Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 19120 del 01/08/2017


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Cassazione civile, sez. VI, 01/08/2017, (ud. 20/06/2017, dep.01/08/2017),  n. 19120

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 1

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. GENOVESE Francesco Antonio – Presidente –

Dott. SAMBITO Maria Giovanna C. – Consigliere –

Dott. FERRO Massimo – Consigliere –

Dott. MARULLI Marco – rel. Consigliere –

Dott. MERCOLINO Guido – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 18595-2016 proposto da:

Avv. C.G., elettivamente domiciliato in ROMA, PIAZZA

CAVOUR presso la CANCELLERIA della CORTE DI CASSAZIONE,

rappresentato e difeso da sè medesimo;

– ricorrente –

contro

CURATELA FALLIMENTO (OMISSIS) S.R.L.;

– intimata –

avverso l’ordinanza del TRIBUNALE di MESSINA, depositata il

16/09/2015, emessa sul procedimento iscritto al n. 10036/2015 R.G.;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata del 20/06/2017 dal Consigliere Dott. MARCO MARULLI.

Fatto

RITENUTO IN FATTO

1. Con il ricorso in atti parte ricorrente ha inteso chiedere la cassazione dell’impugnato decreto – con cui il giudice adito ha dichiarato improcedibile il reclamo L. Fall., ex art. 26 avverso il provvedimento di liquidazione dei compensi di avvocato per mancata comparizione del reclamante ed ha condannato il medesimo alla rifusione delle spese sulla base della soccombenza virtuale – sul rilievo a) che stante la natura camerale del relativo procedimento il decidente avrebbe dovuto pronunciare nel merito anche nell’assenza del reclamante e b) non avrebbe dovuto addebitare al reclamante alcuna soccombenza virtuale.

2. Non ha svolto attività difensiva l’intimato.

Diritto

CONSIDERATO IN DIRITTO

1. Il ricorso va giudicato inammissibile.

2. Invero, sebbene il motivo sub a) risulti fondato (Cass., Sez. 1, 11/05/2005, n. 9930), nella specie, poichè il decidente, pur se ai fini di pronunciare sulla soccombenza, ha comunque proceduto allo scrutinio del reclamo, disattendendone nel merito la fondatezza, il ricorrente non ha interesse a dolersi del lamentato errore procedurale, non avendo esso infatti influito nelle ragioni di rigetto del gravame.

Quanto al motivo sub b), esso difetta manifestamente di specificità, in quanto la sua illustrazione non consente di verificare il fondamento della lamentata violazione, “mediante specifiche argomentazioni intelligibili ed esaurienti intese a motivatamente dimostrare in qual modo determinate affermazioni in diritto contenute nella sentenza gravata debbano ritenersi in contrasto con le indicate norme regolatrici della fattispecie o con l’interpretazione delle stesse fornita dalla giurisprudenza di legittimità” (Cass., Sez. 1, 8/03/2007, n. 5353).

3. Il ricorso va dunque dichiarato inammissibile. Nulla per le spese in difetto di costituzione avversaria.

Ricorrono le condizioni per l’applicazione del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater.

PQM

 

Dichiara il ricorso inammissibile.

Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1-quater, dichiara la sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte della ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso.

Così deciso in Roma, nella camera di consiglio della sezione Sesta civile – 6, il 20 giugno 2017.

Depositato in Cancelleria il 1 agosto 2017

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