Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 19129 del 18/07/2018


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Civile Ord. Sez. 6 Num. 19129 Anno 2018
Presidente: DORONZO ADRIANA
Relatore: DE MARINIS NICOLA

ORDINANZA INTERLOCUTORIA
sul ricorso 18958-2016 proposto da:
TELECOM ITALIA S.P.A. C.F./P.I. 00488410010, in persona del
legale rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliata in
ROMA, LUIGI GIUSEPPE FARAVELLI n.22, presso lo studio degli
avvocati ARTURO MARESCA, FRANCO RAIMONDO BOCCIA,
ROBERTO ROMEI, ENZO MORRICO che unitamente e
disgiuntamente la rappresentano e difendono;

– ricorrente contro
CIOLFITTO SANTO, elettivamente domiciliato in ROMA, VIA
LUDOVISI n.35, presso lo studio dell’avvocato MASSIMO LAURO,
rappresentato e difeso dall’avvocato SEVERINO NAPPI;

– controricorrente –

Data pubblicazione: 18/07/2018

avverso la sentenza n. 858/2016 della CORTE D’APPELLO di
NAPOLI, depositata il 10/02/2016;
udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non
partecipata del 04/04/2018 dal Consigliere Dott. NICOLA DE
MARINIS.

che con sentenza del 10 febbraio 2016, la Corte d’Appello di Napoli
confermava la decisione resa in sede di opposizione a decreto ingiuntivo
dal Tribunale di Napoli e accoglieva la domanda proposta da Santo
Ciolfitto nei confronti di Telecom S.p.A., avente ad oggetto la condanna
della Società al pagamento delle retribuzioni non percepite per il periodo
marzo 2012/gennaio 2014 per la mancata ottemperanza all’ordine
relativo emesso a seguito della declaratoria giudiziale della nullità della
cessione di ramo d’azienda da Telecom a Telepost e della persistenza del
rapporto tra le parti con gli originari inquadramento e mansioni;
che la decisione della Corte territoriale discende dall’aver questa ritenuto
sussistere l’inadempimento della Società ed, in ragione della mora credendi,
il relativo obbligo retributivo, restando indifferenti le vicende del
rapporto intercorso con Telepost e lo stesso pensionamento del
Ciolfitto, nonché non qualificabile come aliunde percepii/n, stante la sua
natura assistenziale, il trattamento percepito dal Ciolfitto nel corso di
quel rapporto a titolo di indennità di mobilità;
che per la cassazione di tale decisione ricorre la Società, affidando
l’impugnazione a due motivi, cui resiste, con controricorso, il Ciolfitto;
che la proposta del relatore, ai sensi dell’art. 380 bis c.p.c., è stata
comunicata alle parti, unitamente al decreto di fissazione dell’adunanza
in camera di consiglio non partecipata;
che la Società ha poi presentato memoria;

CONSIDERATO
Ric. 2016 n. 18958 sez. ML – ud. 04-04-2018
-2-

RILEVATO

che, con il primo motivo, la Società ricorrente, nel denunciare la
violazione e falsa applicazione degli artt. 2112 e 2126 c.c. 22, comma 1,
lett. c), 1. n. 153/1969 e 10, comma 6, d.lgs. n. 503/1992, lamenta la non
conformità a diritto dell’orientamento espresso dalla Corte territoriale in
ordine all’irrilevanza delle vicende del rapporto intercorso tra il Ciolfitto

quiescenza del primo a decorrere dall’agosto 2013, ciò presupponendo
la cessazione del rapporto lavorativo con chiunque instaurato e la non
spettanza delle retribuzioni successive alla predetta data;
che, con il secondo motivo, denunciando la violazione e falsa
applicazione degli artt. 1206, 1207, 1217, 1223, 1256, 1453 e 1463 c.c., la
Società resistente lamenta la non confottnità a diritto dell’orientamento
espresso dalla Corte territoriale per il quale gli importi percepiti dal
Ciolfitto a titolo di indennità di mobilità nel corso del rapporto con
Telepost S.p.A., avendo natura assistenziale non è computabile

nell’aliunde perception;
che, valutata, in relazione alla peculiarità della fattispecie, la novità di
entrambe le questioni sollevate, sicché la decisione della presente
controversia riveste sicuro rilievo nomofilattico, il Collegio rimette la
causa alla quarta sezione per la trattazione in pubblica udienza;

P.Q.M.
La Corte, non ravvisandosi la ricorrenza delle ipotesi di cui all’art. 375
c.p.c., rimette la causa alla quarta sezione per la discussione in pubblica
udienza.
Così deciso in Roma nella camera di consiglio del 4 aprile 2018

e la cessionaria Telepost S.p.A. ed in particolare del collocamento in

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