Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 19099 del 01/08/2017


Clicca qui per richiedere la rimozione dei dati personali dalla sentenza

Cassazione civile, sez. lav., 01/08/2017, (ud. 29/03/2017, dep.01/08/2017),  n. 19099

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE LAVORO

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. MAMMONE Giovanni – Presidente –

Dott. D’ANTONIO Enrica – Consigliere –

Dott. BERRINO Umberto – Consigliere –

Dott. DORONZO Adriana – Consigliere –

Dott. RIVERSO Roberto – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 21094-2011 proposto da:

C.R., C.F. (OMISSIS), elettivamente domiciliata in ROMA,

VIA FILIPPO DE GRENET 145 PALAZZO D/1 scala B, presso lo studio

dell’avvocato MICHELE DE CILLIS, rappresentata e difesa

dall’avvocato ENRICO AMBROGIO, giusta delega in atti;

– ricorrente –

contro

– I.N.A.I.L – ISTITUTO NAZIONALE PER L’ASSICURAZIONE CONTRO GLI

INFORTUNI SUL LAVORO C.F. (OMISSIS), in persona del legale

rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliato in ROMA, VIA

IV NOVEMBRE 144, presso lo studio degli avvocati LUCIANA ROMEO,

LUCIA PUGLISI che lo rappresentano e difendono, giusta delega in

atti;

– I.N.P.S. – ISTITUTO NAZIONALE PREVIDENZA SOCIALE C.F. (OMISSIS), in

persona del Presidente e legale rappresentante pro tempore,

elettivamente domiciliato in ROMA, VIA CESARE BECCARIA 29, presso

l’Avvocatura Centrale dell’Istituto, rappresentato e difeso

dall’Avvocato LUIGI CALIULO, SERGIO PREDEN, GIUSEPPINA GIANNICO,

ANTONELLA PATTERI, giusta delega in atti;

– controricorrenti –

nonchè contro

MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE C.F. (OMISSIS);

– intimato –

avverso la sentenza n. 141/2011 della CORTE D’APPELLO di CATANZARO,

depositata il 22/02/2011 R.G.N. 2149/2008.

Fatto

RITENUTO IN FATTO

che C.R., vedova di M.F., titolare in vita di pensione di vecchiaia e di rendita INAIL da malattia professionale, chiedeva il trattamento di reversibilità in relazione ad entrambe le prestazioni e conveniva in giudizio INPS, Ministero Economia e Finanza e INAIL;

che accolta la domanda e proposto appello da INAIL, INPS e MEF, la Corte d’Appello di Catanzaro (sentenza 15.06.11) accoglieva tutte le impugnazioni, dichiarando inammissibili le domande proposte contro INAIL ed INPS e carente di legittimazione passiva il MEF;

che l’inammissibilità derivava per la prestazione di competenza dell’INAIL, da intervenuta decadenza, in quanto la reversibilità non era stata richiesta nel termine di 90 gg. previsto dal D.P.R. n. 1124, art. 122, (decorrente dalla comunicazione con cui l’Istituto aveva notiziato l’interessata della facoltà di proporre la domanda); per quanto concerne concerne la prestazione di pertinenza dell’INPS, da mancanza di interesse, in quanto l’Istituto aveva liquidato la pensione di reversibilità ed aveva provato di aver corrisposto la relativa prestazione; per il MEF, per mancanza di qualsiasi competenza in materia;

che contro la sentenza propone ricorso per cassazione C. sostenendo la violazione del TU n. 1124 del 1965, artt. 85 e 122, per come modificato dalla sentenza della Corte Cost. n. 14/1994 ed il vizio di motivazione;

che INAIL ed INPS resistono con controricorso.

Diritto

CONSIDERATO IN DIRITTO

che il ricorso è infondato atteso che, per quanto riguarda la rendita ai superstiti erogata dall’INAIL, la decisione circa la maturazione della decadenza si fonda, da una parte, sulla corretta applicazione della normativa in materia (art. 122. cit.) e della sentenza della Corte Cost. n. 14/1994 (in punto ad individuazione del dies a quo dalla comunicazione INAIL agli eredi); e dall’altra parte, sul corretto accertamento in fatto della mancanza di prova che la domanda proveniente dal patronato fosse stata spedita o consegnata e ricevuta nei termini all’INAIL.

che del pari infondata è la censura che si appunta contro la dichiarazione di inammissibilità della domanda proposta nei confronti dell’INPS, in seguito alla liquidazione ed al pagamento della prestazione, atteso che il dispositivo della sentenza d’appello va inteso alla luce ed in combinato con la motivazione dalla quale si evince proprio che la stessa pronuncia di inammissibilità fosse conseguente alla sopravvenuta cessazione della materia del contendere, non certo all’infondatezza della domanda nel merito, come si paventa nel ricorso;

che le affermazioni contenute della sentenza impugnata sono pertanto conformi a diritto essendo scevre da vizi logici e giuridici e pertanto si sottraggono a tutte le censure contenute in ricorso;

che il ricorso deve essere quindi respinto, con compensazione delle spese processuali considerata l’alternanza dei giudizi di merito e la peculiarità dei fatti di causa.

PQM

 

La Corte rigetta il ricorso e compensa le spese processuali.

Così deciso in Roma, nella Adunanza Camerale, il 29 marzo 2017.

Depositato in Cancelleria il 1 agosto 2017

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA