Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 18736 del 19/08/2010

Cassazione civile sez. I, 19/08/2010, (ud. 16/06/2010, dep. 19/08/2010), n.18736

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE PRIMA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. VITTORIA Paolo – Presidente –

Dott. CECCHERINI Aldo – Consigliere –

Dott. PICCININNI Carlo – Consigliere –

Dott. DI PALMA Salvatore – Consigliere –

Dott. MACIOCE Luigi – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

sentenza

sul ricorso proposto da:

PREFETTURA – UFFICIO TERRITORIALE DEL GOVERNO DI SASSARI, in persona

del Prefetto pro tempore, MINISTERO DELL’INTERNO, in persona del

Ministro pro tempore, domiciliati in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12,

presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che li rappresenta e

difende ope legis;

– ricorrenti –

contro

H.R., elettivamente domiciliato in ROMA, P.ZZA

APOLLODORO 26, presso l’avvocato CALABRESE CRISTIANA, che lo

rappresenta e difende, giusta procura a margine del controricorso;

– controricorrente –

avverso il decreto del GIUDICE DI PACE di SASSARI, depositato il

15/05/2009;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del

16/06/2010 dal Consigliere Dott. SALVATORE DI PALMA;

udito il P.M., in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

CICCOLO Pasquale Paolo Maria che ha concluso per l’accoglimento del

ricorso.

 

Fatto

RITENUTO IN FATTO

che il Prefetto di Sassari, con ricorso del 17 luglio 2009, ha proposto ricorso per cassazione deducendo due motivi di censura -, nei confronti di H.R., cittadino del (OMISSIS), avverso il decreto del Giudice di pace di Sassari del 15 maggio 2009, con il quale il Giudice adito ha accolto il ricorso del H. avverso il decreto di espulsione dal territorio nazionale, emesso nei suoi confronti dal Prefetto di Sassari in data 23 settembre 2008, ha annullato tale decreto ed ha disposto che il Prefetto di Sassari rilasciasse idoneo titolo di soggiorno a H.R.;

che resiste, con controricorso illustrato da memoria, H. R.;

che il Giudice a quo – dopo aver sintetizzato i motivi di opposizione formulati dal H. – ha cosi’ motivato in diritto la predetta decisione di accoglimento: “Non vi e’ motivo di dubitare che da una lettura meramente burocratica e distaccata degli atti di causa, il decreto di espulsione sia legittimamente motivato dalla mancanza di un valido titolo che permetta al H. di continuare a lavorare permanendo in territorio nazionale. Pur tuttavia, a questo giudicante, pare sia di tutta evidenza che l’odierno ricorrente, oltre a non avere carichi penali ne’ nel nostro paese ne’ in quello di origine, abbia saputo e potuto onestamente svolgere per ben 13 anni un lavoro dipendente prima ed autonomo successivamente provvedendo alla richiesta della partita IVA al fine di potersi iscrivere alla Camera di Commercio regolarizzando in tal modo la sua qualita’ di lavoratore onesto ed autosufficiente. Solo la errata informazione di un “tecnico”, al quale si e’ rivolto per continuare legalmente la sua attivita’, gli ha impedito di poter perfezionare la sua posizione di lavoratore ed e’, pertanto, meritevole di fiducia.

Per quanto in precedenza motivato, questo Giudice ragionevolmente ritiene, in virtu’ del suo proprio convincimento ed alla stregua delle risultanze probatorie emerse dagli atti di causa che le ragioni apposte a fondamento del presente ricorso siano veritiere e meritevoli di accoglimento”.

