Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 19052 del 14/09/2020

Cassazione civile sez. VI, 14/09/2020, (ud. 10/06/2020, dep. 14/09/2020), n.19052

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE T

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. MOCCI Mauro – Presidente –

Dott. CONTI Roberto Giovanni – rel. Consigliere –

Dott. CAPRIOLI Maura – Consigliere –

Dott. LA TORRE Maria Enza – Consigliere –

Dott. D’AQUINO Filippo – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 3027-2019 proposto da:

AGENZIA DELLE ENTRATE (OMISSIS), in persona del Direttore pro

tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12,

presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che la rappresenta e

difende ope legis;

– ricorrente –

contro

A.T.;

– intimato –

avverso la sentenza n. 2998/122018 della COMMISSIONE TRIBUTARIA

REGIONALE della SICILIA, depositata il 16/08/2018;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata del 10/06/2020 dal Consigliere Relatore Dott. CONTI

ROBERTO GIOVANNI.

 

Fatto

FATTI E RAGIONI DELLA DECISIONE

La CTR Sicilia, decidendo l’appello proposto da A.T. avverso la decisione di primo grado che aveva ritenuto legittimo l’accertamento relativo alla ripresa a tassazione di redditi di partecipazione del suddetto in qualità di socio della s.n.c. Ristorante pizzeria da T., riteneva fondata l’impugnazione in relazione all’intervenuta adesione al condono operato dalla s.n.c. in altro giudizio definito con la cessazione della materia del contendere, considerando che “la definizione della lite da parte della società…si riflette sul reddito di partecipazione del socio(Cass. 2013 n. 2923)”.

L’Agenzia delle entrate ha proposto ricorso per cassazione affidato ad un motivo al quale la parte intimata non ha resistito.

La ricorrente deduce la violazione del D.L. n. 97 del 2011, art. 39, in relazione all’art. 102 c.p.c.. La CTR avrebbe errato nel ritenere che la definizione della lite da parte della società di persone si riflette sul contenzioso promosso dal socio eliminando la pretesa avanzata dall’ufficio.

La censura è fondata.

Ed invero, la giurisprudenza di questa Corte ha chiarito che “in tema di condono fiscale, la presentazione di dichiarazione integrativa da parte di una società di persone non comporta, nel confronti del soci, preclusioni all’accertamento dei redditi di partecipazione da loro percepiti, in quanto la formulazione della domanda di tale beneficio costituisce l’esercizio di un diritto del contribuenti, lasciato al libero e personale apprezzamento di ciascuno di essi, conseguendone, pertanto, l’irrilevanza, ai fini IRPEF, del condono fruito dalla società rispetto al soci che abbiano scelto di non avvalersene ed il diritto – dovere dell’amministrazione di procedere ad accertamento nei loro confronti” -cfr. Cass. 7134/2014, Cass. 25468/2015, Cass. nn. 9419/2014; Cass. n. 21762/2015, Cass. n. 12214/2010; Cass. 7134/2014; Cass. n. 757/2002, n. 4281/2001, n. 14392/2001, n. 13186/2000, n. 8597/2006, Cass.n. 23544/2019- pur in relazione ad ipotesi condoniali diverse da quella qui in esame- D.L. n. 98 del 2011, art. 39, ma assimilabili a quella anzidetta quanto agli effetti della definizione agevolata, come ha mostrato del resto di ritenere Cass. n. 20507/2017 proprio in relazione all’ipotesi di condono regolato da tale ultima disposizione -.

Deve quindi concludersi nel senso che la presentazione della dichiarazione integrativa da parte della società di persona non comporta nei confronti dei soci preclusioni rispetto all’accertamento dei redditi di partecipazione da loro percepiti-cfr. Cass. n. 11601/2016, Cass. n. 25468/2015-.

A tali principi non si è affatto attenuto il giudice di merito che ha ritenuto la definizione della lite alla quale aveva aderito la società in nome collettivo ai sensi del D.L. n. 98 del 2011, art. 39 idonea ad riflettere i propri effetti sul reddito di partecipazione contestato in via autonoma al socio dall’Ufficio.

Sulla base di tali considerazioni, in accoglimento del ricorso, la sentenza impugnata va cassata, con rinvio ad altra sezione della CTR Sicilia anche per la liquidazione delle spese del giudizio di legittimità.

P.Q.M.

Accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia ad altra sezione della CTR Sicilia anche per la liquidazione delle spese del giudizio di legittimità.

Così deciso in Roma, il 10 giugno 2020.

Depositato in cancelleria il 14 settembre 2020

 

 

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