Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 1893 del 28/01/2020

Cassazione civile sez. VI, 28/01/2020, (ud. 25/09/2019, dep. 28/01/2020), n.1893

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE T

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. GRECO Antonio – Presidente –

Dott. ESPOSITO Antonio Francesco – rel. Consigliere –

Dott. LUCIOTTI Lucio – Consigliere –

Dott. CASTORINA Rosaria Maria – Consigliere –

Dott. DELL’ORFANO Antonella – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA F

sul ricorso 2754-2018 proposto da:

AGENZIA DELLE ENTRATE (OMISSIS), AGENZIA DELLE ENTRATE – RISCOSSIONE

13756881002, in persona dei Direttori pro tempore, elettivamente

domiciliate in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12, presso l’AVVOCATURA

GENERALE DELLO STATO, che le rappresenta e difende ope legis;

– ricorrenti –

contro

M.M.;

– intimato –

avverso la sentenza n. 3301/14/2017 della COMMISSIONE TRIBUTARIA

REGIONALE del LAZIO, depositata il 07/06/2017

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata del 25/09/2019 dal Consigliere Relatore Dott. ESPOSITO

ANTONIO FRANCESCO.

Fatto

RILEVATO

Che:

Con sentenza in data 7 giugno 2017 la Commissione tributaria regionale del Lazio confermava la decisione della Commissione tributaria provinciale di Roma che, in accoglimento del ricorso proposto da M.M., aveva annullato l’intimazione di pagamento notificata al contribuente oltre il termine di prescrizione decennale decorrente dalla notifica della sottesa cartella di pagamento. Riteneva la CTR che, nella specie, non operasse la sospensione della prescrizione prevista dalla L. n. 147 del 2013, art. 1, comma 623, in quanto tale disposizione legislativa trovava applicazione solo nel caso in cui le parti abbiano interesse a procedere alla sanatoria delle liti fiscali pendenti.

Avverso la suddetta sentenza, con atto dell’8 gennaio 2018, l’Agenzia delle entrate e l’Agenzia delle entrate-Riscossione hanno proposto ricorso per cassazione, affidato ad un motivo.

Il contribuente non ha svolto difese.

Sulla proposta del relatore ai sensi dell’art. 380-bis c.p.c. risulta regolarmente costituito il contraddittorio camerale.

Diritto

CONSIDERATO

Che:

1. Con unico mezzo le ricorrenti denunciano, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, violazione e/o falsa applicazione dalla L. n. 147 del 2013, art. 1, commi 618 e 623, per avere la CTR ritenuto prescritta la pretesa tributaria sottesa all’intimazione di pagamento impugnata sul presupposto che la sospensione della prescrizione trovasse applicazione solo qualora le parti abbiano interesse a procedere alla sanatoria delle liti fiscali pendenti.

Il ricorso è fondato.

La L. n. 147 del 2013, art. 1, comma 618, stabilisce che “Relativamente ai carichi inclusi in ruoli emessi da uffici statali, agenzie fiscali, regioni, province e comuni, affidati in riscossione fino al 31 ottobre 2013, i debitori possono estinguere il debito con il pagamento: a) di una somma pari all’intero importo originariamente iscritto a ruolo, ovvero a quello residuo, con esclusione degli interessi per ritardata iscrizione a ruolo previsti dal D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602, art. 20, e successive modificazioni, nonchè degli interessi di mora previsti dal medesimo D.P.R. n. 602 del 1973, art. 30, e successive modificazioni; b) delle somme dovute a titolo di remunerazione prevista dal D.Lgs. 13 aprile 1999, n. 112, art. 17, e successive modificazioni”.

Il successivo comma 623 prevede che “Per consentire il versamento delle somme dovute entro il 28 febbraio 2014 e la registrazione delle operazioni relative, la riscossione dei carichi di cui al comma 618 resta sospesa fino al 15 giugno 2014. Per il corrispondente periodo sono sospesi i termini di prescrizione”.

Orbene, dal tenore delle disposizioni legislative richiamate si evince che la sospensione della prescrizione concerne tutti i ruoli affidati in riscossione fino al 31 ottobre 2013, indipendentemente dalla richiesta del contribuente di aderire alla definizione agevolata delle liti fiscali pendenti. Ove il legislatore avesse voluto sospendere la prescrizione solo in tale ultima ipotesi lo avrebbe espressamente previsto.

Poichè è pacifico che il carico tributario è stato iscritto a ruolo il 27 ottobre 2003, la prescrizione è rimasta sospesa sino al 15 giugno 2014; essendo stata la cartella di pagamento notificata il 1 aprile 2004 e l’intimazione di pagamento notificata il 17 luglio 2014, la pretesa tributaria, contrariamente a quanto ritenuto dalla CTR nella decisione gravata, non risulta prescritta.

La sentenza impugnata va dunque cassata, con rinvio alla Commissione tributaria regionale del Lazio in diversa composizione, la quale provvederà anche in ordine alle spese del presente giudizio.

P.Q.M.

Accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia alla Commissione tributaria regionale del Lazio, in diversa composizione, cui demanda di provvedere anche sulle spese del giudizio di legittimità.

Così deciso in Roma, il 25 settembre 2019.

Depositato in Cancelleria il 28 gennaio 2020

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