Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 18898 del 26/09/2016


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Cassazione civile sez. VI, 26/09/2016, (ud. 28/06/2016, dep. 26/09/2016), n.18898

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE T

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. CIRILLO Ettore – Presidente –

Dott. CARACCIOLO Giuseppina – Consigliere –

Dott. NAPOLETANO Lucio – rel. Consigliere –

Dott. FEDERICO Guido – Consigliere –

Dott. VELLA Paolo – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 15367-2015 proposto da:

SO.GE.T. SPA, in persona del legale rappresentante pro tempore,

elettivamente domiciliata in ROMA, CORSO D’ITALIA 19, presso lo

studio dell’avvocato STUDI LEGALI RIUNITI, rappresentata e difesa

dall’avvocato SERGIO DELLA ROCCA giusta procura a margine del

ricorso;

– ricorrente –

contro

ALFA OMEGA IMMOBILIARE SRL;

– intimata –

avverso la sentenza n. 1355/07/2014 della COMMISSIONE TRIBUTARIA

REGIONALE di L’AQUILA SEZIONE DISTACCATA di PESCARA del 23/06/2014,

depositata il 05/12/2014;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

28/06/2016 dal Consigliere Relatore Dott. LUCIO NAPOLITANO.

Fatto

FATTO E DIRITTO

La Corte,

costituito il contraddittorio camerale sulla relazione prevista dall’art. 380 bis c.p.c., osserva quanto segue:

La CPR dell’Abruzzo – sezione staccata di Pescara – con sentenza n. 1355, depositata il 5 dicembre 2014, non notificata, respinse l’appello proposto dalla SO.GE.T. S.p.A. nei confronti della società Alfa Omega Immobiliare S.r.l. (di seguito contribuente) avverso la sentenza della CTP di Pescara, che aveva accolto il ricorso proposto dalla contribuente avverso ingiunzione fiscale notificata nella qualità di concessionaria del Comune di Montesilvano per ICI relativa all’anno (OMISSIS).

Avverso la sentenza della CTR la SO.GE.T. ha proposto ricorso per cassazione nei confronti della contribuente affidato a due motivi.

La società intimata non ha svolto difese.

Con il primo motivo, la ricorrente denuncia, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 4, la nullità della sentenza per difetto assoluto di motivazione.

Il motivo è manifestamente fondato.

La pronuncia impugnata, oltre a contenere riferimenti ad elementi che non appartengono in alcun modo alla fattispecie sottoposta al suo esame, come il riferimento alla “notificazione della cartella esattoriale per contributi previdenziali”, o ancora alla necessità che il concessionario dimostri di avere notificato la cartella di pagamento, vertendosi nella fattispecie in controversia avente ad oggetto l’impugnazione d’ingiunzione fiscale per pagamento di ICI, si articola per il resto nel richiamo ad una serie di pronunce di questa Corte ed ai principi dalle stesse espressi, senza tuttavia formulare alcuna specifica valutazione sui fatti rilevanti di causa e, dunque, senza ricostruire la fattispecie concreta ai fini della sussunzione in quella astratta.

Paradigmatico è, in particolare, il richiamo al principio espresso dalle Sezioni Unite di questa Corte (Cass. 25 luglio 2007, n. 16412, sull’interpretazione del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 19, comma 3,), senza che ad esso si faccia seguire quella che è la valutazione riservata proprio al giudice del merito nell’interpretazione della domanda, quale affermata dalla citata pronuncia, se volta cioè la domanda ad impugnare, nella fattispecie, la sola ingiunzione fiscale, per difetto di notifica dell’atto presupposto, ovvero ad estendere l’impugnazione alla contestazione nel merito stesso della pretesa impositiva, con riferimento al prodromico avviso di accertamento, del quale la contribuente ha lamentato l’omessa notifica.

In una siffatta situazione – che è tanto più rilevante perchè ad essa è strettamente connessa sia la questione della configurabilità nella fattispecie dell’esistenza o meno di litisconsorzio necessario con l’ente impositore, relativa a specifico motivo d’appello del concessionario avverso la sentenza di primo grado che, dopo aver disposto, ex art. 102 c.p.c. l’integrazione del contraddittorio nei confronti del Comune di Montesilvano all’uopo onerando la contribuente, ha omesso poi di dichiarare l’estinzione del giudizio a seguito dell’inottemperanza al relativo ordine, sia la verifica della sussistenza o meno dell’eccepita decadenza dalla pretesa impositiva e/o prescrizione del credito – il sillogismo nel quale deve articolarsi il giudizio resta monco della premessa minore e, di conseguenza privo totalmente di rafia giustificativa del decisum (cfr. Cass. sez. 5, 30 ottobre 2015, n. 22242; Cass. sez. 5, 27 maggio 2011, n. 11710).

Il ricorso deve essere pertanto accolto per manifesta fondatezza in ordine al primo motivo, restando assorbito il secondo.

Il giudice di rinvio, cui va rimessa la causa Per nuovo esame, provvederà anche in ordine alle spese del presente giudizio di legittimità.

PQM

La Corte accoglie il ricorso in relazione al primo motivo, assorbito il secondo.

Cassa la sentenza impugnata in relazione al motivo accolto e rinvia la causa, anche per le spese, a diversa sezione della CTR dell’Abruzzo – sezione staccata di Pescara.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio, il 28 giugno 2016.

Depositato in Cancelleria il 26 settembre 2016

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