Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 18871 del 11/09/2020

Cassazione civile sez. trib., 11/09/2020, (ud. 22/11/2019, dep. 11/09/2020), n.18871

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. DE MASI Oronzo – Presidente –

Dott. CAPRIOLI Maura – Consigliere –

Dott. LO SARDO Giuseppe – Consigliere –

Dott. D’ORIANO Milena – Consigliere –

Dott. MARTORELLI Raffaele – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 20109-2016 proposto da:

C.A., elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DUODO

FRANCESCO 49, presso lo studio dell’avvocato FRANCESCO DI CESARE,

che la rappresenta e difende;

– ricorrente –

contro

AMA SPA, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA MARCELLO PRESTINARI

13, presso lo studio dell’avvocato MASSIMO PALLINI, che la

rappresenta e difende;

– controricorrente –

e contro

AEQUA ROMA SPA;

– intimato –

avverso il provvedimento n. 423/2016 della COMM. TRIB. REG. di ROMA,

depositata il 28/01/2016;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

22/11/2019 dal Consigliere Dott. RAFFAELE MARTORELLI.

 

Fatto

RILEVATO

CHE

C.A. impugnava l’avviso di accertamento emesso da AMA spa relativo alla tariffa rifiuti per gli anni dal 2005 al 2010 in relazione all’immobile di sua proprietà, adibito ad attività di falegnameria, eccependo che la quasi totalità della superficie era adibita ad attività di produzione ed a magazzino, ad eccezioni di mq 88 destinati ad ufficio e servizi igienici.

La CTP di Roma accoglieva il ricorso ritenendo provato che l’area soggetta ad accertamento fosse destinata esclusivamente alla produzione di rifiuti speciali. L’AMA proponeva appello avverso tale sentenza lamentando la mancanza di prova circa la specialità dei rifiuti prodotti dalla contribuente.

La CTR del Lazio accoglieva il gravame ritenendo che la documentazione prodotta dall’appellata, consistente nella planimetria dell’immobile e il contratto stipulato con ditta specializzata nello smaltimento di rifiuti speciali, non fosse idonea a comprovare l’effettività dell’attività svolta nell’immobile nè l’esclusività della produzione di rifiuti speciali. La contribuente proponeva ricorso affidato a due motivi, mentre l’AMA si costituiva con controricorso.

Diritto

CONSIDERATO

CHE:

con memoria 7.11.2019, la ricorrente C.A., dichiarava di aver ritualmente aderito alle disposizioni relative alla definizione agevolata delle controversie tributarie pendenti ai sensi del D.L. 24 aprile 2017, n. 50, art. 11, (conv., con modificazioni, in L. 21 giugno 2017, n. 96), allegando copia di pagamento della prima rata, nonchè dichiarazione congiunta, con richiesta di declaratoria di estinzione del giudizio con compensazione delle spese;

detta dichiarazione, notificata via PEC al difensore di AMA e ad AEQUAROMA spa, risulta riscontrata per adesione alla richiesta, da AMA, Azienda Municipale Ambiente spa., a mezzo del suo difensore, Avv. Massimo Pallini, in data 12.11.2019;

sussistono, pertanto, i presupposti per la declaratoria di estinzione del giudizio, che esclude l’applicabilità del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, che consegue alle sole declaratorie di infondatezza nel merito ovvero di inammissibilità o improcedibilità dell’impugnazione (Cass. n. 25485 dell’8.3. 2018).

P.Q.M.

La Corte dichiara estinto il giudizio e compensa le spese.

Così deciso in Roma, nell’adunanza Camerale, il 21 novembre 2019.

Depositato in Cancelleria il 11 settembre 2020

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