Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 18846 del 28/07/2017


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Cassazione civile, sez. lav., 28/07/2017, (ud. 13/04/2017, dep.28/07/2017),  n. 18846

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE LAVORO

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. NOBILE Vittorio – Presidente –

Dott. BRONZINI Giuseppe – Consigliere –

Dott. GARRI Fabrizia – rel. Consigliere –

Dott. LEO Giuseppina – Consigliere –

Dott. DE MARINIS Nicola – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 18841-2011 proposto da:

POSTE ITALIANE S.P.A., C.F. (OMISSIS), in persona del Presidente e

legale rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliata in

ROMA, VIA PO 25-B, presso lo studio dell’avvocato ROBERTO PESSI, che

la rappresenta e difende, giusta delega in atti;

– ricorrente –

contro

P.P., C.F. (OMISSIS), S.M. C.F. (OMISSIS),

P.M. C.F. (OMISSIS), elettivamente domiciliati in ROMA, VIA

FLAMINIA 195, presso lo studio dell’avvocato SERGIO VACIRCA, che li

rappresenta e difende unitamente all’avvocato CLAUDIO LALLI, giusta

delega in atti;

– controricorrenti –

avverso la sentenza n. 1033/2010 della CORTE D’APPELLO di FIRENZE,

depositata il 13/07/2010 R.G.N. 898/2007.

Fatto

RILEVATO

che con sentenza in data 13 luglio 2010 la Corte di Appello di Firenze ha confermato la sentenza del Tribunale di Pisa che aveva dichiarato la nullità del termine apposto al contratto intercorso tra Poste Italiane s.p.a. e P.P. dal 1 agosto al 20 settembre 2005 dichiarando sussistente a decorrere dal 1 agosto un rapporto di lavoro a tempo indeterminato e condannando la società a risarcire il danno liquidato in misura pari alle retribuzioni maturate dal 10.10.2005 al 23.5.2006, data della pronuncia di primo grado.

che avverso tale sentenza Poste Italiane s.p.a. ha proposto ricorso affidato a cinque motivi, al quale hanno resistito gli eredi della P. con controricorso tardivamente notificato ed entrambe le parti hanno depositato memorie.

Diritto

CONSIDERATO

che va dichiarata ammissibile, ed esaminata, la memoria depositata dai controricorrenti, nonostante la tardività del loro controricorso, alla luce di quanto affermato da questa Corte nell’ordinanza n. 4906 del 27/02/2017, alla cui motivazione si rinvia.

che i primi due motivi di ricorso sono fondati atteso che la Corte territoriale si è discostata dal consolidato orientamento di questa Corte che ha ripetutamente affermato che “in tema di assunzione a termine di lavoratori subordinati per ragioni di carattere sostitutivo, alla luce della sentenza della Corte costituzionale n. 214 del 2009, con cui è stata dichiarata infondata la questione di legittimità costituzionale del D.Lgs. n. 368 del 2001, art. 1, comma 2, l’onere di specificazione delle predette ragioni è correlato alla finalità di assicurare la trasparenza e la veridicità della causa dell’apposizione del termine e l’immodificabilità della stessa nel corso del rapporto. Pertanto, nelle situazioni aziendali complesse, in cui la sostituzione non è riferita ad una singola persona, ma ad una funzione produttiva specifica, occasionalmente scoperta, l’apposizione del termine deve considerarsi legittima se l’enunciazione dell’esigenza di sostituire lavoratori assenti – da sola insufficiente ad assolvere l’onere di specificazione delle ragioni stesse – risulti integrata dall’indicazione di elementi ulteriori (quali l’ambito territoriale di riferimento, il luogo della prestazione lavorativa, le mansioni dei lavoratori da sostituire, il diritto degli stessi alla conservazione del posto di lavoro) che consentano di determinare il numero dei lavoratori da sostituire, ancorchè non identificati nominativamente, ferma restando, in ogni caso, la verificabilità della sussistenza effettiva del prospettato presupposto di legittimità.” (cfr. Cass. 26/01/2010 nn. 1576 e 1577 e numerose altre successive, si veda tra le molte Cass. 01/03/2016 n. 4020, 04/07/2016 n. 13587, 23/06/2016n. 13055 e ord. sez. 6-L 07/04/2017 n.9134).

che resta assorbito l’esame delle altre censure, che riguardano questioni in ordine logico successive e consequenziali, e la sentenza cassata in relazione ai motivi accolti deve essere rinviata alla Corte di appello di Firenze, in diversa composizione, che in applicazione dei citati principi riesaminerà le censure proposte nell’appello.

che alla Corte del rinvio è demandata la regolazione delle spese del giudizio di legittimità.

PQM

 

La Corte, accoglie il primo ed il secondo motivo di ricorso, assorbiti gli altri. Cassa la sentenza in relazione ai motivi accolti e rinvia alla Corte di appello di Firenze, in diversa composizione, che provvederà anche sulle spese del giudizio di legittimità.

Così deciso in Roma, nella Adunanza camerale, il 13 aprile 2017.

Depositato in Cancelleria il 28 luglio 2017

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