Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 19050 del 28/09/2016


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Cassazione civile sez. VI, 28/09/2016, (ud. 14/04/2016, dep. 28/09/2016), n.19050

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 3

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. ARMANO Uliana – Presidente –

Dott. FRASCA Raffaele – rel. Consigliere –

Dott. SESTINI Danilo – Consigliere –

Dott. SCRIMA Antonietta – Consigliere –

Dott. CIRILLO Francesco Maria – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul regolamento di competenza d’ufficio proposto dal Tribunale di

Foggia Sezione Distaccata di Cerignola con ordinanza n. RG. 362/2013

depositata il 16/06/2015, nel procedimento pendente tra:

M.M.;

KELIA DI ARGENTINO DAR;

sulle conclusioni scritte del P.G. in persona del Dott. GIOVANNI

GIACALONE che chiede che codesta S.C., in Camera di consiglio,

dichiari la competenza del Giudice di Pace di Cerignola in ordine

alla causa di opposizione al decreto ingiuntivo ed emetta le

pronunzie conseguenti per legge;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio del

14/04/2016 dal Consigliere Relatore Dott. RAFFAELE FRASCA.

Fatto

RITENUTO IN FATTO

quanto segue:

p.1. Il Tribunale di Foggia, con ordinanza del 16 giugno 2015, ha proposto, ai sensi dell’art. 45 c.p.c., istanza di regolamento per conflitto di competenza in relazione al giudizio davanti ad esso riassunto a seguito di un’ordinanza, declinatoria della competenza, emessa dal Giudice di Pace di Cerignola, il quale investito nel (OMISSIS) da M.M. di una opposizione al decreto ingiuntivo nei suoi riguardi ottenuto da A.D.A.R., nella qualità di titolare della ditta Kelia di A. D.A.R., con ordinanza del 7 gennaio 2013 dichiarava la propria incompetenza su tutta la controversia, in ragione dell’esorbitanza della sua competenza per valore ai sensi dell’art. 7 c.p.c., comma 1, della domanda riconvenzionale, che il M. aveva formulato con l’opposizione.

p.2. Il Tribunale ha sollevato il conflitto riguardo ala rimessione della causa di opposizione al decreto ingiuntivo, adducendo che il Giudice di Pace, stante la sussistenza della sua competenza funzionale ed inderogabile su di essa, avrebbe potuto rimettergli soltanto la causa inerente alla domanda riconvenzionale. Ha, pertanto, disposto la separazione di tale domanda e la prosecuzione del giudizio su di essa ed ha elevato il conflitto sulla causa di opposizione al decreto.

p.3. Nessuna delle parti ha svolto attività difensiva.

p.4. Prestandosi il ricorso alla trattazione con il rito di cui all’art. 380-ter c.p.c., è stata fatta richiesta al Pubblico Ministero presso la Corte di formulare le sue conclusioni ed all’esito del loro deposito è stata fissata l’adunanza della Corte.

Diritto

CONSIDERATO IN DIRITTO

quanto segue:

p.1. Il Pubblico Ministero ha concluso per l’accoglimento dell’istanza di regolamento di competenza d’ufficio, nella condivisione delle considerazioni su cui il Tribunale dauno l’ha fondata.

p.2. Il Collegio, pur dando atto che effettivamente il Giudice di Pace avrebbe dovuto trattenere la causa di opposizione al decreto ingiuntivo e rimettere al Tribunale ratione valoris solo la trattazione della domanda riconvenzionale, separandola da detta causa, rileva, tuttavia, che il conflitto di competenza è inammissibile, in quanto il Tribunale l’ha sollevato ben oltre il limite dell’udienza di cui all’art. 183 c.p.c., seguita alla riassunzione.

Tale udienza segnava il limite ultimo dell’esercizio del potere di cui all’art. 45 c.p.c., come affermato dalla consolidata giurisprudenza di questa Corte: si veda, ex multis, già Cass. (ord.) n. 11185 del 2008; da ultimo, Cass. (ord.) n. 23106 del 2015).

Il Tribunale, invece, come risulta dal fascicolo d’ufficio:

a) ha proceduto alla trattazione dopo la prima udienza del 25 novembre 2013 (fissata a seguito di differimento dell’udienza indicata nell’atto riassuntivo), nella quale il magistrato designato rimise il fascicolo ad un g.o.t. all’uopo designato, per quattro udienze disponendo rinvii in attesa dell’acquisizione da parte della cancelleria del fascicolo del giudice a quo 38dl svolto le seguenti considerazioni:

b) si è, quindi, riservato sulle richieste delle parti all’udienza del 20 febbraio 2015 e, quindi, con ordinanza del 6 marzo 2015, sciogliendo la riserva ha invitato le parti a precisare le conclusioni ritenendo fondata “l’eccezione di incompetenza funzionale sollevata dall’opposto”, che l’aveva prospettata con la comparsa di costituzione;

c) all’udienza del 10 aprile 2015 ha fatto precisare le conclusioni e rinviato per discussione orale ai sensi dell’art. 281-sexies c.p.c., all’udienza del 12 giugno 2015, nella quale si è riservato ed all’esito ha pronunciato l’ordinanza di elevazione del conflitto.

Siffatto svolgimento processuale, protrattosi per quasi due anni, evidenzia che il potere di conflitto non risulta esercitato nel limite temporale della prima udienza di trattazione, cioè già alla seconda udienza, in senso cronologico, cioè in quella del 13 dicembre 2013, nella quale la causa, chiamata davanti al g.o.t., venne trattata dovendo intendersi il rinvio per acquisizione del fascicolo del giudice di pace come trattazione del giudizio ed integrando, dunque, detta udienza l’udienza cui allude dell’art. 38, comma 3, come soglia del potere di rilevazione d’ufficio della incompetenza e, quindi, anche di quello di elevazione del conflitto.

In ogni caso, se si volessero intendere i successivi rinvii per il medesimo incombente come udienze in cui la trattazione non seguì e la causa rimase sempre nell’ambito dell’udienza di cui al detto terzo comma, si avrebbe che il potere di conflitto si precluse con la pronuncia dell’ordinanza di fissazione della precisazione delle conclusioni con l’indicata ordinanza riservata, atteso che essa determinò non solo la consumazione dell’udienza di cui all’art. 183, sotto il profilo dell’effettiva trattazione e soprattutto la trasmigrazione della controversia alla fase decisoria, e considerato che nemmeno in essa venne esercitato il potere di conflitto, ma si rilevò l’esistenza dell’eccezione dell’opposto, che era inammissibile, essendosi il potere delle parti di interloquire sulla competenza precluso a sensi dell’art. 44 c.p.c..

p.3. L’istanza di regolamento è, dunque, dichiarata inammissibile.

PQM

La Corte dichiara inammissibile il ricorso per regolamento di competenza d’ufficio.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Sezione Sesta Civile – 3, il 14 aprile 2016.

Depositato in Cancelleria il 28 settembre 2016

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