Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 19138 del 07/09/2010

Cassazione civile sez. trib., 07/09/2010, (ud. 16/06/2010, dep. 07/09/2010), n.19138

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. ADAMO Mario – Presidente –

Dott. BOGNANNI Salvatore – Consigliere –

Dott. MAGNO Giuseppe Vito Antonio – Consigliere –

Dott. BERNARDI Sergio – rel. Consigliere –

Dott. PARMEGGIANI Carlo – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

sentenza

sul ricorso 1443/2006 proposto da:

AGENZIA DELLE ENTRATE in persona del Direttore pro tempore,

elettivamente domiciliato in ROMA VIA DEI PORTOGHESI 12, presso

l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che lo rappresenta e difende ope

legis;

– ricorrente –

contro

ULSS/(OMISSIS) VENETO ORIENTALE in persona del legale rappresentante

pro

tempore, elettivamente domiciliato in ROMA PIAZZA DI PRISCILLA, 4,

presso lo studio dell’avvocato COEN Stefano, che lo rappresenta e

difende unitamente all’avvocato DRUDA DAVIDE, giusta delega a

margine;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 23/2005 della COMM. TRIB. REG. di VENEZIA,

depositata il 28/04/2005;

dita la relazione della causa svolta nella Pubblica udienza del

16/06/2010 dal Consigliere Dott. SERGIO BERNARDI;

udito per il ricorrente l’Avvocato GIACOBBE, che ha chiesto

l’accoglimento;

udito il P.M., in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

ABBRITTI Pietro, che ha concluso per il rigetto del ricorso.

 

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

L’Unità Sanitaria Locale n. (OMISSIS) “Veneto Orientale” chiedeva il rimborso della somma di L. 498.774.000 versata a titolo di Irpeg per l’anno 1999 per la proprietà dei fabbricati destinati all’attività istituzionale. Sosteneva che quest’ultima era obiettivamente attività di impresa, ancorchè non considerata tale ai fini della imposizione Irpeg in base al D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, art. 88 (T.U.I.R.); e che gli immobili relativi alle imprese commerciali non si considerano produttivi di reddito fondiario ai sensi dell’art. 40 del cit, T.U.I.R.. Formatosi il silenzio rifiuto, lo impugnava davanti alla CTP di Venezia che respingeva il ricorso. L’Agenzia delle Entrate ricorre per la cassazione della sentenza della CTR del Veneto, che ha accolto in appello la tesi dell’ente locale. Questo resiste con controricorso.

Diritto

MOTIVI DELLA DECISIONE

La sentenza impugnata richiama il D.Lgs. n. 502 del 1992, art. 3 (“Le ULSS si costituiscono in aziende con personalità giuridica pubblica ed autonomia imprenditoriale…”) e ne trae la conseguenza che l’art. 88, comma 2 del cit. T.U.I.R., “può essere inteso solo come una esclusione soggettiva dall’imposta sul reddito d’impresa elargita a favore delle ULSS, posto che la legge non può ignorare la realtà sostanziale”. Le ULSS non sarebbero pertanto riconducibili agli enti non commerciali di cui alla lett. c) del comma 1 dell’art. 87, per i quali il reddito complessivo sottoposto a tassazione Irpeg comprende anche i redditi fondiari, a norma dell’art. 108 del T.U.I.R..

Potrebbero quindi invocare la disposizione dell’art. 40, in base al quale “non si considerano produttivi di reddito fondiario gli immobili relativi ad imprese commerciali”.

L’Agenzia denuncia violazione e falsa applicazione del D.P.R. n. 917 del 1986, artt. 40, 87, 88, 108 e 109. Osserva che la ragione giuridica della esclusione, dal reddito di impresa soggetto ad imposta, del reddito fondiario degli immobili strumentali alla produzione, è che esso si incorpora nel valore di quest’ultima, ed è tassato come reddito di impresa. Poichè per le ULSS l’attività di impresa non è considerata tale ai fini Irpeg, e non sconta l’imposta diretta sul reddito prodotto, l’esclusione dal reddito complessivo della componente costituita dal reddito fondiario degli immobili di proprietà strumentali all’attività istituzionale è priva di base logico giuridica.

