Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 18915 del 15/07/2019

Cassazione civile sez. VI, 15/07/2019, (ud. 21/03/2019, dep. 15/07/2019), n.18915

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 3

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. FRASCA Raffaele – Presidente –

Dott. CIGNA Mario – Consigliere –

Dott. RUBINO Lina – rel. Consigliere –

Dott. IANNELLO Emilio – Consigliere –

Dott. GIANNITI Pasquale – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 10568-2018 proposto da:

AMERICAN DREAM INDUSTRIES SRL, in persona del legale rappresentante

pro tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, PIAZZA CAVOUR,

presso la CORTE DI CASSAZIONE, rappresentata e difesa dall’avvocato

ANTONIO NARDELLA;

– ricorrente –

contro

S.P., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA MONTEVIDEO 21,

presso lo studio dell’avvocato FERDINANDO DELLA CORTE, rappresentato

e difeso dall’avvocato FAUSTO MOSCATELLI;

– controricorrente –

avverso l’ordinanza della CORTE D’APPELLO di TORINO, depositata il

26/09/2017;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata del 21/03/2019 dal Consigliere Relatore Dott. RUBINO

LINA.

Fatto

RILEVATO

che:

1. American Dream Industries s.r.l. ha proposto ricorso per cassazione contro S.P., avverso la ordinanza n. 528 del 2017 della Corte d’Appello di Torino, comunicata via PEC il 26 settembre 2017, con la quale il giudice adito dichiarava inammissibile, ex art. 348 ter c.p.c., l’appello proposto dalla odierna ricorrente per non avere lo stesso possibilità di accoglimento.

2.11 S. resiste con controricorso illustrato da memoria.

3. Essendosi ravvisate le condizioni per la trattazione ai sensi dell’art. 380-bis c.p.c., nel testo modificato dal D.L. n. 168 del 2016, convertito, con modificazioni, dalla L. n. 197 del 2016, è stata formulata dal relatore designato proposta di definizione del ricorso con declaratoria di inammissibilità dello stesso. Il decreto di fissazione dell’udienza camerale e la proposta sono stati comunicati.

4.11 controricorrente ha depositato memoria.

Diritto

CONSIDERATO

che:

1. Il Collegio condivide le conclusioni contenute nella proposta del relatore nel senso della inammissibilità del ricorso per tardività.

2. Il ricorso è stato proposto avverso l’ordinanza di inammissibilità dell’appello, per vizi suoi propri di natura processuale; l’ordinanza ex art. 348 bis c.p.c. è stata comunicata al ricorrente tramite PEC il 26. 9.2017, mentre il ricorso è stato notificato solo in data 26 marzo 2018, ovvero ben oltre il termine di sessanta giorni dalla comunicazione o notificazione, se precedente, della ordinanza ex art. 348 bis c.p.c. fissato dall’art. 348 ter c.p.c. per proporre l’impugnazione (v. da ultimo Cass. n. 1 del 2019), ed è pertanto tardivo.

3. Ove pure l’esame del merito del ricorso non fosse precluso dalla sua tardività, lo stesso sarebbe comunque inammissibile: la ricorrente lamentava con il primo motivo che l’ordinanza non fosse succintamente motivata, ma che con essa fosse stato sostanzialmente compiuto il giudizio di merito di secondo grado senza consentire all’appellante di interloquire, con il secondo denunciava la carenza della legittimazione ad agire del S. Il primo motivo è del tutto generico, e oltretutto, inammissibilmente, la ricorrente non richiama il contenuto dei propri motivi di appello, il secondo motivo è inammissibile perchè il difetto di legittimazione attiva non è un vizio processuale proprio dell’ordinanza: il ricorso è stato in ogni caso quindi proposto contro l’ordinanza ai sensi dell’art. 348-bis c.p.c. al di fuori dei limiti indicati da Cass., Sez. Un. 1914 del 2016.

4. Il ricorso deve pertanto essere dichiarato inammissibile.

Le spese seguono la soccombenza e si liquidano come al dispositivo.

Il ricorso per cassazione è stato proposto in tempo posteriore al 30 gennaio 2013, e la ricorrente risulta soccombente, pertanto è gravata dall’obbligo di versare un ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso principale, a norma del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, commi 1 bis e 1 quater.

P.Q.M.

La Corte dichiara inammissibile il ricorso. Pone a carico della ricorrente le spese di giudizio sostenute dalla parte controricorrente, che liquida in complessivi Euro 5.000,00 oltre 200,00 per esborsi, oltre contributo spese generali ed accessori.

Dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento da parte del ricorrente di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso principale.

Così deciso in Roma, nella camera di consiglio della Corte di cassazione, il 21 marzo 2019.

Depositato in Cancelleria il 15 luglio 2019

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