Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 19129 del 15/09/2020

Cassazione civile sez. VI, 15/09/2020, (ud. 16/07/2020, dep. 15/09/2020), n.19129

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 3

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. DE STEFANO Franco – Presidente –

Dott. SCRIMA Antonietta – Consigliere –

Dott. CIRILLO Francesco Maria – rel. Consigliere –

Dott. D’ARRIGO Cosimo – Consigliere –

Dott. PORRECA Paolo – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 29282-2018 proposto da:

G.A.R., elettivamente domiciliata in ROMA, VIA BORSI 4,

presso lo studio dell’avvocato CHRISTIAN ARTALE, rappresentata e

difesa dall’avvocato VINCENZO SALVO;

– ricorrente –

contro

AXA ASSICURAZIONI SPA;

– intimata –

avverso la sentenza n. 68/2018 del TRIBUNALE di SCIACCA, depositata

il 15/02/2018;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata del 16/07/2020 dal Consigliere Relatore Dott. FRANCESCO

MARIA CIRILLO.

 

Fatto

FATTI DI CAUSA

1. G.A.R. convenne in giudizio l’Axa Assicurazioni s.p.a., davanti al giudice di pace di Menfi, chiedendo che fosse condannata al risarcimento dei danni da lei subiti in un sinistro stradale.

Espose, a sostegno della domanda, di aver sollecitato il risarcimento alla società di assicurazione, la quale le aveva già versato la somma di Euro 1.500, ritenuta insufficiente; ed aggiunse che la medesima non aveva raccolto l’invito a chiudere la controversia in sede di procedura di negoziazione assistita.

Si costituì la società di assicurazione, ponendo eccezioni di vario genere e chiedendo il rigetto della domanda.

Espletata una c.t.u. medica sulla persona dell’attrice, il Giudice di pace condannò la società convenuta al pagamento dell’ulteriore somma di Euro 1.738,77, con il carico delle spese di lite ridotte, quanto agli onorari, nella misura del trenta per cento.

2. La pronuncia è stata impugnata dalla G. e il Tribunale di Sciacca, con sentenza del 15 febbraio 2018, ha rigettato l’appello ed ha condannato l’appellante al pagamento delle spese del grado.

Ha osservato il Tribunale che correttamente il Giudice di pace aveva disposto la riduzione degli onorari e che non vi era alcuna ragione per disporre la condanna della società di assicurazione ai sensi dell’art. 96 c.p.c., così come richiesto dall’appellante.

3. Contro la sentenza del Tribunale di Sciacca ricorre G.A.R. con atto affidato ad un motivo.

L’Axa Assicurazioni s.p.a. non ha svolto attività difensiva in questa sede.

Il ricorso è stato avviato alla trattazione in camera di consiglio, sussistendo le condizioni di cui agli artt. 375,376 e 380-bis c.p.c., e non sono state depositate memorie.

Diritto

RAGIONI DELLA DECISIONE

1. Con l’unico motivo di ricorso si lamenta, in riferimento all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3), violazione e falsa applicazione di norme di diritto.

Sostiene la ricorrente, dopo aver richiamato le modifiche normative del testo dell’art. 96 c.p.c., che il giudice di merito avrebbe dovuto riconoscere sussistenti le ragioni per la condanna della società di assicurazione come richiesto, e che non vi erano motivi per disporre la riduzione degli onorari.

1.1. Il motivo, quando non inammissibile, è privo di fondamento. Rileva il Collegio che il ricorso si limita ad una generica ed immotivata censura in ordine alla riduzione degli onorari, senza addurre alcuna specifica ragione di contestazione di quanto rilevato sul punto dal Tribunale, secondo cui la riduzione si giustificava per la non particolare complessità dell’attività difensiva svolta.

Quanto alla condanna di cui all’art. 96 cit., il ricorrente pone alcune censure relative a comportamenti che avrebbero, a suo dire, imposto la condanna per responsabilità aggravata, senza considerare che il Tribunale ha vagliato tali circostanze e le ha ritenute tutte inidonee a fondare la richiesta di condanna. Per cui, mentre la censura si risolve in una sollecitazione ad una nuova valutazione di merito, è appena il caso di aggiungere che la mancata risposta all’invito a procedere ad una negoziazione assistita non può tradursi in un automatico obbligo di condanna per responsabilità aggravata.

2. Il ricorso, pertanto, è rigettato.

Non occorre provvedere sulle spese, atteso il mancato svolgimento di attività difensiva da parte della società intimata.

Sussistono tuttavia le condizioni di cui al D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1-quater, per il versamento, da parte della ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso.

P.Q.M.

La Corte rigetta il ricorso. Nulla per le spese.

Ai sensi del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1-quater, dà atto della sussistenza delle condizioni per il versamento, da parte della ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Sesta Sezione Civile – 3, il 16 luglio 2020.

Depositato in Cancelleria il 15 settembre 2020

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