Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 19102 del 18/07/2018


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Civile Ord. Sez. 6 Num. 19102 Anno 2018
Presidente: FRASCA RAFFAELE
Relatore: RUBINO LINA

ORDINANZA
sul ricorso 7747-2017 proposto da:
INVITALIA – AGENZIA NAZIONALE PER
L’ATTRAZIONE DEGLI INVESTIMENTI E LO SVILUPPO
D’IMPRESA S.P.A. (già Sviluppo Italia S.P.A.)
C.F./P.I.05678721001, in persona dell’ Amministratore Delegato e
legale rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliata in
ROMA, PIAZZA DI PRISCILLA n.4, presso lo studio
dell’avvocato STEFANO COEN, che la rappresenta e difende;

– ricorrente contro
LITOFORME S.A.S. DI PESSOLANO ANGELO & C.,
EQUITALIA SERVIZI DI RISCOSSIONE S.P.A., EQUITALIA
POTENZA S.P.A., EQUITALIA BASILICATA S.P.A.;

Data pubblicazione: 18/07/2018

- intimati avverso l’ordinanza del TRIBUNALE di POTENZA, del
16/02/2017, emessa sul procedimento iscritto al n°96/2007 R.G.;
udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

RAGIONI IN FATTO E IN DIRITTO DELLA
DECISIONE
Invitalia s.p.a. propone ricorso straordinario per cassazione ex
art. 111 Cost., articolato in cinque motivi avverso il
provvedimento di estinzione per mancata comparizione delle parti
adottato dal Tribunale di Potenza al termine dell’udienza del
16.2.2017, nei confronti di Litoforme s.a.s e di Equitalia Servizi di
Riscossione s.p,.a.
Le intimate non hanno svolto attività difensiva in questa sede.
Il ricorso è stato avviato alla trattazione in camera di consiglio, in
applicazione degli artt. 376, 380 bis e 375 cod. proc. civ., su
proposta del relatore, in quanto

ritenuto manifestamente

inammissibile.
Il Collegio, all’esito della camera di consiglio, ritiene di
condividere la soluzione proposta dal relatore sebbene sulla base di
un percorso motivazionale differente rispetto a quello proposto
dal relatore (che all’interno della proposta, comunicata alle parti,
faceva riferimento a Cass. n. 14449 del 2016, il cui principio di
diritto così recita :”Tutti i provvedimenti del giudice
dell’esecuzione in tema di estinzione sono assoggettati
esclusivamente al reclamo nelle forme previste dall’art. 630,
Ric. 2017 n, 07747 sez. M3 – ud. 11-04-2018
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partecipata del 11/04/2018 dal Consigliere Dott. LINA RUBINO.

commi 2 e 3, c.p.c., a prescindere dal fatto che essi abbiano accolto
o respinto la relativa istanza proposta dal debitore, ovvero che il
giudice abbia omesso di pronunziarsi su di essa, restando pertanto
escluso che il debitore possa proporre opposizione all’esecuzione,

la verificazione della causa di estinzione, ovvero agli atti esecutivi,
ex art. 617 c.p.c., per contestare tanto il provvedimento del giudice
dell’esecuzione che abbia dichiarato l’ estinzione (ovvero abbia
omesso di farlo), quanto gli atti del processo esecutivo adottati
successivamente alla verificazione di una causa di estinzione non
dichiarata”.
Il provvedimento impugnato è stato adottato dal tribunale
collegiale adito in sede di reclamo avverso un provvedimento del
giudice dell’esecuzione, nell’ambito di una procedura esecutiva
immobiliare promossa da Sviluppo Italia s.p.a., oggi Invitalia
s.p.a., in danno della società debitrice Litoforme s.a.s., in cui
intervenivano varie società di riscossione confluite in Equitalia
Servizi di Riscossione s.p.a. Espone la ricorrente che il giudice
dell’esecuzione concedeva alla parte procedente termine per
produrre avviso ex art. 498 c.p.c., che veniva chiesto più volte un
nuovo termine per procedere alla notifica, che ad una nuova
richiesta il giudice dell’esecuzione rifiutava di concedere nuovo
termine e dichiarava l’estinzione del processo di esecuzione,
ordinando anche al conservatore di provvedere alla cancellazione
della trascrizione del pignoramento all’esito del passaggio in
giudicato della ordinanza di estinzione.

Ric. 2017 n. 07747 sez. M3 – ud. 11-04-2018
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ex art. 615 c.p.c., per far valere l’improseguibilità della stessa dopo

Invitalia s.p.a., creditore procedente, proponeva reclamo avverso
il provvedimento di estinzione, ma all’udienza fissata per la
discussione nessuno compariva e il giudice del reclamo dichiarava
l’estinzione del procedimento.

non aver altro strumento di tutela giurisdizionale, e che
l’ordinanza di estinzione sarebbe contraddittoria. Denuncia :
-la nullità dell’ordinanza per violazione o falsa applicazione
dell’art. 631 c.p.c.;
-la nullità dell’ordinanza per violazione o falsa applicazione
dell’art. 132 n. 4 c.p.c.;
-la nullità dell’ordinanza per violazione o falsa applicazione
dell’art.178 630, 737 e ss. c.p.c.;
-la nullità dell’ordinanza per violazione o falsa applicazione degli
artt. 630 e 130 disp. att. c.p.c. ;
– la nullità dell’ordinanza per violazione o falsa applicazione degli
artt. 154,498, 629 e 630 e 632 c.p.c.
Il ricorso è inammissibile.
Il Tribunale era stato adito quale giudice del reclamo ex art. 630
c.p.c., avverso il provvedimento del giudice dell’esecuzione che
aveva dichiarato l’estinzione della procedura esecutiva e disposto
anche la cancellazione del pignoramento (tra l’altro, era stato
investito a tono, atteso che contro il provvedimento del G.E. si
sarebbe dovuto proporre opposizione agli atti esecutivi,
trattandosi di estinzione c.d. atipica) i; il collegio, anziché limitarsi a
fissare una nuova udienza di comparizione in data da comunicarsi

Ric. 2017 n. 07747 sez. M3 – ud. 11-04-2018
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La ricorrente propone ricorso ex art. 111 Cost. sostenendo di

alle parti, in applicazione dell’art. 181, primo comma, c.p.c., aveva
dichiarato direttamente l’estinzione del procedimento (di
reclamo).
In tal modo, ha adottato un provvedimento che assume natura

Ne consegue che il rimedio impugnatorio proposto, il ricorso
straordinario per cassazione, è inammissibile, in quanto avverso
l’ordinanza con valore di sentenza definitoria del giudizio di
primo grado, il rimedio impugnatorio correttamente esperibile era
l’appello.
Nulla sulle spese, non avendo le intimate svolto attività
difensive in questa sede.
Il ricorso per cassazione è stato proposto in tempo posteriore al 30
gennaio 2013, e la ricorrente risulta soccombente, pertanto è
gravata dall’obbligo di versare un ulteriore importo a titolo di
contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso principale,
a norma del comma 1 bis dell’ art. 13, comma 1 quater del d.P.R.
n. 115 del 2002.

P.Q.M.
La Corte dichiara inammissibile il ricorso. Dà atto della
sussistenza dei presupposti per il versamento da parte della
ricorrente di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato
pari a quello dovuto per il ricorso principale.
Così deciso nella camera di consiglio della Corte di cassazione

di sentenza in senso sostanziale, per avere definito il giudizio.

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