Diritto

CONSIDERATO IN DIRITTO

che, con il primo motivo (con cui deduce: “Violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n. 286 del 1998, art. 13, comma 2, lett. b, in relazione dell’art. 360 c.p.c., n. 3”), il ricorrente – premesso che il Commissariato P.S. di Alghero, in data 23 settembre 2008, aveva accertato che H.R. era titolare di un permesso di soggiorno per lavoro subordinato-attesa occupazione, scaduto in data 8 maggio 2008, e che erano trascorsi piu’ di sessanta giorni da detta scadenza, senza che risultasse richiesto dall’interessato, neppure tardivamente, il rinnovo del permesso di soggiorno critica il decreto impugnato, sostenendo che il Giudice a quo, a fronte delle risultanze istruttorie e documentali avrebbe dovuto affermare la legittimita’ del decreto di espulsione adottato necessariamente ai sensi del D.Lgs. n. 286 del 1998, art. 13, comma 2, lett. b);

che, con il secondo motivo (con cui deduce: “Violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n. 286 del 1998, art. 13, comma 2, lett. b, e del D.Lgs. n. 286 del 1998, art. 13, comma 8, in relazione dell’art. 360 c.p.c., n. 3”), il ricorrente – richiamate le premesse in fatto di cui al precedente motivo – critica il decreto impugnato, sostenendo che il Giudice a quo ha travalicato con un provvedimento abnorme i limiti del proprio potere giurisdizionale, non limitandosi ad accertare la legittimita’ del decreto di espulsione, ma valutando sulla base di considerazioni “metagiuridiche” la “meritevolezza” della posizione del H. ed ordinando addirittura al Prefetto il rilascio a quest’ultimo di idoneo permesso di soggiorno;

che il Collegio ha stabilito di redigere la motivazione della sentenza in forma semplificata;

che il ricorso merita accoglimento;

che il Giudice a quo – pur affermando che, nella specie, “Non vi e’ motivo di dubitare che da una lettura meramente burocratica e distaccata degli atti di causa, il decreto di espulsione sia legittimamente motivato dalla mancanza di un valido titolo che permetta al H. di continuare a lavorare permanendo in territorio nazionale” ha tuttavia accolto l’opposizione dell’odierno controricorrente sulla base sia di considerazioni sulla persona del H. assolutamente irrilevanti rispetto all’oggetto del giudizio, sia di una circostanza (“Solo la errata informazione di un “tecnico”, al quale si e’ rivolto per continuare legalmente la sua attivita’, gli ha impedito di poter perfezionare la sua posizione di lavoratore …”), anch’essa inidonea, di per se sola, a giustificare l’omessa tempestiva presentazione della domanda di rinnovo del permesso di soggiorno e, soprattutto, radicalmente contraddittoria rispetto al precedente riconoscimento della piena legittimita’ del decreto di espulsione e dei suoi motivi, cio’ a prescindere dalla “abnormita’” del decreto impugnato, nella parte in cui dispone che il Prefetto di Sassari rilasci idoneo titolo di soggiorno a H. R., per totale carenza di giurisdizione al riguardo;

che, pertanto, il decreto impugnato deve essere annullato;

che, non essendo necessari ulteriori accertamenti di fatto, la causa puo’ essere decisa nel merito, ai sensi dell’art. 384 c.p.c., comma 1, nel senso del rigetto dell’opposizione proposta da H. R. avverso il decreto di espulsione dal territorio nazionale, emesso nei suoi confronti dal Prefetto di Sassari in data 23 settembre 2008;

che sussistono giusti motivi – costituiti dalla sostanziale “buona fede” che puo’ essere riconosciuta al H. nella promozione del presente giudizio – per dichiarare compensate per intero tra le parti le spese dell’intero giudizio.

P.Q.M.

Accoglie il ricorso, cassa il decreto impugnato e, decidendo la causa nel merito, respinge l’opposizione proposta da H.R. avverso il decreto di espulsione dal territorio nazionale, emesso nei suoi confronti dal Prefetto di Sassari in data 23 settembre 2008.

Compensa le spese dell’intero giudizio.

Cosi’ deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Sezione Prima Civile, il 16 giugno 2010.

Depositato in Cancelleria il 19 agosto 2010

 

 

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