Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 18866 del 11/09/2020

Cassazione civile sez. trib., 11/09/2020, (ud. 16/10/2019, dep. 11/09/2020), n.18866

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. BRUSCHETTA Ernestino Luigi – Presidente –

Dott. FUOCHI TINARELLI Giuseppe – Consigliere –

Dott. TRISCARI Giancarlo – Consigliere –

Dott. SUCCIO Roberto – Consigliere –

Dott. ANTEZZA Fabio – rel. est. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso iscritto al n. 24602/2018 proposto da:

AGENZIA DELLE DOGANE E DEI MONOPOLI, in persona del Direttore pro

tempore, rappresentata e difesa dall’Avvocatura Generale dello

Stato, presso i cui uffici in Roma, via dei Portoghesi n. 12,

domicilia;

– ricorrente nonchè controricorrente avverso il ricorso

incidentale –

contro

GLOBAL STARNET LIMITED, (già B Plus Giocolegale Limited), (C.F. e

P.IVA: (OMISSIS)), in persona del legale rappresentante pro tempore,

rappresentata e difesa dall’Avv. Giuseppe Nebbia, con domicilio

eletto presso il detto Avvocato, presso lo studio dell’Avv. Lidia

Sgotto Ciabattini sito in Roma, Piazzale Clodio n. 32/A;

– controricorrente e ricorrente incidentale –

avverso la sentenza della Commissione tributaria regionale del Lazio

n. 413/10/2018, pronunciata il 13 novembre 2017 e depositata il 26

gennaio 2018;

udita la relazione svolta nell’adunanza camerale del 16 ottobre 2019

dal Consigliere Fabio Antezza.

 

Fatto

FATTI DI CAUSA

1. L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (“A.D.”) ricorre, con un motivo, per la cassazione della sentenza (indicata in epigrafe) di rigetto dell’appello dalla stessa proposto avverso la sentenza n. 24979/38/2015 emessa dalla CTP di Roma (mentre la contribuente propone ricorso incidentale). Quest’ultima, a sua volta, aveva accolto l’impugnazione di avviso di accertamento n. (OMISSIS) notificato alla concessionaria (attuale controricorrente nonchè ricorrente incidentale) per omesso versamento del PREU per il periodo d’imposta 2006, con riferimento a due apparecchi funzionanti ma privi del prescritto collegamento con la rete telematica.

2. La CTP, in particolare, accolse l’impugnazione ritenendo fondato (ed assorbente gli altri) il motivo inerente la violazione della L. 27 luglio 2000, n. 212, art. 12, comma 2, (c.d. Statuto dei diritti del contribuente), per aver i verificatori omesso gli adempimenti ivi previsti a garanzia del contribuente e della sua facoltà di controdedurre nell’ambito del procedimento, limitandosi a liquidare la maggiore imposta alla stregua soltanto dei contatori delle macchine (per quanto emerge dalla sentenza della CTR oltre che dalla trascrizione della sentenza di primo grado ad opera del controricorrente e ricorrente incidentale).

3. La CTR, con la sentenza oggetto di attuale ricorso per cassazione, accolse l’appello dell’Amministrazione, ritenendo non operante nella specie il disposto di cui alla L. n. 212 del 2000, art. 12, comma 2, in ragione dell’assenza di un'”attività di verifica fiscale se non di natura documentale”, derivando la ricostruzione dell’imponibile e del PREU dovuto da un mero procedimento matematico, indicato nell’atto di accertamento.

Tuttavia la Commissione regionale confermò “la pronuncia liberatoria per il contribuente… con riferimento ad altro profilo, pure oggetto di rilievi formulati nel ricorso originario e specificamente ribaditi nelle controdeduzioni all’appello”.

Il Giudice di secondo grado, in sostanza, ritenne in particolare operante nella specie, il disposto del D.L. 30 settembre 2003, n. 269, art. 39 quater, (conv. in L. 24 novembre 2003, n. 326), nel testo introdotto al D.L. 1 luglio 2009, n. 78, art. 15, conv. in L. 3 agosto 2009, n. 102, e non nella sua precedente formulazione, quella introdotta dalla L. 27 dicembre 2006, n. 296, art. 1, (applicabile dal 1 gennaio 2007). Muovendo dalla natura sanzionatoria della disposizione normativa, la CTR, in forza “del principio del favor rei di cui al D.Lgs. n. 472 del 1997, art. 3, comma 2”, ritenne applicabile il nuovo disposto del detto art. 39 quater, comma 2. Sicchè, il concessionario, nella specie, non avrebbe dovuto rispondere del PREU essendo stati individuati gli autori dell’illecito.

4. Contro la sentenza d’appello l’A.D. propone ricorso per cassazione, affidato ad un motivo, la contribuente si difende con controricorso e propone ricorso incidentale, affidato a due motivi, contro il quale l’Amministrazione si difende con controricorso (prospettando anche profili di inammissibilità delle censure).

