Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 18775 del 14/09/2011

Cassazione civile sez. lav., 14/09/2011, (ud. 10/06/2011, dep. 14/09/2011), n.18775

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE LAVORO

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. LAMORGESE Antonio – Presidente –

Dott. TOFFOLI Saverio – Consigliere –

Dott. TRIA Lucia – Consigliere –

Dott. ARIENZO Rosa – Consigliere –

Dott. TRICOMI Irene – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

sentenza

sul ricorso proposto da:

MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, in persona del Ministro in carica,

domiciliato in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12, presso L’AVVOCATURA

GENERALE DELLO STATO, che lo rappresenta e difende ope legis;

– ricorrente –

contro

C.A., elettivamente domiciliata in ROMA, VIA GREGORIO

VII 396, presso lo studio dell’avvocato GIUFFRIDA ANTONIO, che la

rappresenta e difende unitamente all’avvocato CONDORELLI CAFF

FRANCESCO, giusta delega in atti;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 10087/2006 del TRIBUNALE di ROMA, depositata

il 19/05/2006 r.g.n. 227407/05;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del

10/06/2011 dal Consigliere Dott. IRENE TRICOMI;

udito l’Avvocato MAURIZIO DI CARLO;

udito l’Avvocato CONDORELLI CAFF FRANCESCO;

udito il P.M. persona del Sostituto Procuratore Generale Dott. BASILE

Tommaso, che ha concluso per l’inammissibilità, in subordine

rigetto.

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

1. Il Tribunale di Roma con la sentenza n. 10087 del 2006 dichiarava inammissibile il ricorso proposto da Ministero della Giustizia nei confronti di C.A. in ordine al lodo emesso dal collegio arbitrale di disciplina istituito presso lo stesso Ministero in data 16 settembre 2004.

Il Tribunale, premesso che il ricorso aveva ad oggetto il lodo con il quale veniva accolto il ricorso della C. e ridotta la sanzione disciplinare del licenziamento con preavviso di quattro mesi a quella di sospensione dal servizio con privazione della retribuzione per mesi sei, riteneva decorso il termine di trenta giorni dalla notificazione del lodo per la proposizione dell’impugnazione, con la conseguente inammissibilità del ricorso.

2. Ricorre per la cassazione della suddetta sentenza il Ministero della Giustizia prospettando un motivo di ricorso.

3. Resiste con controricorso la C., che ha depositato memoria ex art. 378 c.p.c..

Diritto

MOTIVI DELLA DECISIONE

1. Con l’unico motivo di ricorso il Ministero della Giustizia ha dedotto la violazione di norme e principi di diritto; omessa e contraddittoria motivazione su un punto decisivo della controversia.

Pretesa inammissibilità del lodo.

Parte ricorrente censura la sentenza del Tribunale di Roma per avere la stessa ritenuto che il lodo era stato regolarmente notificato ad esso Ministero dopo il suo deposito nella cancelleria del Tribunale nella cui circoscrizione ha sede l’arbitro. Tale affermazione, tuttavia, era sprovvista di elementi temporali di riferimento.

Il Ministero deduce che il Tribunale affermava, altresì “con provvedimento in data 31.2.2006 il Presidente del Tribunale di Roma ha dichiarato esecutivo il lodo definitivo di cui ha constatato la regolarità formale. Risulta, pertanto decorso il termine di trenta giorni dalla notificazione del lodo sicchè deve esser dichiarata la inammissibilità del ricorso”.

Deduce il ricorrente che il lodo non era stato notificato all’amministrazione almeno fino al momento della notifica della copia resa esecutiva (24 marzo 2006), eseguita successivamente alla proposizione dell’impugnazione intervenuta nel 2005.

Manca pertanto l’indicazione del dies a quo dal quale fare decorrere il termine di trenta giorni, previsto dall’art. 412-quater c.p.c., per la proposizione dell’impugnazione, mentre il lodo reso esecutivo veniva notificato dopo la proposizione dell’appello.

Il quesito di diritto e la precisazione del vizio di motivazione hanno il seguente tenore:

se la sentenza gravata è incorsa nella violazione degli artt. 113 – 115 c.p.c., dell’art. 118 disp. att. c.p.c., per omessa istruttoria e motivazione;

se il Tribunale ha errato per insufficiente/assente motivazione su un punto decisivo della controversia;

se sia censurabile la decisione impugnata per aver ritenuto tardiva l’impugnazione del lodo e quindi inammissibile l’appello proposto e quali sarebbero i principi adottati dal Tribunale.

1.2. Il motivo è fondato e deve essere accolto.

Nella sentenza impugnata, pronunciata nella causa civile iscritta al n. 227407/2005, le seguenti circostanze, rilevanti ai fini della decisione assunta, sono affermate dal Tribunale senza alcun riferimento temporale:

il lodo veniva regolarmente notificato dopo il suo deposito nella cancelleria del Tribunale;

risultava decorso il termine di trenta giorni per l’impugnazione.

Manca, pertanto, nella sentenza del Tribunale di Roma l’indicazione delle concrete modalità di computo (ad es.: dies a quo, data della notificazione del ricorso in appello) del suddetto termine, secondo quanto previsto dall’art. 412- quater c.p.c..

Sussiste, dunque, nella sentenza del Tribunale di Roma, in ragione delle affermazioni meramente assertive (“il lodo è stato regolarmente notificato”, “risulta decorso il termine di 30 giorni dalla notificazione del lodo”) nella stessa contenute, un’obiettiva carenza nell’indicazione del criterio logico che ha condotto il giudice alla formazione del proprio convincimento, senza alcuna esplicitazione al riguardo, nè disamina logico-giuridica che lasci trasparire il percorso argomentativo seguito e consenta di verificare la conformità della decisione alla disciplina di settore.

2. Il ricorso del Ministero della Giustizia è, pertanto, fondato e deve essere accolto.

La sentenza del Tribunale di Roma va cassata con rinvio al medesimo Tribunale in diversa composizione anche per le spese del presente giudizio.

P.Q.M.

La Corte accoglie il ricorso. Cassa la sentenza impugnata e rinvia anche per le spese del presente giudizio al Tribunale di Roma in diversa composizione.

Così deciso in Roma, il 10 giugno 2011.

Depositato in Cancelleria il 14 settembre 2011

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