Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 19056 del 16/07/2019

Cassazione civile sez. VI, 16/07/2019, (ud. 09/04/2019, dep. 16/07/2019), n.19056

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 1

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. DI VIRGILIO Rosa Maria – Presidente –

Dott. BISOGNI Giacinto – Consigliere –

Dott. VALITUTTO Antonio – rel. Consigliere –

Dott. MERCOLINO Guido – Consigliere –

Dott. PAZZI Alberto – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 26254-2018 proposto da:

J.S., elettivamente domiciliato in ROMA, PIAZZA CAVOUR presso

la CANCELLERIA della CORTE di CASSAZIONE, rappresentato e difeso

dall’avvocato MARCO ESPOSITO;

– ricorrente –

contro

MINISTERO DELL’INTERNO (OMISSIS), in persona del Ministro pro

tempore, elettivamente domiciliato in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12,

presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che lo rappresenta e

difende ope legis;

– resistente –

contro

PROCURATORE della REPUBBLICA presso il TRIBUNALE di MILANO;

– intimato –

avverso il decreto n. 54546/2017 del TRIBUNALE di MILANO, depositato

il 26/07/2018;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata del 09/04/2019 dal Consigliere Relatore Dott. VALITUTTI

ANTONIO.

Fatto

RILEVATO

che:

con ricorso al Tribunale di Milano J.S. chiedeva il riconoscimento della protezione internazionale, denegata al medesimo dalla Commissione territoriale di Milano, e che, con decreto n. 3967/2018, depositato il 26 luglio 2018, l’adito Tribunale rigettava il ricorso;

per la cassazione di tale sentenza ha, quindi, proposto ricorso J.S. nei confronti del Ministero dell’interno, affidato ad un solo motivo, e che l’intimato non ha svolto attività difensiva;

Diritto

CONSIDERATO

che:

con l’unico motivo di ricorso, il ricorrente denuncia la violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n. 25 del 2008, art. 8, del D.Lgs. n. 251 del 2007, art. 14, lett. c) ed il vizio di motivazione, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, lamentando che il Tribunale non abbia concesso al medesimo nè la protezione sussidiaria del D.Lgs. n. 251 del 2007, ex art. 14, lett. c), nè quella umanitaria;

Considerato che:

a norma del D.Lgs. n. 251 del 2007, art. 14, lett. c), la nozione di violenza indiscriminata in situazioni di conflitto armato, interno o internazionale, va rappresentata dal ricorrente come minaccia grave e individuale alla sua vita, sia pure in rapporto alla situazione generale del paese di origine, ed H relativo accertamento costituisce apprezzamento di fatto di esclusiva competenza del giudice di merito non censurabile in sede di legittimità (Cass., 12/12/2018, n. 32064); nel caso concreto, il Tribunale ha accertato – mediante il ricorso a fonti internazionali aggiornate – la insussistenza di una situazione di violenza indiscriminata nel Gambia, Paese di provenienza del ricorrente – la cui narrazione è stata ritenuta, peraltro, inattendibile-ed il mezzo, oltre che generico, ripropone questioni di merito;

Ritenuto che:

ai fini del riconoscimento della protezione umanitaria – secondo la disciplina previgente, applicabile ratione temporis (Cass. 4890/2019) – la attendibilità della narrazione dei fatti che hanno indotto lo straniero a lasciare il proprio Paese svolga un ruolo rilevante, atteso che ai fini di valutare se il richiedente abbia subito nel paese d’origine una effettiva e significativa compromissione dei diritti fondamentali inviolabili, pur partendo dalla situazione oggettiva del paese d’origine, questa deve essere necessariamente correlata alla condizione personale che ha determinato la ragione della partenza, secondo le allegazioni del richiedente (Cass. 4455/2018), la cui attendibilità soltanto consente l’attivazione dei poteri officiosi;

tali situazione è stato esclusa, nel caso di specie, essendosi la narrazione dei fatti che avevano indotto lo straniero ad abbandonare il proprio Paese rivelata – e la valutazione in ordine alla credibilità del racconto del cittadino straniero costituisce, invero, un apprezzamento di fatto rimesso al giudice del merito (Cass., 05/02/2019, n. 3340) – del tutto inattendibile, in quanto generica ed inverosimile;

Ritenuto che:

per tutte le ragioni esposte, il ricorso debba essere, pertanto, dichiarato inammissibile, senza alcuna statuizione sulle spese, attesa la mancata costituzione dell’intimato.

essendo stata la parte ammessa al gratuito patrocinio non si applichi

il D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater.

P.Q.M.

Dichiara inammissibile il ricorso.

Così deciso in Roma, il 09 aprile 2019.

Depositato in Cancelleria il 16 luglio 2019

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