Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 19105 del 18/07/2018


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Civile Ord. Sez. 6 Num. 19105 Anno 2018
Presidente: FRASCA RAFFAELE
Relatore: RUBINO LINA

ORDINANZA
sul ricorso 29263-2017 proposto da:
OCCHINO SANTINA, elettivamente domiciliato in ROMA
piazza Cavour presso la Cancelleria della Corte di Cassazione,
rappresentato e difeso dall’avvocato DIEGO BUSACCA;

– ricorrente contro
MARCHESE MARIO;

– intimato avverso la sentenza n. 1614/2017 del TRIBUNALE di MESSINA,
depositata il 08/06/2017;
udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non
partecipata del 11/04/2018 dal Consigliere Dott. LINA RUBINO.

RAGIONI IN FATTO E IN DIRITTO DELLA
DECISIONE

Data pubblicazione: 18/07/2018

Occhino Santina propone due motivi di ricorso per cassazione
avverso la sentenza del Tribunale di Messina in unico grado n.
1614 del 2017, depositata 1’8.6.2017, non notificata, nei confronti
di Marchese Mario.

Il ricorso è stato avviato alla trattazione in camera di consiglio, in
applicazione degli artt. 376, 380 bis e 375 cod. proc. civ., su
proposta del relatore, in quanto ritenuto manifestamente fondato.
Il Collegio, all’esito della camera di consiglio, ritiene di
condividere la soluzione proposta dal relatore
Questa la vicenda, per quanto qui interessa :
-la Occhino provvedeva a notificare al marito sig. Marchese il
verbale di separazione consensuale omologato, e poi il decreto di
revisione dell’assegno di mantenimento e il successivo decreto
presidenziale di parziale modifica delle condizioni economiche
della separazione emesso nel corso del procedimento di divorzio;
-a fronte del mancato adempimento del marito, gli notificava il
precetto, nel quale menzionava i titoli e la loro avvenuta notifica;
-il Marchese proponeva opposizione a precetto, deducendo che
il precetto non conteneva l’indicazione della data in cui era
avvenuta la notificazione dei titoli;
-il Tribunale di Messina accoglieva l’opposizione agli atti
esecutivi, rilevando che la copia notificata dell’atto di precetto era
priva della indicazione della data di notifica dei titoli esecutivi e
quindi nulla per violazione dell’art. 480 c.p.c., nullità non sanata
con il raggiungimento dello scopo, in quanto lo scopo sarebbe

Ric. 2017 n. 29263 sez. M3 – ud. 11-04-2018
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L’intimato non ha svolto attività difensiva in questa sede.

t

stato il pagamento della somma precettata, e non la proposizione
della opposizione, proposta proprio per far rilevare la nullità
stessa.
Con il primo motivo di ricorso, la signora Occhino denuncia

esecutivi erano stati regolarmente notificati, prima della notifica
del precetto, e la proposizione dell’opposizione ex art. 617 era
idonea a produrre l’effetto di sanatoria per il raggiungimento dello
scopo. Richiama Cass. n. 25900 del 2016 e sostiene che, in questo
caso, la stessa proposizione dell’opposizione a precetto consente di
ricostruire che, benché esistesse il vizio formale della mancata
indicazione nella copia notificata del precetto della data di notifica
dei titoli, la notifica precedente fosse avvenuta, e non era stata
minimamente messa in discussione, e pertanto che lo scopo di dare
al debitore la possibilità di pagare spontaneamente dopo la notifica
del titolo era stato comunque raggiunto, come pure era stata data
conoscenza al debitore della volontà del creditore di procedere ad
esecuzione forzata.
Il motivo è fondato.
Come già affermato da Cass. n. 25900 del 2016, “La disciplina
dell’opposizione agli atti esecutivi deve essere coordinata con le
regole generali in tema di sanatoria degli atti nulli, sicchè con
l’opposizione ai sensi dell’art. 617 c.p.c. non possono farsi valere
vizi, quali la nullità della notificazione del titolo esecutivo e del
precetto, quando sanati per raggiungimento dello scopo ex art.
156, ultimo comma, c.p.c., in virtù della proposizione

