Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 1882 del 29/01/2014


Clicca qui per richiedere la rimozione dei dati personali dalla sentenza

Civile Ord. Sez. 6 Num. 1882 Anno 2014
Presidente: DI PALMA SALVATORE
Relatore: DE CHIARA CARLO

ORDINANZA
sul ricorso 26001-2011 proposto da:
PAGLIUGHI PIERLUIGI PGLPLG61L14C052D, CONTI
ROSANNA CNTRNN39L42C052U, elettivamente domiciliati in
ROMA, presso la CORTE DI CASSAZIONE, rappresentati e difesi
dall’avv. BONAZZA SILVIO, giusta mandato in calce al ricorso;

– ricorrenti contro
BANCA DI LEGNANO SPA – soggetta all’attività di direzione e
coordinamento della Banca Popolare di Milano in persona del
Direttore Generale, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA
VIRGILIO 8, presso lo studio dell’avv. ENRICO CICCOTTI, che la
rappresenta e difende unitamente all’avv. ENRICO BIAGI, giusta
delega in calce al controricorso;
—-6013~14.601~ze .

Data pubblicazione: 29/01/2014

avverso la sentenza n. 709/2011 della CORTE D’APPELLO di
MILANO del 16.2.2011, depositata il 10/03/2011;
udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del
22/10/2013 dal Consigliere Relatore Dott. CARLO DE CHIARA.
PREMESSO

legge quanto segue:
«1. — I sig.ri Pierluigi Pagliughi, socio accomandatario della CF
Utensili s.a.s. di Pagliughi Pierluigi & C., e Rosanna Conti, entrambi
garanti e fideiussori degli affidamenti concessi alla società dalla Banca
di Legnano s.p.a., convennero quest’ultima nel 2006 dinanzi al
Tribunale di Milano per il risarcimento dei danni derivanti dalla sua
condotta illecita, consistita nell’aver omesso di segnalare alla Centrale
rischi della Banca d’Italia le garanzie prestate e nell’aver revocato i fidi
senza alcuna comunicazione, così determinando il fallimento, nel 1997,
della CF Utensili e la chiusura, nel 2000, della collegata CF Rappind
s.a.s, di cui pure il sig. Pagliughi era socio accomandatario. Il Tribunale
rigettò la domanda sia per l’intervenuta prescrizione quinquennale
dell’azione di responsabilità, sul rilievo della natura extracontrattuale
della stessa e della decorrenza del termine di prescrizione dalla
dichiarazione di fallimento della CF Utensili, sia per l’esclusione del
danno.
La Corte d’appello di Milano ha respinto l’appello dei
soccombenti confermando la statuizione di prescrizione quinquennale
sull’assunto della natura extracontrattuale della dedotta responsabilità
della banca, dato che i comportamenti scorretti addebitati a
quest’ultima concernevano i rapporti contrattuali intercorsi con la
società, la quale era terza rispetto agli attori-appellanti.
I sig.ri Pagliughi e Conti hanno quindi proposto ricorso per
Ric. 2011 n. 26001 sez. M1 – ud. 22-10-2013
-2-

Che nella relazione presentata ai sensi dell’art. 380 bis c.p.c. si

elitàújtorie per gei motivi, La banca intimAta non ha

Svolto

dgeg,e,

2. — I ricorrenti chiedono che il ricorso sia dichiarato procedibile
nonostante la tardività del suo deposito, eseguito il 27 ottobre 2011 a
fronte di notifica perfezionatasi il 22 settembre, ma della quale per
documentato errore dell’ufficiale giudiziario essi non avevano avuto

2.1. — La richiesta, configurabile quale istanza di rimessione in
termini ai sensi dell’art. 184 bis c.p.c. (norma applicabile, secondo Cass.
17704/2010, seguita da Cass. 14627/2010 e 9792/2012, non solo ai
poteri processuali di parte interni al giudizio di primo grado, ma anche
nel caso di decadenza dall’impugnazione per incolpevole decorso del
termine), è ammissibile e fondata.
3. — Con il primo motivo di ricorso si denuncia ultrapetizione
per avere la Corte d’appello applicato la prescrizione quinquennale,
qualificando come extracontrattuale la responsabilità invocata in
giudizio dagli attori, nonostante tale qualificazione non fosse stata
allegata dalla banca convenuta, che

er3_ limitata ad eceTire

genericamente la prescrizione a far data dal 1992, e dunque la
prescrizione decennale.
3.1. — Il motivo è infondato perché il giudice ha il potere
officioso di dare ai fatti una qualificazione anche diversa da quella
indicata dalle parti, applicando il conseguentemente regime (nella
specie, qualificata la responsabilità come extracontrattuale, i giudici di
merito hanno applicato la regola della prescrizione quinquennale);
inoltre elemento costitutivo dell’eccezione di prescrizione è l’inerzia del
titolare del diritto fatto valere in giudizio, mentre la determinazione
della durata di questa, necessaria per il verificarsi dell’effetto estintivo,
si configura come una quaestio iuris concernente l’identificazione del
diritto stesso e del regime prescrizionale per esso previsto dalla legge,
Ric. 2011 n. 26001 sez. M1 – ud. 22-10-2013
-3-

notizia sino al 7 ottobre 2011.

con la conseguenza che la riserva alla parte del potere di sollevare
l’eccezione implica che ad essa sia fatto onere soltanto di allegare il
menzionato elemento costitutivo e di manifestare la volontà di
profittare di quell’effetto, non anche di indicare direttamente o
indirettamente (cioè attraverso specifica menzione della durata

quali spetta al potere-dovere del giudice (cfr., per tutte, Cass. Sez. Un.
10955/2002).
4. — Con il secondo motivo, denunciando violazione di norme
di diritto, si lamenta che “la sentenza indica come attività extracontrattuale il
comportamento tenuto dalla Banca di Legnano in merito alla segnalazione alla

centrale del Fischio e alla revoca degli affidamenti, pur se queste hanno [recte:
erano] attività inerenti a soggetti con cui ki banca intratteneva rapporti”.
4.1. — Il motivo è inammissibile perché non è comprensibile e
comunque è generico, non essendo chiarito, neppure nel corso
dell’ulteriore svolgimento della censura, chi siano i soggetti e,
soprattutto, i rapporti cui si fa riferimento.
5. — Inammissibili sono anche i restanti motivi, con cui si
denunciano vizi di motivazione. Posto, invero, che il vizio di
motivazione attiene all’accertamento dei fatti controversi, non è dato
rinvenire nello svolgimento di essi il riferimento ad alcun fatto
controverso che si assuma essere stato accertato scorrettamente; né è
dato comunque rinvenirvi compiute denunce di violazione di legge da
prendere in considerazione nonostante una loro eventualmente
impropria rubricazione.»;
che detta relazione è stata comunicata al P.M. e notificata agli
avvocati delle parti costituite e non sono state presentate conclusioni o
memorie;
CONSIDERATO
Ric. 2011 n. 26001 sez. M1 – ud. 22-10-2013
-4-

dell’inerzia) le norme applicabili al caso di specie, l’identificazione delle

Che il Collegio condivide le considerazioni svolte nella relazione
di cui sopra;
che pertanto il ricorso va respinto;
che in mancanza di attività difensiva della parte intimata non
occorre provvedere sulle spese processuali.

La Corte rigetta il ricorso.
Così deciso in Roma nella camera di consiglio del 22 ottobre
2013

P.Q.M.

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA