Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 19053 del 14/09/2020

Cassazione civile sez. VI, 14/09/2020, (ud. 10/06/2020, dep. 14/09/2020), n.19053

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE T

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. MOCCI Mauro – Presidente –

Dott. CONTI Roberto Giovanni – rel. Consigliere –

Dott. CAPRIOLI Maura – Consigliere –

Dott. LA TORRE Maria Enza – Consigliere –

Dott. D’AQUINO Filippo – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 3047-2019 proposto da:

AGENZIA DELLE ENTRATE (OMISSIS), in persona del Direttore pro

tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12,

presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che la rappresenta e

difende ope legis;

– ricorrente –

contro

M.M.;

– intimato –

avverso la sentenza n. 5514/5/2018 della COMMISSIOEN TRIBTUARIA

REGIONALE della CAMPANIA SEZIONE DISTACCATA di SALERNO, depositata

il 08/06/2018;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata el 10/06/2020 dal Consigliere Relatore Dott. CONTI

ROBERTO GIOVANNI.

 

Fatto

FATTI E RAGIONI DELLA DECISIONE

La CTR Campania, con la sentenza indicata in epigrafe, accoglieva l’appello di M.M. annullando la sentenza resa dalla CTP Salerno che aveva annullato l’avviso di accertamento emesso per la ripresa di IRPEF relativa all’anno 2008. La CTR rilevava che nell’ambito del giudizio in cui si controverteva del reddito di partecipazione del socio sulla base di un previo accertamento nei confronti della società di persona era obbligatorio il litisconsorzio fra società e soci, salvo che si discutesse di questioni personali dei soci.

Sulla base di tali considerazioni il giudice di appello, ritenendo di “uniformarsi in subiecta materia ai precedenti già resi dalla CTR, prodotti in giudizio dall’appellante e noti alla controparte” annullava l’accertamento.

Avverso tale pronunzia ha proposto ricorso per cassazione l’Agenzia delle entrate, affidata ad un unico motivo.

La parte intimata non si è costituita.

Premesso che il ricorso è tempestivo operando la sospensione dei termini di cui al D.L. n. 119 del 2018, art. 6, comma 11, conv. nella L. n. 136 del 2018, la ricorrente deduce la violazione del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 14 e art. 59, comma 1, lett. b). La CTR pur rilevando la disintegrità del contraddittorio fra socio e società di persona e l’erroneità della decisione del giudice di primo grado avrebbe poi annullato nel merito l’accertamento senza disporre la restituzione del procedimento al giudice di primo grado.

La censura è fondata.

La CTR, pur evidenziando che rispetto al contenzioso promosso dal socio contro l’avviso di accertamento relativo al reddito di partecipazione acclarato nei confronti della Trading Advisor sas di M.M. il giudice di primo grado avrebbe dovuto disporre l’integrazione del contraddittorio alla stregua dei principi più volte espressi da questa Corte-richiamando la fondamentale Cass. S.U. n. 14815/2008- ha poi deciso la causa nel merito annullando l’accertamento reso nei confronti del socio, senza considerare che l’unitarietà dell’accertamento che è alla base della rettifica delle dichiarazioni dei redditi delle società di persone e delle associazioni di cui al D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, art. 5 e dei soci delle stesse e la conseguente automatica imputazione dei redditi a ciascun socio, proporzionalmente alla quota di partecipazione agli utili ed indipendentemente dalla percezione degli stessi, comporta che il ricorso tributario proposto, anche avverso un solo avviso di rettifica, da uno dei soci o dalla società riguarda inscindibilmente sia la società che tutti i soci – salvo il caso in cui questi prospettino questioni personali -, sicchè tutti questi soggetti devono essere parte dello stesso procedimento e la controversia non può essere decisa limitatamente ad alcuni soltanto di essi. Il giudice di appello, per converso, avrebbe dovuto rilevare che il ricorso proposto da uno soltanto dei soggetti interessati imponeva l’integrazione del contraddittorio ai sensi del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 14 risultando il giudizio celebrato senza la partecipazione di tutti i litisconsorzi necessari affetto da nullità assoluta, rilevabile in ogni stato e grado del procedimento, anche di ufficio.

Sulla base dei principi espressi dalle Sezioni Unite di questa Corte nella ricordata sentenza n. 14815/2008, va quindi dichiarata la nullità dell’intero giudizio disponendo la restituzione degli atti alla CTR Salerno perchè disponga l’integrazione del contraddittorio, compensandole spese processuali relative all’intero giudizio.

P.Q.M.

Dichiara la nullità dell’intero giudizio, disponendo la trasmissione degli atti alla CTP di Salerno affinchè il giudice di primo grado disponga l’integrazione del contraddittorio nei confronti della società Trading Advisor sas di M.M. e degli altri soci.

Compensa le spese dell’intero giudizio.

Così deciso in Roma, il 10 giugno 2020.

Depositato in cancelleria il 14 settembre 2020

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