Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 1912 del 29/01/2014


Clicca qui per richiedere la rimozione dei dati personali dalla sentenza

Civile Ord. Sez. 6 Num. 1912 Anno 2014
Presidente: DI PALMA SALVATORE
Relatore: DE CHIARA CARLO

ORDINANZA
sul ricorso 26160-2011 proposto da:
FRASCA DOMENICO FRSDNC51L21C858C, elettivamente
domiciliato in ROMA, VIA PREMUDA 18, presso lo studio
dell’avvocato RICCI EMILIO NICOLA, rappresentato e difeso
dall’avvocato RAIMONDI GIUSEPPE giusta procura speciale in
calce al ricorso;

– ricorrente contro
CONSORZIO GAIA SPA IN AMMINISTRAZIONE
STRAORDINARIA, in persona del suo Commissario Straordinario e
legale rappresentante, elettivamente domiciliato in ROMA, PIAZZA
DEI CAPRETTARI 70, presso lo studio dell’avvocato
GUARDASCIONE BRUNO, che lo rappresenta e difende

Data pubblicazione: 29/01/2014

unitamente all’avvocato MAFFEI ALBERTI ALBERTO giusta
procura in calce al controricorso;

controticorrente

avverso il decreto n. 720/2009 R.G. del TRIBUNALE di VELLETRI

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del
24/09/2013 dal Consigliere Relatore Dott. CARLO DE CHIARA;
è presente il P.G. in persona del Dott. LUCIO CAPASSO che aderisce
alla relazione.
PREMESSO
Che nella relazione ai sensi dell’art. 380 bis c.p.c. si legge quanto
segue:
«1. — Il dott. Domenico Frasca, commercialista, propose
opposizione allo stato passivo dell’amministrazione straordinaria del
Consorzio Gaia s.p.a., a favore del quale aveva svolto attività di
consulenza e assistenza in vista dell’ammissione alla procedura
concorsuale. Lamentò l’ammissione del solo credito di € 300.000,00, in
privilegio ex art. 2751 bis n. 2 c.c., a titolo di remunerazione delle
prestazioni professionali svolte, e di € 74.400,00 in chirografo a titolo
di rivalsa IVA e di contributo integrativo per la Cassa nazionale di
previdenza e assistenza dei dottori commerci2listi; chiese invece
l’ammissione in via privilegiata del credito di € 2.413.138,00 oltre
accessori di legge, ovvero, in subordine, sempre in via privilegiata, il
riconoscimento del credito di euro 1.206.509,00 per il caso che si desse
rilievo alla natura collegiale dell’incarico espletato.
Il Tribunale di Velletri ha rigettato l’istanza di ammissione del
maggior credito, ma ha accolto la richiesta di collocazione privilegiata
dell’importo dovuto a titolo di contributo integrativo per la Cassa
Ric. 2011 n. 26160 sez. M1 – ud. 24-09-2013
-2-

del 28/09/2011, depositato il 04/10/2011;

nazionale di previdenza e assistenza dei dottori commercialisti,
ammettendo così al passivo la somma di C 312.000,00 (e non già C
300.000,00) in privilegio e la somma di euro 60.000,00 in chirografo.
2. — Il dott. Frasca ha proposto ricorso per cassazione
articolando un solo motivo di censura, cui l’intimato ha resistito con

3. — Dall’unico motivo di ricorso, con cui si deduce vizio di
motivazione, sono enucleabili, sia pure con qualche difficoltà, le
seguenti censure:
a) illegittima riduzione, in difetto di impugnazione avversaria sul
punto, del complessivo importo (di C 300.000,00 + 74.400,00) già
ammesso al passivo, per effetto della immotivata riduzione ad C
60.000,00 della somma ammessa in chirografo (la quale, al netto
dell’importo di C 12.000,00 transitato nel privilegio, sarebbe dovuta
ammontare ad C 62.400,00);
b) ingiustificata riduzione dell’attività svolta dall’opponente ad
un unico parere, sottoscritto assieme agli altri due professionisti
incaricati (avv. prof. Gianluca Brancadoro e avv. Marco Annoni),
datato 15 giugno 2007, senza considerare invece l’imponente mole di
documenti allegata alla domanda di ammissione al passivo dell’avv.
Brancadoro, richiamata nell’atto di opposizione;
c) omessa considerazione della liquidazione eseguita dall’ordine
professionale;
d) applicazione di un trattamento deteriore, in sede di
ammissione al passivo, rispetto agli altri due professionisti cui l’incarico
era stato conferito collegialmente, nonostante il ruolo centrale svolto
dal ricorrente;
e) illegittima esclusione della prededuzione richiesta per
l’importo di C 1.200.000,00.
Ric. 2011 n. 26160 sez. M1 – ud. 24-09-2013
-3-

controricorso.

3.1. — La censura sub a) è fondata, essendo stata la riduzione
dell’importo del credito chirografario disposta in difetto di
impugnazione.
La censura sub b) è inammissibile. L’ulteriore documentazione
invocata dal ricorrente, infatti, non è allegata al ricorso né

6, e 369, n. 4, c.p.c., né comunque è descritta con sufficiente specificità
quanto al suo contenuto.
La censura sub e) è inammissibili perché il Tribunale ha escluso
il maggior credito per difetto di prova, e la parcella vistata dall’ordine
professionale non costituisce prova dello svolgimento delle prestazioni
ivi indicate; dunque la censura non attinge la rei/io decidendi.
La censura sub d) è inammissibile perché rilevante semmai sul
piano del merito, non della legittimità.
La censura sub e) è inammissibile per novità, dato che la
prededuzione non era stata richiesta in sede di opposizione.>>;
che detta relazione è stata comunicata al PM e notificata agli
avvocati delle parti costituite;
che non sono state presentate conclusioni o memorie;
CONSIDERATO
Che il Collegio condivide quanto osservato nella relazione;
che pertanto il ricorso va accolto nei sensi indicati nella MteAnmsta,
relazione

sopra nportat

e il decreto impugnato va

corrispondentemente cassato;
che, non essendo necessari ulteriori accertamenti di fatto, la
causa può essere decisa nel merito con il parziale accoglimento
dell’opposizione nei termini di seguito indicati in dispositivo;

Ric. 2011 n. 26160 sez. M1 – ud. 24-09-2013
-4-

specificamente indicata nel medesimo, in violazione degli artt. 366, n.

che, in considerazione dell’esito della lite parzialmente
favorevole a entrambe le parti, vanno compensate tra le medesime le
spese dell’intero giudizio, sia di merito che di legittimità;
P. Q.M.
La Corte accoglie il ricorso nei sensi di cui in motivazione, cassa

merito, ammette al passivo fallimentare, oltre alla somma già ammessa
in privilegio, la somma di € 62.400,00 in chirografo; dichiara
compensate tra le parti le spese dell’intero giudizio sia di merito che di
legittimità.
Così deciso in Roma nella camera di consiglio del 24 settembre
2013

il decreto impugnato in relazione alla censura accolta e, decidendo nel

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA