Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 18709 del 10/09/2020

Cassazione civile sez. VI, 10/09/2020, (ud. 13/07/2020, dep. 10/09/2020), n.18709

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE T

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. MOCCI Mauro – Presidente –

Dott. CONTI Roberto Giovanni – Consigliere –

Dott. CAPRIOLI Maura – rel. Consigliere –

Dott. LA TORRE Maria Enza – Consigliere –

Dott. DELLI PRISCOLI Lorenzo – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 10852-2019 proposto da:

TEA – TERRITORIO ENERGIA AMBIENTE SPA, in persona del legale

rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA

G. ANTONELLI 49, presso lo studio dell’avvocato MASSIMO COLARIZI,

che la rappresenta e difende unitamente agli avvocati MARCELLO

COFFRINI, ERMES COFFRINI;

– ricorrente –

contro

AGENZIA DELLE ENTRATE, (OMISSIS), in persona del Direttore pro

tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12,

presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che la rappresenta e

difende ope legis;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 5389/7/2018 della COMMISSIONE TRIBUTARIA

REGIONALE della LOMBARDIA, depositata il 11/12/2018;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata del 13/07/2020 dal Consigliere Relatore Dott. MAURA

CAPRIOLI.

 

Fatto

Ritenuto che:

La CTR della Lombardia con sentenza nr5389/2018 respingeva il ricorso per ottemperanza promosso dalla società Territorio Energia Ambiente s.p.a. nei confronti dell’Agenzia delle Entrate in relazione alla mancata restituzione della somma di Euro 239.486,49 dovuta in conseguenza del passaggio in giudicato della pronuncia emessa da altra CTR in data 14.9.2017 n. 3591.

Il giudice adito, ricostruita la vicenda processuale, ha rilevato che l’Amministrazione finanziaria aveva provveduto ancor prima della notifica del ricorso per ottemperanza il pagamento del credito azionato anche per la parte relativa alle spese legali con la sola eccezione dell’Iva.

Osservava che l’iniziativa giudiziaria era frutto di una grave negligenza della società senza che potesse assumere un qualche rilievo il disguido interno tra la società e d i suoi difensori trattandosi di una sola responsabilità processuale. Su queste basi la CTR riteneva giustificato l’accollo delle spese giudiziali da parametrare sulla scorta del valore economico iniziale della causa.

Avverso tale sentenza la società Tea s.p.a. propone ricorso per cassazione affidato ad un unico motivo cui resiste con controricorso l’Agenzia delle Entrate.

La ricorrente ha depositato memorie illustrative.

Diritto

Considerato che:

Con un unico motivo la ricorrente denuncia la violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n. 546 del 1992, artt. 70 e 15 nonchè del D.P.R. n. 115 del 2002, n. 115, art. 9 e ss. in tema di contributo unificato nonchè degli artt. 91 e 92 c.p.c. in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3.

Critica, in particolare, la decisione nella parte in cui ha ritenuto di ravvisare la soccombenza della società sull’errato presupposto che la parte istante avesse ricevuto dall’Agenzia delle Entrate le spese relative ai due gradi di giudizio ancor prima della notifica del ricorso di ottemperanza.

Contesta l’affermazione della CTR secondo cui, negli accessori di legge, riconosciuti nella sentenza di cui si chiedeva l’ottemperanza, dovevano ricomprendersi unicamente le spese generali, la contribuzione previdenziale di categoria e l’Iva.

Osserva al riguardo che i contributi unificati corrisposti per i due gradi di giudizio non potevano escludersi dalla pronuncia ottemperanda così come l’Iva, che rappresenta un accessorio che in quanto tale si aggiunge alla tassazione sulle spese che deve essere versata dall’Amministrazione finanziaria.

Sostiene pertanto che la CTR avrebbe errato nel rilevare la condizione di parte integralmente soccombente in capo alla società giacchè l’amministrazione non aveva dimostrato alla data della notifica del ricorso per ottemperanza di aver corrisposto i contributi unificati relativi alle due fasi di giudizio ed il pagamento dell’Iva.

Nella sostanza la ricorrente contesta la corretta applicazione del principio della soccombenza individuata sulla base di una valutazione non corretta delle risultanze processuali.

Si osserva che la parte ricorrente non può dolersi della regolazione delle spese giudiziali disposta dal Giudice solo invocando la violazione del principio della soccombenza racchiuso nella normativa concernete la liquidazione delle spese di lite.

In tema di condanna alle spese processuali, il principio della soccombenza va inteso nel senso che soltanto la parte interamente vittoriosa non può essere condannata, nemmeno per una minima quota, al pagamento delle spese stesse. Con riferimento al regolamento delle spese, il sindacato della Corte di cassazione è pertanto limitato ad accertare che non risulti violato il principio secondo il quale le spese non possono essere poste a carico della parte vittoriosa, con la conseguenza che esula da tale sindacato, e rientra nel potere discrezionale del giudice di merito, sia la valutazione dell’opportunità di compensare in tutto o in parte le spese di lite, tanto nell’ipotesi di soccombenza reciproca, quanto nell’ipotesi di concorso con altri giusti motivi, sia provvedere alla loro quantificazione, senza eccedere i limiti (minimi, ove previsti e) massimi fissati dalle tabelle vigenti (Cass. Sez. 3 -, Ordinanza n. 1572 del 23/01/2018; Sez. 1 -, Ordinanza n. 19613 del 04/08/2017).

Il ricorso va dichiarato inammissibile.

Le spese seguono la soccombenza e si liquidano in dispositivo secondo i criteri vigenti.

P.Q.M.

La Corte dichiara l’inammissibilità del ricorso; condanna la ricorrente al pagamento delle spese processuali che si liquidano in complessive Euro 3500,00 dà atto, ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma quater, della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte della ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato, pari a quello dovuto per il ricorso.

Così deciso in Roma, il 13 luglio 2020.

Depositato in Cancelleria il 10 settembre 2020

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