Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 19020 del 06/07/2021

Cassazione civile sez. trib., 06/07/2021, (ud. 26/05/2021, dep. 06/07/2021), n.19020

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. PERRINO Angelina M. – Presidente –

Dott. SUCCI Roberto – Consigliere –

Dott. PUTATURO DONATI VISCIDO DI NOCERA M.G. – Consigliere –

Dott. CASTORINA R. M. – rel. Consigliere –

Dott. CHIESI Gian A. – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso iscritto al n. 22716/2014 R.G. proposto da:

S.A.O. rappresentato e difeso dall’avv. Alberto

Marcheselli, dall’avv. Paolo Ponzio e dall’avv. Ignazio Sillitti con

domicilio eletto presso lo studio di quest’ultimo in Roma, Via

Cicerone, 28, giusta procura speciale a margine al ricorso;

– ricorrente –

contro

Equitalia Nord s.p.a. in persona del legale rappresentante,

rappresentata e difesa dall’avv. Maurizio Cimetti e dall’Avv.

Giuseppe Parente, elettivamente domiciliata in Roma, via Delle

Quattro Fontane, 163 presso lo studio dell’Avv. Sante Ricci, per

procura speciale in calce al controricorso.

– controricorrente –

avverso la sentenza della Commissione tributaria regionale del

Piemonte n. 111/12/13 depositata il 26.9.2013.

Udita la relazione svolta nella camera di consiglio del 26.5.2021 dal

Consigliere Dott.ssa Castorina Rosaria Maria.

 

Fatto

RITENUTO IN FATTO

S.A.O. impugnava un atto di pignoramento presso terzi mediante il quale era stato ordinato al suo datore di lavoro Rete Ferroviaria italiana – il pagamento diretto di un debito tributario derivante da 20 cartelle di pagamento non opposte, aventi ad oggetto sia tributi che crediti di natura non tributaria.

La Commissione Tributaria Provinciale di Alessandria accogliendo l’eccezione pregiudiziale svolta dall’agente della Riscossione dichiarava il proprio difetto di giurisdizione.

La Commissione Tributaria Regionale del Piemonte con sentenza n. 111/12/13 depositata il 26.9.2013, confermava la sentenza di primo grado.

Avverso la sentenza di appello il contribuente propone ricorso per Cassazione affidando il suo mezzo a quattro motivi, illustrati con memoria.

Equitalia Nord s.p.a. resiste con controricorso.

Diritto

RAGIONI DELLA DECISIONE

1.Con il primo e il secondo motivo il ricorrente deduce la violazione del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 2, in relazione al D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 62 e all’art. 360 c.p.c., comma 1, lett. l.

Lamenta che la CTR aveva erroneamente declinato la propria giurisdizione e aveva anche affermato un insussistente divieto di bis in idem sulle questioni preliminari attinenti la notifica degli atti impositivi proposte tanto al giudice ordinario che al giudice tributario.

Le censure, suscettibili di trattazione congiunta, sono fondate.

1.1. Recentemente le Sezioni Unite dei questa Corte, con la sentenza n. 7822/2020, hanno affermato che alla giurisdizione tributaria spetta la cognizione di ogni questione con cui si reagisce di fronte all’atto esecutivo adducendo fatti incidenti sulla pretesa tributaria che si assumano verificati e, dunque, rilevanti sul piano normativo, fino alla notificazione della cartella esattoriale o dell’intimazione di pagamento, se validamente avvenute, o fino al momento dell’atto esecutivo, qualora la notificazione sia mancata, sia avvenuta in modo inesistente o sia avvenuta in modo nullo; ciò, tanto se si tratti di fatti inerenti ai profili di forma e di contenuto degli atti in cui è espressa la pretesa, quanto se si tratti di fatti inerenti all’esistenza ed al modo di essere di tale pretesa in senso sostanziale, cioè di fatti costitutivi, modificativi od impeditivi di essa (con l’avvertenza, in questo secondo caso, che, se dedotta una situazione di nullità, mancanza, inesistenza di detta notifica, essa non si assuma rilevante ai fini della verificazione del fatto dedotto).

