRETO Antonio – Consigliere –

Dott. VIVALDI Roberta – Consigliere –

Dott. LANZILLO Raffaella – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ordinanza

sul ricorso proposto da:

P.L., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA GAVINANA 1,

presso lo studio dell’avvocato PECORA FRANCESCO, che lo rappresenta e

difende unitamente all’avvocato PAOLO PAVESI, giusta procura in calce

al ricorso;

– ricorrente –

contro

UFFICIO CENTRALE ITALIANO in persona del Presidente del Consiglio di

Amministrazione e legale rappresentante, elettivamente domiciliato in

ROMA, VIA ROMEO ROMEI 27, presso lo studio dell’avvocato ROMAGNOLI

MAURIZIO, che lo rappresenta e difende, giusta procura a margine del

controricorso;

– controricorrente –

e contro

BOMAG GMBH, S.A., GOTHAER VERSICHERUNGS BANK WAG;

– intimati –

avverso la sentenza n. 544/2008 della CORTE D’APPELLO di MILANO del

15.1.08, depositata il 21/02/2008;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

06/05/2010 dal Consigliere Relatore Dott. RAFFAELLA LANZILLO;

udito per il ricorrente l’Avvocato Francesco Pecora che si riporta

agli scritti;

E’ presente il P.G. in persona del Dott. CARESTIA Antonietta che

nulla osserva rispetto alla relazione scritta.

La Corte:

 

Fatto

PREMESSO IN FATTO

Il giorno 23 marzo 2010 e’ stata depositata in Cancelleria la seguente relazione ai sensi dell’art. 380 bis cod. proc. civ.:

“1. – Con sentenza 15 – 21 febbraio 2008 n. 544 la Corte di appello di Milano – in parziale riforma della sentenza emessa in primo grado dal Tribunale di Milano – ha incrementato la somma spettante a P.L. in risarcimento dei danni conseguiti ad un incidente stradale occorso il (OMISSIS) sull’autostrada del (OMISSIS), nel tratto (OMISSIS), a seguito del quale il L. ha riportato gravi lesioni personali.

La Corte di appello ha confermato la sentenza di primo grado quanto al concorso di colpa dei conducenti le due autovetture coinvolte nello scontro – il P. e S.A. – nella misura rispettivamente del 30% e del 70%.

La condanna e’ stata emessa, quanto all’automobile condotta dallo S., anche a carico dell’UCI – Ufficio Centrale Italiano.

Il P. propone otto motivi di ricorso per cassazione.

Resiste l’UCI con controricorso.

Gli altri intimati non hanno presentato difese.

2.- Con i primi tre motivi il ricorrente lamenta l’omessa, insufficiente o contraddittoria motivazione, nella parte in cui la sentenza impugnata ha addebitato al ricorrente il concorso di colpa, in particolare quanto alla velocita’ asseritamente eccessiva.

Con il quarto, quinto e sesto motivo lamenta violazione dell’art. 2043 cod. civ., e vizi di motivazione, quanto all’esigua determinazione del reddito futuro dell’infortunato, all’eccessiva percentuale (20%) dell’abbattimento conseguente allo scarto fra visita fisica e vita lavorativa, nella determinazione della somma dovuta in risarcimento dei danni patrimoniali.

Con il settimo motivo denuncia violazione dell’art. 345 cod. proc. civ., per avere la Corte di appello ritenuto non proposta in primo grado la domanda di risarcimento del danno esistenziale.

Con l’ottavo motivo denuncia violazione dell’art. 2059 cod. civ. nella quantificazione dei danni non patrimoniali.

3.- I motivi sono inammissibili sotto piu’ di un aspetto.

3.1.- In primo luogo per il mancato rispetto dei requisiti prescritti dall’art. 366 bis cod. proc. civ., applicabile alla fattispecie.

I motivi attinenti ai vizi di motivazione non contengono un momento di sintesi delle censure, analogo al quesito di diritto, da cui risulti la chiara indicazione del fatto controverso in relazione al quale la motivazione si assume omessa o contraddittoria, o le ragioni per cui essa appare inidonea a giustificare la decisione impugnata:

requisito richiesto a pena di inammissibilita’ dei motivi (Cass. civ. Sez. Un. 1 ottobre 2007 n. 20603; Cass. civ. Sez. 3^ n. 4646/2008 e n. 4719/2008, fra le altre), che non si puo’ ritenere rispettato quando solo la completa lettura dell’illustrazione del motivo – all’esito di un’interpretazione svolta dal lettore, anziche’ su indicazione della parte ricorrente – consenta di comprenderne il contenuto ed il significato (Cass. civ., Sez. 3^, ord. 16 luglio 2007 n. 16002, n. 4309/2008 e n. 4311/2008). In relazione alle violazioni di legge, i quesiti risultano inammissibilmente generici e astratti:

non risulta dalla loro formulazione quale sia la fattispecie da decidere; quale il principio erroneamente affermato dalla Corte di appello e quale la corretta interpretazione.

Il ricorrente chiede in realta’ a questa Corte di decidere in termini diversi dalla sentenza impugnata le varie questioni di merito dibattute in appello, anziche’ enunciare le regole giuridiche che sarebbero state violate e quelle corrette, di cui chiede l’applicazione, si’ da consentire alla Corte di enunciare una regula iuris che risulti applicabile, oltre che al caso di specie, ad altri casi dello stesso genere (sui criteri di formulazione dei quesiti cfr., per tutte, Cass. Civ. S.U. 11 marzo 2008 n. 6420. Cass. Civ. Sez. 3^, 30 settembre 2008 n. 24339 e 9 maggio 2008 n. 11535).

In realta’ i quesiti risentono dell’inammissibilita’ delle censure rivolte alla sentenza impugnata, che attengono agli accertamenti in fatto ed alle valutazioni di merito in ordine agli elementi di prova:

valutazioni tutte non suscettibili di riesame in sede di legittimita’, ove risultino adeguatamente motivate.

La Corte di appello ha dato conto con esauriente motivazione delle soluzioni adottate, con ragionamento immune da vizi logici e giuridici.

4.- Propongo che il ricorso sia dichiarato inammissibile, con procedimento in Camera di consiglio”. – La decisione e’ stata comunicata al pubblico ministero e ai difensori delle parti.

Il pubblico ministero non ha depositato conclusioni scritte.

Diritto

RITENUTO IN DIRITTO

1. – Il Collegio, all’esito dell’esame del ricorso, ha condiviso la soluzione e gli argomenti esposti nella relazione.

2.- Il ricorso deve essere dichiarato inammissibile.

3.- Le spese, liquidate in dispositivo, seguono la soccombenza.

P.Q.M.

LA CORTE DI CASSAZIONE dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese del giudizio di cassazione, liquidate complessivamente in Euro 6.800,00, di cui Euro 200,00 per esborsi ed Euro 6.600,00 per onorari; oltre al rimborso delle spese generale ed agli accessori previdenziali e fiscali di legge.

Cosi’ deciso in Roma, nella Camera di consiglio della sezione terza civile, il 6 maggio 2010.

Depositato in Cancelleria il 7 settembre 2010

 

 

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