Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 18945 del 17/07/2018


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Civile Sent. Sez. 5 Num. 18945 Anno 2018
Presidente: CRISTIANO MAGDA
Relatore: MONDINI ANTONIO

SENTENZA

sul ricorso 16577-2011 proposto da:
AGENZIA DELLE ENTRATE in persona del Direttore pro
tempore, elettivamente domiciliato in ROMA VIA DEI
PORTOGHESI 12, presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO
STATO, che lo rappresenta e difende;
– ricorrente contro

2018
932

MGB SRL;
– intimato –

avverso la sentenza n. 66/2010 della COMM.TRIB.REG. di
GENOVA, depositata il 28/04/2010;
udita la relazione della causa svolta nella pubblica

Data pubblicazione: 17/07/2018

udienza del 07/06/2018 dal Consigliere Dott. ANTONIO
MONDINI;
udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore
Generale Dott. STEFANO VISONA che ha concluso per
l’accoglimento del ricorso;
udito per il ricorrente l’Avvocato ROCCHITTA che ha

chiesto l’accoglimento.

Fatti di causa e ragioni della decisione
1. Con sentenza in data 28.4.2012, la commissione tributaria regionale della
Liguria, con la motivazione per cui la pronuncia di primo grado era stata resa
sulla base di esaustivo esame di ogni profilo della controversia e con un
discorso motivazionale “ampio ed esauriente” e “fondato su elementi di
legittimità e di merito e pertanto pienamente condivisibile”,

confermava tale

pronuncia, con la quale era stato totalmente annullato l’avviso di accertamento

M.G.B., per Irpeg ed Irap dell’anno 2003, rideterminate a seguito di recupero a
tassazione di costi relativi a “nolo già contabilizzato annotando il valore statico
delle bolle doganali” e di costi rinvenienti da operazioni realizzate con soggetti
domiciliati in Paesi a fiscalità privilegiata e non indicati in dichiarazione.
2. L’Agenzia delle Entrate ricorre per la cassazione della sentenza della
commissione regionale sulla base di tre motivi, con i quali lamenta:
2.1. in relazione all’art.360, comma 1, n.4, c.p.c., violazione dell’art.36 del
d.lgs. 546/1992, per essersi la commissione regionale limitata ad una
motivazione meramente apparente, costituita da apodittiche affermazioni di
condivisibilità della decisione di primo grado;
2.2. in relazione all’art. 360, comma 1, n.4, c.p.c., violazione o falsa
applicazione dell’art.112 c.p.c., per avere la commissione regionale confermato
la sentenza di primo grado senza pronunciare sul motivo di appello proposto da
essa ricorrente al fine di far valere l’errore in cui erano incorsi i giudici di primo
grado annullando per intero l’avviso ancorché la società contribuente, come gli
stessi giudici avevano evidenziato a pagina 2 della loro sentenza, si fosse
limitata a contestare il recupero a tassazione dei costi per operazioni condotte
con soggetti di Paesi a fiscalità privilegiata ed avesse invece detto di “non
avere contestazioni in merito”

al recupero dei costi per “nolo già

contabilizzato”;
2.3. in relazione all’art.360, comma 1, n. 3, c.p.c., la violazione e falsa
applicazione dell’art. 1, commi 302 e 303, L. 296/2006 e dell’art. 8, comma 3
bis., d.lgs. 471/1997, per non avere la commissione regionale tenuto ferme,
pur nella misura ridotta del 10% dei costi deducibili, giusta il disposto del
citato art.8, comma 3 bis, le sanzioni irrogate con l’avviso impugnato.

e di irrogazione di sanzioni, notificato dalla Agenzia delle Entrate alla srl

3. La parte intimata non ha svolto difese.
4. Il primo motivo di ricorso è fondato posto che la commissione tributaria
regionale della Liguria ha eluso l’art. 36, comma 2, n.4 del d.lgs 546/92, dando
una motivazione che si risolve in espressioni di condivisibilità e di conferma
della pronuncia di primo grado, dalle quali non emerge alcuna valutazione
critica della pronuncia stessa rispetto alle censure formulate dalla Agenzia
nell’atto di appello e relative sia alla incoerenza dell’annullamento totale

ai costi da operazioni con soggetti di Paesi a fiscalità agevolata sia alla errata
applicazione della normativa relativa a tali operazioni, contenuta nell’art.1,
commi 302 e 303, L. 296/2006.
5. Il primo motivo di ricorso va dunque accolto e, assorbiti gli altri, la sentenza
impugnata deve essere cassata con rinvio della causa alla commissione
tributaria regionale della Liguria, in diversa composizione, per nuovo esame
della fattispecie.
6. La commissione dovrà decidere delle spese anche del giudizio di legittimità.
PQM
la Corte accoglie il primo motivo di ricorso, dichiara assorbiti gli altri, cassa la
sentenza impugnata in relazione al motivo accolto e rinvia, anche per le spese,
alla commissione tributaria regionale della Liguria, in diversa composizione.
Così deciso in Roma, nella camera di consiglio del 7 giugn 2018

dell’avviso rispetto alla contestazione sollevata dalla contribuente solo riguardo

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