Alla giurisdizione ordinaria spetta, invece, la cognizione delle questioni inerenti alla forma e dunque alla legittimità formale dell’atto.

Alla giurisdizione ordinaria spetta, invece, la cognizione delle

questioni inerenti alla forma e dunque alla legittimità formale dell’atto esecutivo come tale, sia se esso fosse conseguito ad una valida notifica della cartella o dell’intimazione, non contestate come tali, sia se fosse conseguito in situazione di mancanza, inesistenza o nullità della notificazione di tali atti (non deducendosi come vizio dell’atto esecutivo tale situazione), nonchè dei fatti incidenti sulla pretesa sostanziale tributaria azionata in excutivis successivi al momento della valida notifica della cartella o dell’intimazione, o successivi nell’ipotesi di nullità, mancanza o inesistenza della detta notifica all’atto esecutivo che avesse assunto la funzione di mezzo di conoscenza della cartella o dell’intimazione.

La Corte ha altresì precisato che la tutela davanti alla giurisdizione tributaria è sempre iscrivibile nel modello di cui al D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 19.

Nella specie, come evincibile dal ricorso introduttivo, riprodotto in ossequio al principio di autosufficienza e come affermato dalla CTR, il ricorrente aveva dedotto la mancata notifica della cartelle di pagamento, sicchè deve affermarsi la giurisdizione del giudice tributario, con riferimento alle cartelle aventi ad oggetto crediti tributari.

2.1. La CTR ha osservato che il contribuente aveva formulato le eccezioni relative alle notifiche delle cartelle sia davanti al giudice tributario, che davanti il giudice ordinario davanti al quale aveva impugnato le cartelle contenenti crediti non tributari. In entrambi i giudizi aveva formulato le eccezioni relative alle notifiche.

Erroneamente la CTR ha ritenuto la carenza della giurisdizione tributaria in conseguenza dell’esistenza del giudizio ordinario.

La CTR ha equiparato i rapporti tra uffici diversi del medesimo organo giudiziario ai rapporti tra organi giudiziari diversi. Ed invero, l’istituto della litispendenza (consistente nella contemporanea pendenza di più processi relativi alla stessa causa) è deputato ad operare per l’ipotesi che tale contemporanea pendenza sia radicata presso uffici giudiziari diversi, ma pur sempre appartenenti al medesimo ordine giudiziario. In diversa ipotesi – e cioè di rapporto di ripartizione esterno alla medesima giurisdizione – il concorso tra i processi va risolto a mezzo di una pronuncia sulla giurisdizione e, in caso di decisioni contrastanti, con i rimedi che sono appositamente previsti per questa specifica ipotesi (art. 362 c.p.c.), e non con il rimedio valorizzato nella sentenza qui impugnata, il quale finirebbe per fare applicazione del criterio della prevenzione, inidoneo a identificare il giudice che sia effettivamente provvisto di giurisdizione per la adozione del provvedimento che si domanda (Cass. Sez. 5, Sentenza n. 16834 del 30/07/2007 e, in precedenza, Cass. 5243/1981 e Cass. n. 6764/1982).

Il ricorso deve essere, pertanto, accolto con assorbimento della trattazione del terzo e quarto motivo, formulati in subordine, con i quali si deduce l’omesso esame di un punto decisivo per il giudizio e la sentenza cassata, con affermazione della giurisdizione del giudice tributario con riferimento alle cartelle aventi ad oggetto crediti tributari e la rimessione della causa alla CTP di Alessandria, in diversa composizione, anche per le spese.

P.Q.M.

La Corte accoglie i primi due motivi di ricorso, assorbiti il terzo e il quarto, dichiara la giurisdizione del giudice tributario con riferimento alle cartelle aventi ad oggetto crediti tributari e rimette la causa alla CTP di Alessandria, in diversa composizione, anche per le spese.

Così deciso in Roma, nella Camera di Consiglio, il 26 maggio 2021.

Depositato in Cancelleria il 6 luglio 2021

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