Ric. 2017 n. 29263 sez. M3 – ud. 11-04-2018
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la violazione dell’art. 156 ult. comma c.p.c. in quanto i titoli

dell’opposizione da parte del debitore, quella al precetto in
particolare costituendo prova evidente del conseguimento della
finalità di invitare il medesimo ad adempiere, rendendolo edotto
del proposito del creditore di procedere ad esecuzione forzata in

comma 2, c.p.c., attinente alla diversa ipotesi in cui il vizio della
notificazione, per la sua gravità, si traduce nella inesistenza della
medesima, così come la circostanza che, per effetto della nullità
della notificazione, possa al debitore attribuirsi un termine
inferiore a quello minimo di dieci giorni previsto dall’art. 480
c. p. c.”.
L’applicabilità del principio della sanatoria per il raggiungimento
dello scopo grazie alla proposizione della opposizione a precetto è
stato\ ammesso, da questa Corte fin da Cass. n. 700 del 1971,
secondo la quale l’opposizione al precetto, ex art 617 cod proc civ,
sana la nullità del precetto stesso, derivante dalla mancata
indicazione della data di notificazione del titolo esecutivo in virtù
del principio di ordine generale, sancito dall’art 156 cod proc civ,
secondo il quale la nullità non può essere pronunciata se l’atto ha
raggiunto lo scopo cui era destinato (nella fattispecie, la sussistenza
della nullita del precetto era stata anche esclusa, giacche nel
contesto del precetto risultava individuato il titolo, sentenza
esecutiva regolarmente notificata, in base al quale si era proceduto
alla esecuzione).

Ric. 2017 n. 29263 sez. M3 – ud. 11-04-2018

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suo danno. Né, in contrario, vale invocare il disposto dell’art. 617,

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Si aggiunga che l’opponente non lamenta neppure di aver
subito un particolare pregiudizio, a seguito della irregolarità
formale dell’atto, ed in particolare di aver riportato un pregiudizio

avrebbe potuto, in ipotesi, essere quello di non poter disporre di
un congruo termine per adempiere, tra la notifica del precetto e
l’inizio dell’opposizione. Nel caso in esame, infatti, il debitore ha
ricevuto la notifica dei titoli (perché non lo contesta)
precedentemente al precetto.
Si è già in passato più volte affermato che l’omessa o inesatta
indicazione nell’atto di precetto della data di notifica del titolo
esecutivo giudiziale non importa la nullità dello stesso precetto, se
da questo risultino altri elementi idonei a far individuare senza
incertezze la sentenza in forza della quale si intende procedere
esecutivamente (Cass. n. 8506 del 1991 e Cass. n. 3321 del 1992).
Può di conseguenza affermarsi che la presenza di irregolarità
formali nel precetto può ritenersi sanata per il raggiungimento
dello scopo a seguito della proposizione dell’opposizione agli atti
esecutivi in tutti i casi in cui l’opposizione stessa si limiti a
lamentare l’esistenza della irregolarità formale in sè, senza
lamentare alcun pregiudizio ai suoi diritti, tutelati dal regolare
svolgimento della procedura esecutiva, conseguente alla
irregolarità stessa (nel caso di specie, l’opponente lamentava
esclusivamente la mancata indicazione sul precetto della data di

Ric. 2017 n. 29263 sez. M3 – ud. 11-04-2018
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non sanabile a mezzo della proposizione dell’opposizione, quale

precedente notifica dei titoli esecutivi, senza contestare che la
precedente notifica -fosse stata effettuata, e neppure di averla
ricevuta, e quindi di essere stato messo in condizione di adempiere
spontaneamente prima ancora della notifica del precetto, né di

inadempiente, con la notifica del precetto, e messo in condizione
di adempiere nel termine indicato nel precetto stesso, evitando
l’esecuzione forzata).
Il secondo motivo formalmente denuncia la violazione dell’art.

91 c.p.c. ma in realtà non lamenta la violazione del principio della
soccombenza ma l’esito a sé negativo della causa, in conseguenza
del quale – ed in corretta applicazione del principio della
soccombenza – è stata condannata a pagare. Esso è comunque
assorbito dall’accoglimento del primo.
Il primo motivo di ricorso va dunque accolto, assorbito il
successivo, e la sentenza impugnata deve essere cassata con rinvio
al Tribunale di Messina in diversa composizione, che deciderà
anche sulle spese del presente giudizio.

P.Q.M.
La Corte accoglie il primo motivo di ricorso, assorbito il secondo.
Cassa la sentenza impugnata e rinvia anche per le spese al
Tribunale di Messina in diversa composizione.
Così deciso nella camera di consiglio della Corte di cassazione 1’11
aprile 2018

ANCFI I FR4A

essere stato efficacemente richiamato alla sua posizione di parte

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