Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 18708 del 13/07/2018


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Civile Ord. Sez. 5 Num. 18708 Anno 2018
Presidente: LOCATELLI GIUSEPPE
Relatore: GIUDICEPIETRO ANDREINA

ORDINANZA
sul ricorso iscritto al n. 11563/2011 R.G. proposto da
Agenzia delle Entrate, in persona del direttore pro tempore, rappresentata
dall’Avvocatura Generale dello Stato, con domicilio legale in Roma, via dei
Portoghesi, n. 12, presso l’Avvocatura Generale dello Stato;
– ricorrente contro
S.I.F.I. Società Industria farmaceutica italiana S.p.A., in persona del I.r.p.t.,
rappresentato e difeso dagli avv.ti Giuseppe Mirone Giovanna Fondacaro„
elettivamente domiciliata in Roma alla via Casetta Mattei n. 239, presso
l’avv. Sergio Tropea;
-controricorrenteavverso la sentenza n.127/34/10 della Commissione Tributaria Regionale
della Sicilia del 22/2/2010, depositata il 22/3/2010 e non notificata.
Udita la relazione svolta nella camera di consiglio del 17 maggio 2018 dal
Consigliere Andreina Giudicepietro;
RILEVATO CHE:
1. la C.T.R. della Sicilia ha respinto l’appello dell’Agenzia, proposto

1

Data pubblicazione: 13/07/2018

contro la sentenza della C.T.P. di Catania che aveva accolto il ricorso della
“SIFI S.p.A.”, ed ha annullato il provvedimento di diniego dell’esenzione
decennale dall’ILOR del reddito industriale prodotto (diniego fondato sul
presupposto che la società avesse svolto anche attività commerciale, senza
tenere una contabilità separata della stessa, distinta da quella riguardante
l’attività industriale);

documentazione di parte contribuente circa la nuova allocazione dello
stabilimento e gli ingenti investimenti affrontati, con la nascita di nuovi
prodotti, nuovi settori di attività, nuovi posti di lavoro e nuove partnership)
che si fosse trattato di un nuovo impianto industriale e non anche di
ampliamento di uno preesistente e che l’intera attività ivi svolta fosse di
genere industriale, così come desumibile dalla “perizia giurata prodotta”,
anche atteso che la contribuente “non si limitava a semplici acquisti di
prodotti finiti e rivendita degli stessi, ma svolgeva un’attività di ricerca”, con
carattere propedeutico ed accessorio rispetto a quello produttivo;
3.

l’Agenzia ha interposto ricorso per cassazione affidato a unico

motivo;
4. la società contribuente si è costituita con controricorso;
5. il ricorso è stato fissato per la camera di consiglio del 17 maggio
2018, ai sensi degli artt. 375, ultimo comma, e 380 bis 1, cod. proc. civ., il
primo come modificato ed il secondo introdotto dal d.l. 31.08.2016, n.168,
conv. in legge 25 ottobre 2016, n.197;
CONSIDERATO CHE:
1.1. con l’unico motivo di ricorso, l’Agenzia

ricorrente denuncia la

violazione e falsa applicazione dell’art. 101, comma 1, T.U. n.218/78, in
relazione all’art.360, comma 1, n.3, c.p.c.;
assume la ricorrente che il giudice di appello, sulla base si un’errata
interpretazione della normativa in materia, avrebbe ritenuto sussistenti i
requisiti per l’esenzione decennale dell’Ilor, consistenti nella novità
dell’iniziativa produttiva e nella natura industriale dell’attività esercitata
presso il nuovo stabilimento in Aci, Sant’Antonio;

2

2. la predetta C.T.R. ha motivato la decisione ritenendo (alla luce della

1.2. il motivo è inammissibile, poiché la censura non configura il vizio di
violazione di legge, di cui all’art.360, comma 1, n.3, c.p.c.;
1.3. invero, la ricorrenza dei presupposti per la fruizione dell’esenzione
costituisce un accertamento di fatto, impugnabile in sede di legittimità solo
per un eventuale vizio motivazionale, ai sensi dell’art. 360, comma 1, n.5,
c.p.c.;

della duplice condizione per la concessione dell’esenzione, e cioè della
novità dell’impianto industriale e del carattere industriale dell’attività
svolta;
la motivazione adottata dalla C.T.R. viene censurata dalla ricorrente in
ordine agli elementi fattuali, in maniera per altro molto generica, senza
alcun riferimento alle fonti di acquisizione probatoria degli elementi predetti
ed a specifici vizi logici e carenze motivazionali;
ove, poi, l’agenzia ricorrente abbia voluto lamentare un’errata
interpretazione della legge in ordine all’individuazione dei requisiti richiesti
per la concessione dell’esenzione, il motivo appare del tutto generico e privo
di autosufficienza, poiché l’Agenzia non chiarisce quale dovesse essere la
diversa e più corretta interpretazione, alla quale il giudice di appello non si
sarebbe attenuto;
in realtà, dalla lettura del ricorso si evince che, in maniera inammissibile
in sede di legittimità, la ricorrente sostanzialmente sollecita la revisione
degli elementi fattuali posti a base della decisione di merito e che, a suo
giudizio, avrebbero dovuto indurre la C.T.R. della Sicilia ad escludere che la
società contribuente avesse posto in essere una nuova iniziativa produttiva
in territorio meridionale, meritevole di esenzione;
2.1. alla luce dell’inammissibilità dell’unico motivo di ricorso, non
appare necessario esaminare l’eccezione di giudicato esterno proposta dalla
parte controricorrente, invero sulla scorta di modalità espositive che
difettano del canone dell’autosufficienza, difetto che non può essere
emendato per il solo fatto dell’avvenuto deposito giudiziale delle sentenze
invocate, in relazione al quale permane pur sempre l’onere di dettagliata

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nel caso di specie, il giudice di appello ha ritenuto sussistente la prova

specificazione degli aspetti rilevanti nel contesto dell’atto processuale qui
depositato;
2.2. per quanto fin qui detto, consegue il rigetto del ricorso con
condanna dell’Agenzia ricorrente al pagamento in favore della
controricorrente delle spese processuali del giudizio di legittimità, come
liquidate in dispositivo;

La Corte dichiara inammissibile il ricorso e condanna parte ricorrente al
pagamento in favore della controricorrente delle spese del giudizio di
legittimità, che liquida in euro 6.500,00, oltre il 15% per spese generali, ed
accessori di legge.
Così deciso in Roma il 17/5/2018

P.Q.M.

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