Questa corte ha già esaminato la questione posta dal ricorso, ed il collegio non ravvisa elementi per discostarsi dalla pronuncia resa, che condivide (Cass. 28176/2008. Cfr. anche 2803/2009).

A norma dell’art. 87, comma 2, lett. c), gli enti pubblici residenti che non hanno per oggetto esclusivo o principale l’esercizio di attività commerciale, come le ULSS, sono comunque soggetti ad IRPEG. Tuttavia, “l’esercizio di attività previdenziali, assistenziali e sanitarie da parte di enti pubblici istituiti esclusivamente a tal fine, comprese le Unità sanitarie locali” (ora ULSS), non costituiscono esercizio di attività commerciali (D.P.R. n. 917 del 1986, art. 88, comma 2, lett. c) e, quindi, sono sottratte al relativo prelievo IRPEG. Pertanto, in relazione a tali attività, non si pone il problema della qualifica del reddito “degli immobili relativi ad imprese commerciali”, reddito che secondo il disposto del D.P.R. n. 917 del 1986, art. 40, comma 1, non va considerato come fondiario ma segue il regime del reddito di impresa. Però, se, come nella specie, non c’è reddito di impresa, perchè non c’è una attività commerciale riconosciuta come tale ai fini fiscali (art. 88 cit.), sulla cui produzione in genere viene effettuato il prelievo fiscale, manca il presupposto per la “trasformazione” del reddito fondiario in reddito di impresa. Non si verifica, cioè, quella specie di “fusione per incorporazione” del reddito fondiario nel reddito di impresa e, quindi, il primo mantiene la sua autonomia impositiva. Pertanto, come dispone specificamente il D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, art. 108 (T.U.I.R.), il reddito degli enti pubblici non commerciali va ricostruito in maniera “atomistica”, proprio per evitare contaminazioni tra i diversi tipi di reddito che non possono poi confluire nell’unica categoria del reddito di impresa, dovendosi rispettare le esclusioni sancite dal D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, art. 88, (T.U.I.R.). Infatti, ai sensi del D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, art. 108 (T.U.I.R.), “Il reddito complessivo degli enti non commerciali di cui alla lett. c), dell’art. 87, comma 1, è formato dai redditi fondiari, di capitale, di impresa e diversi”. In definitiva, nella specie manca il presupposto per l’applicazione dell’art. 40, proprio perchè l’attività svolta dall’ULSS non costituisce esercizio di attività commerciale. Trattasi, invece di attività svolta da un ente non commerciale di cui al D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, art. 87, comma 1, lett. c), (T.U.I.R.), il cui reddito complessivo va determinato sommando i vari redditi, compresi quelli fondiari, come espressamente dispone il citato art. 108. D’altra parte, il D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, art. 40 (T.U.I.R.), in quanto deroga alla disciplina generale in materia di reddito fondiario, è norma speciale che non può trovare applicazione analogica in relazione agli immobili delle ULSS. Conclusivamente, gli immobili utilizzati dalle ULSS sono soggetti al prelievo fiscale secondo la disciplina del reddito fondiario, ai sensi del D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, art. 108 (T.U.I.R.) e non può trovare applicazione il disposto del D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, art. 40 (T.U.I.R.), mancando il presupposto dell’esercizio della attività ritenuta commerciale ai fini tributari (D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, art. 88, comma 2, (T.U.I.R.)).

La sentenza impugnata ha fatto applicazione di una diversa e non corretta regula iuris, ritenendo erroneamente applicabile nella specie il D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, art. 40 (T.U.I.R.).

Pertanto, va accolto il ricorso dell’amministrazione finanziaria e va cassata la sentenza impugnata. In applicazione del principio di diritto espresso, non compete il rimborso richiesto dall’ente resistente e, quindi, il ricorso va deciso nel merito ai sensi dell’art. 384 c.p.c., nel senso che il ricorso introduttivo del contribuente deve essere rigettato.

Tenuto conto della novità della questione, all’epoca cui risale il ricorso introduttivo della lite, vanno compensate le spese dell’intero giudizio.

PQM

Accoglie il ricorso; cassa la sentenza impugnata e – decidendo nel merito – rigetta il ricorso originario introduttivo della lite.

Compensa fra le parti le spese di tutto il processo.

Così deciso in Roma, il 16 giugno 2010.

Depositato in Cancelleria il 7 settembre 2010

 

 

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