Diritto

RAGIONI DELLA DECISIONE

1. Il solo ricorso principale è fondato.

2. Con l’unico motivo di ricorso principale, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, si deduce la “violazione e/o falsa applicazione del D.L. 30 settembre 2003, n. 269, art. 39, comma 13, e art. 39-quater, convertito dalla L. 24 novembre 2003, n. 326, del D.L. 1 luglio 2009, n. 78, art. 15, comma 8, quaterdecies, convertito dalla L. 3 agosto 2009, n. 102, nonchè dell’art. 11 disp. gen.”.

In sostanza, il ricorrente critica la ritenuta applicabilità retroattiva del D.L. 30 settembre 2003, n. 269, art. 39 quater, (conv. in L. 24 novembre 2003, n. 326), nel testo introdotto al D.L. 1 luglio 2009, n. 78, art. 15, (conv. in L. 3 agosto 2009, n. 102), in luogo dell’applicabilità della norma nella formulazione introdotta dalla L. 27 dicembre 2006, n. 296, art. 1, (applicabile dal 1 gennaio 2007).

2.1. Il motivo è fondato (con conseguente cassazione, con rinvio, della sentenza impugnata) nel senso dell’inapplicabilità retroattiva del D.L. 30 settembre 2003, n. 269, art. 39 quater, (conv. in L. 24 novembre 2003, n. 326), nel testo introdotto al D.L. 1 luglio 2009, n. 78, art. 15, (conv. in L. 3 agosto 2009, n. 102), non essendovi specifica previsione in tal senso e non operando, peraltro, il principio del favor rei, stante la natura non sanzionatoria del PREU come del cd. maggior PREU (si vedano, in particolare: Cass. sez. 5, 31/05/2019, n. 14969, Rv. 654116-01, e Cass. sez. 5, 28/05/2019, n. 24543, Rv. 654124-01).

3. Il ricorso incidentale non merita accoglimento, ed i due motivi nei quali si articola sono suscettibili di trattazione congiunta in ragione della connessione delle questioni inerenti i relativi oggetti.

3.1. Con il primo motivo del ricorso incidentale (indicato come “II”), in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, si deduce violazione e falsa applicazione della L. n. 212 del 2000, art. 12, comma 7, e del CEDU, art. 6, comma 3.

Con il secondo motivo del ricorso incidentale (indicato come “II”), in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 4, si deduce la nullità della sentenza per violazione del principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato, di cui all’art. 112 c.p.c., non avendo la CTR statuito in merito a tutte le questioni, riproposte in sede di controdeduzioni in appello, sulle quali la CTP non aveva deciso avendo ritenuto (sempre il Giudice di primo grado) assorbente la violazione della L. n. 212 del 2000, art. 12, comma 2.

3.2. Entrambi i motivi in esame sono infondati.

Il primo, per l’assorbente considerazione per la quale la CTR (comunque) ha ritenuto inapplicabile il citato art. 12m trattandosi di accertamento meramente documentale (con determinazione del PREU dovuto mediante mero “procedimento matematico”), ed il secondo in quanto, differentemente da quanto prospettato dal ricorrente incidentale, nella specie non si tratta di omessa pronuncia bensì di assorbimento delle questioni di cui innanzi (che dovranno in ipotesi essere trattate in sede di rinvio).

4. In conclusione, in accoglimento del solo ricorso principale dell’A.D., con rigetto del ricorso incidentale, la sentenza impugnata deve essere cassata, in relazione al motivo accolto, con rinvio alla Commissione tributaria regionale del Lazio, in diversa composizione, la quale provvederà anche alla liquidazione delle spese relative al presenta giudizio di legittimità.

Ai sensi del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater, (aggiunto dalla L. 24 dicembre 2012, n. 228, art. 1, comma 17), deve darsi atto dei presupposti processuali per il versamento, da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso a norma del cit. art. 13, comma 1 bis, se dovuto (medesima L. n. 228, ex art. 18, in quanto procedimento civile di impugnazione iniziato dal trentesimo giorno successivo alla data di entrata in vigore della citata L. n. 228 del 2012, cioè a decorrere dal 31 gennaio 2013), restando salve future modifiche per il caso di ricorrente ammesso al patrocinio a spese dello Stato (attualmente all’esame delle Sezioni Unite Civili).

P.Q.M.

accoglie il ricorso principale dell’A.D., rigettando il ricorso incidentale, cassata la sentenza impugnata, in relazione al motivo accolto, con rinvio alla Commissione tributaria regionale del Lazio, in diversa composizione, la quale provvederà anche alla liquidazione delle spese relative al presenta giudizio di legittimità, dando atto, ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, della sussistenza dei presupposti processuali per il versamento, da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato, pari a quello dovuto per il ricorso a norme dal cit. art. 13, comma 1 bis, se dovuto, restando salve eventuali future modifiche per il caso di ricorrente ammesso al patrocinio a spese dello Stato, attualmente all’esame delle Sezioni Unite Civili.

Così deciso in Roma, il 16 ottobre 2019.

Depositato in Cancelleria il 11 settembre 2020

 

 

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